28 November 2007

Test Moto Guzzi Stelvio

"L’anti-GS" ci piace. Nella guida si avvicina di molto alla bavarese.

Maxi come la potenza




POTENZA: IL MARCHIO DI FABBRICA
Moto Guzzi affronta il segmento delle maxienduro mettendo sul mercato la Stelvio, che si gioca la carta dell’essere la moto più potente della categoria. Ad aggiungere valore all’offerta è una scelta qualitativa nelle dotazioni di bordo: un “gommone” posteriore da 180/55 e pinze freno ad attacco radiale. Ad una prima occhiata l’estetica è molto vicina a quella della BMW GS, ma per una moto con cui la Casa di Mandello sul Lario si propone di aver dato vita all’anti-GS, si è pensato di puntare molto sul motore e di seguire uno stile già apprezzato nei tratti delle plastiche. Disponibile da gennaio 2008 costa 13.000 euro.

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Guida facile e piacevole





IN SELLA
Il piano di seduta è comodo, vicino a terra. Ci vene da far notare che la sella non è regolabile in altezza e la capacità del serbatoio del carburante si limita a soli 18 litri, valore inferiore a quelli della concorrenza. La Stelvio si rivela ottimale per la guida turistica, per l’assenza di fastidiosi picchi di coppia ai medi regimi (che invece caratterizzano la Griso). Sorprende l’assenza di vibrazioni, inferiori persino a quelle percepite sulla BMW GS. La Stelvio offre da subito feeling e piacere di guida. Sui tornanti, in seconda, non soffre l’apertura del gas a 2.000 giri, ma necessita ancora di una messa a punto per avvicinarsi alla fluidità ed alla spinta tipiche del bicilindrico. Nelle curve a gomito fa comodo la progressività dell’impianto frenante Brembo, ma le decelerazioni maggiori richiedono uno sforzo alla leva superiore alla media. La forcella completamente regolabile assorbe bene le asperità del terreno. Il monoammoritizzatore richiede un miglior setting: troppo sfrenato nel ritorno, innesca degli ondeggiamenti.

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