Raid Norge 2011: Mandello Del Lario – Capo Nord, settima tappa

Per arrivare a Harstad, i guzzisti diretti a Nordkapp hanno utilizzato un certo numero di “metropolitane nordiche”: così i norvegesi concepiscono i traghetti, di cui usufruiscono quotidianamente, per spostarsi fra le isole.

Raid norge 2011: mandello del lario – capo nord, settima tappa

 

Harstad (NORVEGIA) – È il 17 luglio 2011 e il nostro Marco Villa, con la spedizione delle Moto Guzzi dirette a Capo Nord è arrivato in una piccola cittadina norvegese, da dove ci racconta l’emozione di aver toccato il Circolo Polare Artico. Partiti da Mo i Rana alle 8.30, abbiamo imboccato la ormai “famosa” E6, per arrivare, dopo una manciata di chilometri, al Circolo Polare, punto in cui la strada, che attraversa la Norvegia da nord a sud, supera i 700 metri di altitudine. Tempo secco, 14°C, giornata splendida. Dopo una sosta per acquistare, da perfetti turisti, l’immancabile “set” di renne adesive e per le foto di rito, ci rimettiamo in marcia alla volta di Bognes, dove traghetteremo sulle isole Vesteralen. In questo lungo tratto la E6 è favolosa: una specie di Statale della Val Trebbia lunga trecento chilometri!

 

Per altro… sfatata definitivamente la convinzione da bar: “Ad andare a Capo Nord si squadrano le gomme”. Effettivamente fino ad Oslo è l’autostrada a farla da padrona, ma da lì in poi, ci è venuta la nausea a suon di fare curve! Da queste parti, comunque, persino i rettilinei sono piacevoli, perché caratterizzati da continui saliscendi. Il panorama, poi, è fantastico: boschi di un verde sempre più intenso sono attraversati da una miriade di corsi d’acqua, che incontrandosi danno origine a laghi e laghetti; mentre i nevai si sciolgono al sole, per tuffarsi nel mare. Proprio il mare si insinua nei fiordi, fino a lambire la strada.

 

Arrivati a Bognes, ammazziamo l’attesa del traghetto mangiando un hot dog, imbottito con un wurstel gigante. Come al solito non ci risparmiamo dallo sbranare un “pasto leggero” (salsa compresa) prima di un imbarco! Questa volta fortunatamente il mare è calmo e l’attraversata molto piacevole, sotto un cielo colorato a tempera. Trascorsa circa un’ora dalla partenza, un vento gelido ci avverte che ci stiamo ormai avvicinando a Lodingen, paesino dove attracca il traghetto.

 

Sbarcate le moto imbocchiamo la E10, che, costeggiando il fiordo, ci porta a Flesnes. Poi un piccolo traghetto fino a Refsnes, prima di percorre gli ultimi cinquanta chilometri che ci separano da Harstad.

 

Oggi ci siamo resi conto di come da queste parti concepiscano il traghetto. Per “noi” una cosa del tipo “vacanze da prenotare mesi prima”, per “loro” una specie di metropolitana che passa ogni mezz’ora! Il bello del viaggio è andare a zonzo per i fiordi, alla ricerca di scorci incantevoli e risparmiare qualche chilometro inutile via mare. Siamo in Paradiso. In più, sino ad ora poi, le moto si sono comportate egregiamente. Nessun inconveniente registrato.

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