22 September 2008

Prova: Harley-Davidson XR 1200

La XR 1200 è la più sportiva delle Harley-Davidson. L’estetica si rifà alla 750 da dirt-track, ma la nuova Harley offre il meglio di sé sull’asfalto ed in particolare sulle curve, dove dimostra una buona maneggevolezza. Anche con l’ultimo rapporto inserito, si può riprendere da bassissimi regimi senza strappi, disponendo in ogni istante di una coppia più che buona.

Caratteristiche





La XR 1200 è la più potente della gamma Sportster. Costruita solo per il mercato europeo, si ispira alla XR 750, velocissima regina del dirt-track. Offre tanto gusto tra le curve a medio raggio, dove disegnare traiettorie tonde e precise. Rispetto alle altre moto di Milwaukee la XR 1200 è meno precisa in alcune finiture ed è quella con la sella più bassa. Pecca nella larghezza della seduta notevole, che impedisce di stringere bene le gambe quando si è in piedi. Questo, insieme ad un peso abbastanza elevato, rende un filo difficoltose le manovre da fermo, soprattutto se in presenza di dislivelli.

Motore




La XR 1200 è equipaggiata con il motore Evolution ben dosabile grazie ad una frizione modulabile e sufficientemente morbida. Questo bicilindrico (la cui descrizione completa è su Motociclsimo 05/08) è molto simile al 1200 che equipaggia il resto della gamma Sportster, ma dispone, di una nuova centralina (che sposta circa 1.000 giri più in alto l’intervento del limitatore), di alberi a camme con profilo differente e di un più efficiente raffreddamento delle teste. Il risultato è un’elasticità ottima, come sempre. Anche con l’ultimo rapporto inserito, si può riprendere da bassissimi regimi senza strappi, disponendo in ogni istante di una coppia più che buona. Buona anche la spinta ai medi, ma è solo oltre i 6.500 giri (indicati) che il rinnovato bicilindrico “cambia marcia” e regala 500 giri di vigore coinvolgente e sconosciuto al fratello tradizionale. Tanto che, in quinta, si raggiunge facilmente il limitatore a 200 km/h indicati.

Ciclistica




In sella alla XR 1200 si gode di una stabilità sempre ottima. Proprio questa è la miglior caratteristica della ciclistica della nuova Soprtster. Neutra, sufficientemente rapida nello scendere in piega e poco interessata dall’effetto autoraddrizzante nelle entrate in curva coi freni ancora “pizzicati”, è sempre intuitiva, ma non gradisce una guida nervosa o eccessivamente sportiva. Gli ammortizzatori soffrono di una taratura un po’ rigida e poca corsa, mentre l’impianto frenante Nissin è ottimo.

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