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BMW cede Husqvarna al presidente di KTM

La Casa di Cassinetta non va alla KTM, ma alla pierer Industrier di Stefan Pierer, attuale presidente e amministratore delegato del Marchio austriaco. Si prevede una uscita di Pierer dal board KTM per “mettersi in proprio”

Venduta Husqvarna

Come vi avevamo anticipato (cliccate qui), la Husqvarna passa di mano: BMW l’ha ceduta alla Pierer Industries, nuova società che fa capo all’attuale amministratore delegato della Casa austriaca. Di seguito il comunicato ufficiale BMW, dopo il quale facciamo qualche considerazione.

BMW Group sta ridefinendo l’assetto del proprio settore Motorrad. Nel contesto di mercati motociclistici in evoluzione, delle tendenze demografiche e delle esigenze dell’ambiente, BMW Motorrad espanderà la propria offerta di prodotti per sfruttare il futuro potenziale di crescita. L’obbiettivo del riassetto sarà la mobilità urbana e la mobilità elettrica. Ristrutturando il segmento, il BMW Group si concentrerà sull’espansione e l’utilizzo delle risorse del marchio BMW Motorrad. Di conseguenza, il Gruppo BMW ha firmato un accordo con l’austriaca Pierer Industries AG per l’acquisizione di Husqvarna Motorcycles. L’acquisizione è soggetta all’approvazione delle autorità anti-trust. Entrambe le società sono d’accordo nel non divulgare il prezzo.


PRESA! E ORA CHE FACCIAMO?
Il comunicato continua poi con alcune considerazioni sul futuro di BMW, ma ci torniamo dopo aver analizzato un momento la situazione di Husqvarna. Innanzitutto, la cosa importante è che il Marchio svedese non passa formalmente a KTM. Qualcuno sta già fantasticando sul fatto che questa sarebbe un’operazione in stile “scatole cinesi” e che alla fine Husqvarna di fatto è diventata… roba di KTM. Ovviamente potrebbe anche darsi, ma davvero non se ne capirebbe il motivo, dato che la gamma dei due maggiori produttori europei di moto off road si sovrappone quasi perfettamente per quanto riguarda le moto da cross, enduro e motard. Certo, poi ci sono le stradali (più o meno pure) di entrambe e le naked KTM, ma questo non basta a far pensare alla volontà di KTM di integrare i due marchi. Malignamente, si potrebbe dire che KTM voglia solo sbarazzarsi di un concorrente, prendendo il controllo di un marchio per… congelarlo. Sinceramente noi la pensiamo in maniera un po’ diversa.


A NUOVA SFIDA DI PIERER
Più probabilmente l’acquisto di Husqvarna da parte di una società che fa capo a Stefan Pierer significa semplicemente che l’attuale CEO KTM vuole disimpegnarsi dalla Casa austriaca per dare vita ad un progetto proprio, dopo essere stato uno dei principali artefici della crescita esponenziale del Marchio arancione. Sotto la guida di Pierer, la KTM ha raggiunto risultati mai così buoni (nel 2012 il  record storico come vendite , meglio anche del panzer BMW), si è espansa in Asia, ha sfruttato al meglio le risorse e le prospettive date dall’entrata dell’indiana Bajaj nel capitale, ha dato vita a modelli di grande successo globale come le piccole Duke 125… Insomma, Pierer è uno “buono” e ci piace pensare che lo intrighi di più una nuova sfida personale che il semplice godimento dei frutti del suo lavoro passato. Bajaj si avvia nel 2013 a completare l’acquisizione di KTM e ci pare che quello sarebbe lo scenario ideale per un’uscita di Pierer da KTM per dare vita ad una nuova impresa: fare con Husqvarna quello che è stato fatto in precedenza con il Marchio di Mattighofen, una valorizzazione di potenzialità che, tra l’altro, non provocherebbe alcun conflitto di interesse o filosofico derivato dall’utilizzo di motori BMW.


CASSINETTA NON SI TOCCA!
Certo, potrebbe sempre darsi che Pierer mantenga buoni rapporti con KTM e che le Husqvarna possano finire per montare motori austriaci… Staremo a vedere. L’idea che ci stiamo facendo è che KTM diventerà sempre più un marchio globale a 360°, che si occuperà “anche” di fuoristrada, mentre Pierer riporterà Husqvarna ad una dimensione più focalizzata alla vocazione storica del Marchio, cioè le ruote tassellate. In tutto questo, non c’è motivo perché gli impianti produttivi si spostino da Cassinetta di Biandronno (VA), ci pare di poter dire che il quartier generale di Husqvarna possa tranquillamente restare italiano. Quindi, ricapitolando: Husqvarna nasce svedese, diventa poi italiana (acquistata da Claudio Castiglioni nel 1987) come proprietà e dislocazione degli impianti; poi diventa tedesca col passaggio a  BMW nel 2007; infine ora diventa austriaca. Il puzzle si ingrandisce sempre di più.

Il futuro BMW

Quel che è certo è che a BMW il fuoristrada non interessi più. Perlomeno non quello professionale ed inteso come attività sportiva. Il comunicato che abbiamo riportato parla infatti di tendenze demografiche ed esigenze ambientali, quindi a Monaco è come se si prefigurasse uno scenario di motociclisti di età media elevata e a cui sarà impedito di praticare il fuoristrada. Già si era capito che la BMW avrebbe spinto sempre più sull’aspetto stradale della produzione Husqvarna. È vero che si sa dell’esistenza di nuovi motori pronti per delle off road, sia a 2 che a 4 tempi, ma altrettanto evidente è la comparsa di prototipi di nuove versioni ancor più turistiche della Nuda 900 (cliccate qui per lo scoop della futura versione Touring). La situazione ha quindi subito un’accelerazione importante, e il comunicato BMW dice chiaramente in quale direzione di muoverà la Casa di Monaco.


BMW Motorrad ha raggiunto nel 2012 un nuovo record di vendite. Col riassetto del settore moto, BMW punta a mantenere una crescita sostenibile e redditizia negli anni a venire. Il suo attuale “core business” è rivolto a veicoli premium nelle categorie “Tourer”, “Enduro”, “Sport”, “Roadster” e “Maxi-Scooter”, da 650 a 1.600 cc. Per la prima volta, nel 2012 BMW è entra nel segmento della mobilità urbana con i maxi scooter C 600 Sport e C 650 GT. Il prossimo passo in tale direzione sarà il lancio dello scooter elettrico C evolution nel 2014. Si stanno considerando anche ulteriori concetti per veicoli innovativi. I motori includeranno sia unità a combustione tradizionale pulita sia elettriche. Queste decisioni di BMW riflettono l’obbiettivo generale di BMW di identificare presto le tendenze, come le “mega città”, la densità del traffico e i problemi ambientali. Prodotti e servizi orientati in tal senso sono già disponibili nel settore auto. Insieme all’espansione nel settore della mobilità urbana, verranno incrementati anche gli altri segmenti chiave, dalle monocilindriche entry level di 650 cc fino alle luxury tourer di 1.600 cc.

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