Com'è andato Bayliss? Il suo ritorno vi ha esaltato o deluso?

La presenza di Troy a Phillip Island ha suscitato interesse, entusiasmo ed esaltazione. A prescindere dal risultato, pensate che l'operazione abbia fatto bene al pilota e alla SBK? Cosa ha significato per voi? Vi aspettavate di più? Dite la vostra nel sondaggio

Com'è andato bayliss? il suo ritorno vi ha esaltato o deluso?

Dopo tanto clamore, oggettivamente sollevato dal ritorno in gara di Troy Bayliss, l’evento si è consumato: il campione australiano ha guidato la Ducati Panigale R al posto dell’infortunato Davide Giugliano nelle due corse di Phillip Island, quelle che hanno aperto il Mondiale SBK 2015 (cliccate qui per la gallery che racconta l’impresa). Appena dato l’annuncio, per qualche giorno è stata esaltazione pura, con appassionati adoranti che sembravano non aspettare altro da anni. Tutti parlavano di SBK… Troy metteva le mani avanti dicendo che si voleva solo divertire, ma alla fine il confronto con la pista e il cronometro ha preso il sopravvento. Bayliss si è ritirato nel 2008 e, da allora, non ha più guidato una superbike in situazioni ufficiali. Certo, si è tenuto in allenamento e non ha mai smesso di correre in moto. Ma due gare tirate nel Mondiale SBK sono un’altra cosa. Infatti Troy si è dimostrato realista augurandosi “semplicemente” di finire in top 10. Anzi, un filo ottimista, dato che in prova è stato 14° (ma è partito 12° per il forfait di Salom e la penalizzazione di Mercado) mentre in gara è andata una volta meglio e una volta peggio.

 

UN PO’ DI RIMPANTO…

Certamente, però, non bisogna fermarsi ai meri numeri: Bayliss ha dimostrato un talento immutato e una velocità che lo ha portato ad occupare facilmente le zone alte della classifica, con tanto di bagarre, sorpassi e giri veloci solo di pochi centesimi inferiori a quelli dei migliori (e pure una caduta). Solo che se hai 45 anni, non hai avuto tempo di provare, non conosci a fondo le moto odierne, hai uno stile di guida spettacolare ma forse non proprio adatto alle gomme di oggi, ecco che inevitabilmente arriva il calo di prestazioni e alla fine l’unica cosa che resta è la classifica. E alla fine il buon Troy si ritrova con la consapevolezza di essere… ancora capace e un po’ di amaro in bocca per non essere riuscito a dimostrarlo fino in fondo. Forse ora i dubbi sono più delle certezze, forse ora la speranza che Ducati scelga lui per sostituire Giugliano nelle gare in cui sarà assente è più viva di quanto non fosse prima delle gare (ma pare che a Bologna opteranno per Fores), forse il sacro fuoco - comunque mai spento - sta bruciando più che mai, scaldando il cuore con un sogno proibito. Ma ci sono l’oggettività dell’età, la famiglia, l’attività di organizzatore di eventi… Insomma, un bel dilemma che le parole di Troy dopo la gara non contribuiscono a risolvere.

 

DITE LA VOSTRA

Ma voi cosa pensate del ritorno di Bayliss a Phillip Island? Vi ha esaltato o deluso? Ha fatto bene o era meglio evitare? Il suo mito ne esce rafforzato o malconcio? È stato un vantaggio o un boomerang per il mondo della SBK?

 

Dite la vostra nel nostro sondaggio: cliccate qui per partecipare.

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