Borile Enduro: figlia della Scrambler

La casa di Vò Euganeo (PD) continua a sfornare nuovi progetti. Ora è la volta di questo prototipo di enduro motorizzata col monocilindrico di derivazione ducati già visto sulla Scrambler

Borile enduro: figlia della scrambler

Dopo la ormai conosciuta Multiuso (cliccate qui il test di Motociclismo FUORIstrada) e la Scrambler, il marchio veneto sta sviluppando una nuova moto. Si tratta di una enduro interessante per soluzioni tecniche e filosofia. Le foto che possiamo mostrarvi non sono di qualità non eccelsa, ma sufficiente a farci notare parecchi dettagli.

MOTORE MEZZO DUCATI
Il monocilindrico che equipaggia la enduro è lo stesso della Scrambler, quindi si tratta di un propulsore che sfrutta il gruppo termico verticale  di un bicilindrico made in Borgo Panigale (alesaggio per corsa di 98 mm per 60 mm, praticamente “mezzo 1100” con corsa diminuita di 11 mm) e fornito direttamente dalla Casa bolognese. Cliccate qui per sentirlo mentre gira al banco. La Borile fa invece il basamento. Il cambio è estraibile, l’alimentazione a iniezione e l’avviamento elettrico. Notare l’inclinazione “negativa” e la configurazione “girata” con aspirazione davanti, soluzioni inusuali in generale ma normali per un cilindro di derivazione Ducati “ad aria”. Curioso il giro del collettore di scarico, che praticamente abbraccia il forcellone.

MONOAMMORTIZZATORE LATERALE
Il telaio in tubi è un mono culla con la parte superiore che si sdoppia correndo sopra e dietro al motore, per poi racchiuderlo nella parte inferiore andando a ricongiungersi col grosso tubo anteriore davanti al carter. Il tutto abbondantemente triangolato e rinforzato nella zona del cannotto di sterzo, nonché completato dal telaietto posteriore che regge la sella e sostiene il parafango e il grosso terminale di scarico. Le sospensioni vertono su un bel forcellone in alluminio che lavora un monoammortizzatore montato lateralmente col sistema cantilever, mentre davanti c’è una forcella tradizionale a perno avanzato. Le ruote (presumibilmente da 21” l’anteriore e 18” la posteriore) sfoggiano cerchi a raggi e mozzi verosimilmente ricavati dal pieno anodizzati in rosso, nonché due freni a disco con profilo a margherita.

DESIGN NEOCLASSICO
Pur essendo evidentemente prematuro parlare di stile, si capisce che le linee della Borile enduro seguiranno il solco vintage che da sempre contraddistingue le moto venete. Lo si capisce dal parafangone posteriore in perfetto stile regolarità anni 70, che fa presumere ad un altrettanto evocativo elemento anteriore. Quello che parrebbe un serbatoio in alluminio è in realtà la cassa filtro, mentre il vero "tank" sarà sotto la sella (dove in effetti c'è parecchio spazio). A proposito: la sella ci sembra l’unica concessione estetica alla modernità, con il piano di seduta che si prolunga fino a sovrastare il serbatoio. Aspettiamo la livrea definitiva.

Insomma, una moto che sarà certamente affascinante ed esclusiva ma non certo estrema. Per ora non ci sono altre informazioni, ma vi terremo informati.

www.borile.it

 

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