di Fabio Meloni - 20 gennaio 2019

Prova Benelli 752 S: tutto il mondo è p(es)a(r)ese

La Casa marchigiana torna nelle medie cilindrate con una moto dall'aspetto curato, componentistica di livello e prezzo interessante. La prima (seguiranno la Leoncino 800 e…) è una nuda facile ed equilibrata, che saprà far perdonare il peso superiore alle concorrenti con un look davvero riuscito. In vendita in primavera, l’abbiamo guidata in anteprima mondiale
1/21 Il nostro test della Benelli 752 S 2019
D’ora in avanti, quando sentirete parlare di Risurrezione, sarete autorizzati a chiedere: ma quale? Perché è possibile c’entri Benelli. La gloriosa e ultracentenaria Casa di Pesaro soltanto nel 2014 era come scomparsa: in Italia non aveva un solo modello nella classifica delle 100 moto più vendute, e altrove le cose non erano diverse. Quest’anno, soprattutto grazie a fenomeni come la TRK 502 e la Leoncino, venderà nel nostro Paese quasi 5.000 moto. Meglio di Suzuki. Meglio di Triumph. Forse batterà anche HarleyDavidson, arrivando a essere la settima Casa per immatricolazioni. E sta avendo un invidiabile successo in tutta Europa. E sta vendendo centinaia di migliaia di moto nel resto del mondo (diciamolo insieme: centinaia di migliaia). L’aspetto più sorprendente è che tutto ciò è merito di un’intuizione. Se riavvolgiamo il nastro quanto basta, sarà stato il 2013 o il 2014, vedremo in un ufficio buio e semideserto una persona intenta a ragionare su delle carte illuminate da una lampada da tavolo. Improvvisamente alza lo sguardo dalla scrivania. Sembra fissare il vuoto ma sta cercando di mettere a fuoco un’idea: “e se noi…”.

L'alba delle moto globali

È quello il periodo in cui le Case, dopo tanti anni a costruire moto specifiche per l’Europa e moto adatte ai mercati emergenti, possono finalmente iniziare a ragionare su progetti che funzionino in tutto il mondo. Il miglioramento delle condizioni nei Paesi in via di sviluppo si è tradotto anche in una crescita delle esigenze dei loro motociclisti, che se prima si accontentavano di motori raffreddati ad aria e cerchi a raggi, ora vogliono testate con doppio albero a camme, iniezioni elettroniche, pinze ad attacco radiale. Ecco quindi arrivare le varie proposte di piccola cilindrata che da noi fanno sognare giovani e neopatentati e altrove sono modelli premium. Sono moto tecnicamente avanzate, con pesi e dimensioni proporzionati alla loro cubatura: si pensi per esempio alle Kawasaki 300 (oggi 400), alle KTM 250 e 390, alle BMW 310. Qui l’intuizione del Nostro: “e se noi realizzassimo dei modelli che soddisfino le esigenze di chi si guarda alle piccole cilindrate e sappiano appagare l’ambizione di possedere una grossa cilindrata?”. Boooom! Il resto è storia. BN 302, TRK 502, Leoncino, TRK 502 X e Leoncino Trail sono le pedine di un successo planetario travolgente e trasversale che ruota attorno a quella visione: moto piccole nel cuore, nel prezzo e nei costi di gestione, e grandi nel look, nei volumi e nei dettagli. Una visione la cui spinta propulsiva è ancora tutta da sfruttare. Lo dice Gianni Monini, italian sales manager della Casa, nell’intervista che trovate all’interno di questo servizio (”seguiremo questa linea anche in futuro”), e lo confermano le novità viste a EICMA (Leoncino 800, 502 C, Leoncino 125 e 250, TRK 251), che ampliano sia verso l’alto sia verso il basso il “ventaglio” di cilindrate senza snaturare il concetto di fondo. E con questo, arriviamo alla 752 S.

Bella e possibile

Chi oggi fosse interessato a una naked entry-level può scegliere tra vari modelli (Ducati Monster 797, Honda CB650R, Kawasaki Z650, Suzuki SV650, Yamaha MT-07), ma fondamentalmente ha due opzioni: una moto competitiva nel prezzo (Suzuki, Kawasaki e Yamaha) o una moto più attenta a look e componentistica (Honda e Ducati: le sole che, per esempio, hanno forcella rovesciata e pinze freno ad attacco radiale). In questo senso quindi la 7525 S è una bella novità, perché diversamente dalle rivali non obbliga ad alcuna rinuncia. Ad un prezzo che Benelli dice sarà di “assoluto riferimento per la categoria” (non crediamo di sbagliare immaginando un cartellino di poco superiore a 6.500 euro c.i.m.) offre tutto quello che serve per ben figurare. O, per tornare al concetto vincente delle sorelle, per sentirsi alla guida di una vera maxinaked: un design riuscito, fari e frecce a LED, una strumentazione a colori, una forcella rovesciata Marzocchi completamente regolabile con steli da 50 mm, un impianto frenante con dischi da 320 mm e pinze Brembo monoblocco. L’esperienza dinamica che offre è, tutto sommato, in linea con ciò che ci si aspetta da una entry-level. La sella è a un’altezza ragionevole (810 mm) e stretta tra le gambe, così che anche i diversamente alti possano appoggiare i piedi a terra senza sforzo, e la posizione di guida è naturale e accogliente, con una gradevole spruzzata di sportività. Quel bel mix, per capirci, che ti permette di guidare tutto il giorno senza affaticarti, ma che allo stesso tempo ti dà una bella sensazione di padronanza tra le curve; pedane alte e arretrate ma senza eccesso, fianchi del serbatoio snelli, un minimo carico sui polsi.

Bene ai bassi, bene agli alti. Ai medi...

Il motore è senza dubbio di facile gestione. Scende sotto i 2.000 giri senza lamentarsi più di tanto e riprende velocità in modo fluido. È completato da una frizione abbastanza “morbida”, ma non al livello delle migliori della categoria, e da un cambio con innesti poco contrastati e sufficientemente precisi. Cogliamo l’occasione per dire che la moto protagonista di questo test non è un esemplare di produzione ma un “laboratorio” sul quale Benelli sta ultimando la fase di sviluppo. Lecito quindi aspettarsi miglioramenti sotto vari punti di vista. Nello specifico, nell’ambito del propulsore, abbiamo segnalato ai tecnici di Pesaro alcune cose. L’acceleratore non scorre liberamente né in apertura né in chiusura. L’impressione è che la guaina dei cavi potesse essere rovinata, o il loro giro troppo tortuoso: cose facilmente risolvibili, insomma. Soprattutto, la spinta, soddisfacente ai bassi e agli alti regimi, è piuttosto fiacca ai medi, con effetti facilmente immaginabili: utilizzo del cambio più frequente di quanto sia normale con un bicilindrico di 750 cc e sprint migliorabile in uscita di curva.
Marco Bellucci, technical and R&D manager, come potete leggere nell’intervista, ci ha confermato che è un aspetto sul quale Benelli sta lavorando, e che è sicura di poter migliorare. Mentre non occorrono passi avanti nel sound, coinvolgente ma mai invadente, e nemmeno alla voce vibrazioni: com'è normale che sia si fanno sentire nella parte alta del contagiri, mentre quando si viaggia a velocità costante sono addirittura trascurabili. La ciclistica è equilibrata. Coi suoi 228 kg in ordine di marcia, la 752 S è ben più pesante delle sue concorrenti (stando ai dati dichiarati pesa 26 kg più della CB650R, 31 kg più della SV650, 35 kg più della Monster 797, 41 kg più della Z650 e 46 kg più della MT-07), e la cosa si avverte tanto da fermi, nelle manovre, quanto in movimento. Soprattutto nei cambi di direzione ovviamente, anche se il baricentro basso rende il gap di agilità nei confronti delle rivali meno evidente di quello numerico. Ed è anche per via del suo peso che la flessione di cop pia ai medi, ora come ora, è piuttosto evidente. Ciononostante, non c’è dubbio sia piacevole. In linea con le tradizionali caratteristiche salienti delle nude italiane, e stabilendo un certo qual palpabile legame con le “vecchie” TnT (che peraltro Benelli continua a costruire a Pesaro e a vendere in tutto il mondo: 500 solo l’anno scorso), è molto stabile, controllata nei trasferimenti di carico, ha un gran bell’avantreno e un’abbondante luce a terra.
È, insomma, una di quelle moto sincere che invogliano il pilota a pennellare belle pieghe “portando” molta velocità in curva, utilizzando freni (validi) e acceleratore con dolcezza, e accompagnando i movimenti della moto con quelli del busto. Per tutte queste ragioni, se da un lato non possiamo che trovarci in sintonia con chi vede nel suo peso un limite, tantopiù in una categoria che fa della leggerezza un caposaldo, dall'altro comprendiamo perfettamente chi sogna di trovarsi su questa strada, con questo tramonto. E questa moto.
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