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Non mettere le Öhlins se non sei capace

Ci sono pochi fortunati che si possono permettere moto che non sfigurerebbero in una gara di campionato del mondo. Ma poi, le poche volte che le usano in pista, vengono sbeffeggiati da bravi piloti, magari in sella a moto di serie di 10 anni più vecchie...

Non mettere le öhlins se non sei capace

Vai al bar e vedi che arriva il tizio con una superbike che a confronto la moto di Sykes sembra uscita dal concessionario. Ho visto, avete visto, in pista o parcheggiate al bar, moto spaventose, con carene e cerchi in carbonio, forcelle pressurizzate, forcelloni fatti a mano, scarichi in titanio, motori da 220 CV. E, ovviamente, gomme da qualifica. Slick anche al bar. Poi questi fortunati partono, in pista o dal bar, e vedi che non sono proprio dei piloti. Su strada se riescono a mettere tre marce è molto, in pista girano in tempi che potresti fare con una 125 depotenziata. Dico depotenziata perché provate a stare dietro a una 125 da trofeo (non una GP) con una mille: non è facilissimo. Che spreco. Che ingiustizia. 

 

LA COMPARATIVA A PREZZO

Una volta eravamo in pista a fare una delle comparative "a prezzo" per Super Wheels. Funzionavano così: fissi un budget, per esempio 10.000 euro, e vedi cosa ti puoi comprare con quella cifra. Dentro ci può essere di tutto, uno scooter, una naked, una custom, una enduro... Le moto scelte per quella prova erano più o meno di quelle categorie; ricordo che nel mucchio c'erano anche uno scooter, una custom, una maxitourer (in gallery un po’ di foto assortite). Eravamo in pista perché per SW facevamo foto in pista con qualsiasi cosa, quindi anche con quelle moto eterogenee e per niente sportive. Mentre eravamo ai box per metterci d'accordo per il servizio, arriva un gruppo di piloti. Le moto erano sul carrello. Le tirano giù e noi ci siamo gelati.

 

CI PASSANO SULLE ORECCHIE

Avevano delle maxi sportive superpreparate, e appena scese dal carrello hanno iniziato a sistemarle per la pista. Addirittura hanno tirato fuori il termometro per misurare la temperatura dell'asfalto: "36°, quindi anteriore cala di 0,1, posteriore di 0,2". Poi hanno continuato: "Quant'è lo static sag? Aumenta il precarico di mezzo giro. Dammi il freno in estensione...". E hanno continuato così per un bel po'. Siccome in quella pista si entrava tutti insieme, noi eravamo un po' preoccupati: "Azz, ragazzi, questi ci passano sopra le orecchie". Noi avevamo le tute con loghi SW da tutte le parti, e siccome SW è per definizione la rivista degli smanettoni, non sarebbe stato bello comunque se ci avessero strasverniciati, nonostante le nostre moto da strada.

 

UNO SCOOTER VELOCE COME UNA SBK

Beh, allora entriamo tutti insieme, c'era poco da fare. Mazzali per caso si era preso una delle più sportive, e quindi tutto sommato non era piantato in mezzo alla pista, ma gli altri... Insomma, i primi giri abbiamo guidato con i denti stretti, aspettando un jet che ci sarebbe passato sopra alla velocità della luce. Un giro, due giri... Niente. Ma non sono entrati? Tre giri, quattro giri... Niente. 

Sì, erano entrati, ma questi ragazzi con le loro superbike giravano come noi con lo scooter. Ovvio, lo scooter era in mano a Poli, che molto probabilmente non si era accorto che stava seduto su uno scooter e guidava come se fosse con la R1 (magari aveva visto la scritta "Yamaha"), ma la differenza tra i mezzi era abissale. Niente, semplicemente questi ragazzi giravano così, con le loro superbike perfettamente a punto. Che poi, tutto quel teatrino della temperatura e dello static sag... dopo averli visti in azione ci è parso un tantino esagerato, e ci è venuto qualche dubbio sulla validità delle scelte tecniche.

Ma non sto a sbeffeggiarli, né a criticarli. Va benissimo così. Ognuno va in moto come crede e come può, e se può permettersi una superbike io sono contento per lui, anche se va a passeggio. Tanto i piloti, quelli veri, li vediamo in TV, difficile - nonostante a volte ci sia qualche protagonista della chiacchiera - incontrarli durante le prove libere. 

 

UNA SPORT TOURING DI SERIE DA RECORD

Un'altra volta, sempre Mazzali, si è trovato in pista con dei piloti non professionisti armati di simil-superbike. C'è da tener presente che Mazéla al tempo correva nel Mondiale Superbike con la MV Agusta F4, e quindi oltre ad essere un talento era anche al massimo della forma. Insomma, lui aveva una Honda VTR1000, la Firestorm, di serie al 100%, compresi pneumatici, che non ricordo la marca ma come sempre fanno i giapponesi, erano sport-touring. Insomma, in pista, con una guida spettacolare, derapate, traversi e dio sa cosa, Mazéla si è messo abbondantemente dietro tutti i possessori delle moto più belle del mondo.  

 

AFFASCINATI, NON ARRABBIATI

Devo dire che quando i ragazzi delle superbike sono tornati ai box non erano né arrabbiati né abbattuti. Anzi, sono andati da Mazzali, prima a controllare la moto "e pure con le gomme di serie!" e poi a congratularsi con lui. La cosa curiosa è che a questi ragazzi si è aperto in mondo: "Allora si può andare forte anche con una moto così?". Insomma, non conoscevano il limite di una moto di serie, e per avvicinarsi a quello, senza nemmeno superarlo, avevano bisogno di moto preparatissime, con sospensioni da gara e gomme in mescola. 

 

NO ALL'INVIDIA

Ora non pensate che io sia quello che dice che ci si debba meritare una Öhlins, una Brembo, un Marchesini. No, anzi. Il bello delle moto è anche possederle. Puoi permetterti la Honda di Marquez e la usi per andare al bar o passeggiare in pista? Bene, sono contento, mi fa piacere per te. Conosco dei ragazzi - non faccio nomi, tanto è una tipologia così comune che ognuno ne conosce a bizzeffe - che sono sempre lì a sistemare la moto, montano smontano, rimontano, spendendo delle cifre folli in parti speciali per realizzare una GP che poi non riescono a guidare. Ma va bene così, con le moto tutto è permesso. E il sommario l'ho scritto in modo volutamente fuorviante. 

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