15 September 2008

Rossi saccheggia Indianapolis: vittoria 69 in top class, 146 podi, unico italiano con due gare vinte in U.S.A.

Valentino Rossi è stato il migliore anche a Indianapolis, dove il ritorno delle due ruote dopo 99 anni rimarrà nella storia con la vittoria di un Italiano. Il diluvio, quasi figlio dell’uragano Ike, non lo ha fermato. Ha fatto una gara perfetta, ha studiato gli avversari e ha battuto in casa Hayden con oltre 5” di vantaggio. Solo ottavo Pedrosa con HRC a valvole pneumatiche e Bridgestone.

Rossi saccheggia indianapolis: vittoria 69 in top class, 146 podi, unico italiano con due gare vinte in u.s.a.






Indianapolis (U.S.A.) 14 settembre 2008
TERMINATOR Valentino Rossi in sella alla Yamaha M1 si è distinto anche nell’inedita gara della MotoGP di Indianapolis, dove ha lasciato il segno con una vittoria guadagnata in condizioni proibitive: sotto il diluvio e con il vento rafficato, che: “Rendeva impossibile tenere la moto dritta sul rettilineo” racconta il pesarese. Ha battuto Nicky Hayden, secondo, in casa ed è stato accompagnato sul podio dal compagno di squadra Jorge Lorenzo, terzo. Era un evento storico per Indy: il ritrovo delle due ruote dopo 99 anni e Valentino voleva esserne protagonista. Ci è riuscito vincendo la gara: il Dottore era in testa, quando ancora mancavano otto giri al termine e lo sventolare della bandiera rossa ha decretato la fine della corsa, per impossibilità tecnica. Rossi ha sentito la vittoria vicina dopo aver superato Nicky Hayden (una vera furia sul circuito americano) a 15 giri prima della fine. Liberatosi dell’americano ha percorso due giri al massimo accumulando 6” di vantaggio. La vittoria sul “circuito dei mattoncini”, il brickyard come gli americani chiamano Indianapolis, è valsa proprio altri 25 mattoncini aggiunti alla scalata di Valentino verso il Mondiale, che si avvicina sempre di più. Ora la pila di mattoncini del pesarese è più alta di 87 rispetto a quella del rivale Casey Stoner. Rossi con 287 punti è leader nella lotta per l’iride davanti a Stoner, secondo a quota 200, e Pedrosa, terzo con 193. Il successo di Valentino batte ogni record: arriva a 69 vittorie in carriera nella top class e si lascia indietro le 68 di Giacomo Agostini, raggiunte con la vittoria a Misano nel GP di San Marino. Segna 146 podi. È il primo italiano a vincere due gare negli Stati Uniti. Praticamente inarrestabile, anche nelle condizioni più impossibili, è un vero terminator della moto: se il pacchetto è buon non si lascia scappare un obiettivo.

PODIO TRISTE
Valentino dedica la vittoria al nonno Dario, il padre di Graziano Rossi, che lo ha lasciato stroncato da una grave malattia: “Dario ci teneva tanto a vedermi vincere questo Mondiale. Almeno, così, posso dedicargli una vittoria”.

STUDIO E LODE
Dice Davide Brivio, team manager del pesarese: “Valentino è partito con calma, per capire bene il circuito. È solito prendere le misure”. E far scaldare le gomme Bridgestone, che rispetto alle Michelin, soprattutto sul bagnato, entrano in temperatura più tardi. In effetti Vale è partito indietro, preceduto da Stoner, Hayden, Dovizioso e Lorenzo, ma poi ha recuperato. Il dottore commenta così la sua gara: “Stoner andava più piano. Hayden e Dovizioso, invece, andavano ma sono riuscito a superarli. Passato Hayden ho fatto due giri velocissimo, ma poi ha cominciato a piovere tanto. Quando la moto si impennava non riuscivi a controllarla. Per colpa del vento l’erba sintetica a bordo pista si alzava e sul circuito arrivavano sacchetti di plastica, lattine e bottiglie. Speravo che esponessero la bandiera rossa, ma non ho osato chiederla alzando il braccio, perché sai com’è… ero in testa e quando sei primo poi gi altri possono dire che hai chiesto di interrompere la gara perché eri primo”. Nicky Hyden si complimenta con Rossi: “La mia moto andava bene e le gomme pure, ma è difficile battere Valentino in queste condizioni. Se avessi vinto sarebbe stato bello, ma non era possibile, perciò va bene così”.

CRISI DUCATI
Non sono chiare le cose a Borgo Panigale: il team sostiene che Casey Stoner sia in difficoltà per il dolore alla mano, ma il pilota australiano tende a mitigare, perché non vuole si dica in giro che il male è un pretesto per giustificare la mancanza di risultati. La Ducati, Livio Suppo (direttore sportivo del Progetto MotoGP) in particolare, spinge molto per far valere la tesi dei problemi fisici di Casey, quasi volesse nascondere difficoltà tecniche che hanno ridotto il vantaggio del motore di Borgo Panigale su quelli della concorrenza giapponese. Il più informato sui fatti sembra essere Valentino Rossi che spiega: “Stoner mi ha detto che la mano gli fa male, ma neanche più di tanto”.

DOVI E MICHELIN
Andrea Dovizioso (Honda Team Scott) è soddisfatto della sua gara e prende le difese della Michelin: “Volevo a tutti i costi un giro in testa prima della fine della stagione e ci sono riuscito. Qui era difficile, perché siamo partiti con gomme che non avevamo mai provato – si dice che Michelin abbia portato coperture a mescola intermedia tra le rain e le slik, al limite del regolamento n.d.r. -. Le gomme posteriori non scaricavano. Michelin ha un buon passo anche sull’asciutto, ma deve puntare sull’anteriore, perché ha grip dietro, ma non offre garanzie sul davanti, quando porti la moto al limite”.

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