SPECIALE SALONE EICMA 2022
Tutte le novità Casa per Casa

Moto Guzzi V7 700

Il risveglio del gigante

La nascita




E' il simbolo del risveglio della Moto Guzzi a metà degli anni Sessanta. E' la prima col caratteristico bicilindrico a V di 90° diventato ormai l’icona della Casa. La sua gestazione, avvenuta durante il passaggio dalla gestione Parodi a quella SEIMM, è l'ideale collegamento fra passato e futuro dell’azienda

Imponente. Così deve essere apparsa la V7 700, novità assoluta per la Moto Guzzi al 39° Salone del Ciclo e Motociclo di Milano nel novembre 1965. La moto non nasce in momento buono per l’industria motociclistica in Italia. Tanto è vero che inizialmente nasce per partecipare al concorso delle Forze Armate del 1964 per sostituire il Falcone 500. Una partita che volevano giocare anche MV Agusta, Gilera, Benelli e Ducati.

L'idea base

L’ingegnere Umberto Todero aveva già ben in mente le prerogative della futura macchina: bicilindrica, per offrire maggior versatilità del monocilindrico del Falcone 500 e perché è meno costoso da costruire di un quattro.
Cilindri a V trasversali per un migliore raffreddamento e per facilitare la manutenzione.
Cuscinetti lisci e non a rotolamento per maggior semplicità.
Per lo stesso motivo l’olio è nella coppa e non in un serbatoio separato
. Non ultimo bisogna valutare anche la disponibilità all’impiego di parti già in produzione come la frizione, lo spinterogeno ed il motorino d’avviamento gli stessi di alcune vetture prodotte dalla Fiat in quegli anni.

Grazie a questa impostazione tecnica la V7 vincerà l'appalto. Tra le prove cui fu sottoposta ci fu anche la partecipazione al Giro Ciclistico d'Italia. In sella due poliziotti che la restituirono dopo 31 mila km senza aver nemmeno cambiato l'olio. Ma la moto, una volta smontata, si rivelò in eccellenti condizioni.

Sotto torchio


I collaudatori Moto Guzzi eseguono sulle strade della circolazione quotidiana. “Partivano da Mandello - racconta Bruno Scola, storico meccanico e oggi apprezzato restauratore di Moto Guzzi - e andavano su e giù dallo Stelvio: una scorpacciata di tornanti, curve, salite e discese. Con qualsiasi tempo. Quando la moto tornava in fabbrica, veniva attentamente esaminata per scoprire anche il minimo problema. Era stato predisposto un piccolo reparto all’interno dello stabilimento dove prima sorgeva un padiglione verniciatura. Qui venivano assemblati e smontati i prototipi, provate soluzioni nuove che poi erano scartate o approvate.

Su strada





Appena in marcia anche i più fervidi sostenitori del Falcone dimenticano le paure di un mezzo comunque più pesante e ingombrante.


Le prestazioni sono soddisfacenti, anche se ci sono in circolazione concorrenti di minor cilindrata più veloci.
I 100 km/h si raggiungono in poco più di 6 secondi, la velocità massima è di 170 km/h
, ma ci vuole un buon lancio e bisogna abbassarsi sul serbatoio. D’altronde la V7 nasce e si dichiara una moto per il gran turismo.
La moto è anche molto maneggevole nel traffico cittadino e brilla nello slalom tra i birilli.

Stabile per il baricentro basso e incredibilmente elastica. Ecco cosa scrive Carlo Perelli nel settembre 1967 dopo il test. (Una precisazione: già nel maggio 1966 l'attuale direttore di Motociclismo d'Epoca era riuscito a provarla in anteprima ma dovette restituirla la sera stessa). "Grazie all’appropriato diagramma di distribuzione ed al volano di generose dimensioni. Si può viaggiare a meno di 25 km/h in quarta e poi riprendere senza il minimo strappo”.

Tra i pregi si segnalano anche
: l’assenza di trafilaggi di olio, le vibrazioni praticamente assenti, la rumorosità di scarico contenuta e con un “borbottio” personale, manutenzione pratica e limitata.

Polizia!





Nata fondamentalmente per gli impieghi di Polizia, la V7 viene prodotta con diversi allestimenti per soddisfare pienamente le esigenze dei vari Corpi in cui viene arruolata.


Per un decennio questa moto diventà un'icona per esercito, polizia, carabinieri e guardia di finanza. Naturalmente cambiano le colorazioni ma sui diversi modelli non mancano radio, lampeggianti, sirena, borse laterali, sella monoposto, paragambe e un grosso cupolino con parabrezza per proteggere durante il servizio invernale.
La useranno anche i Corazzieri, reparto di scorta del presidente della Repubblica.

Conquisterà anche il L.A.P.D. (Los Angeles Police Departemet). Accolta con scetticismo dagli agenti a Stelle e Strisce la preferiranno in breve monumento nazionale Harley-Davidson.
La V7 resta in produzione per quattro anni e non subisce che poche modifiche fino al 1969, quando lascia il testimone alla sua naturale evoluzione, ovvero alla V7 Special.

In sintesi





LA SCHEDA

(versione 1967)

Motore
: bicilindrico 4 tempi a V frontale di 90°, teste in lega leggera con sedi valvole riportate, cilindri in lega leggera con canne cromate, basamento in lega leggera. Alesaggio per corsa 80x70 mm, cilindrata 703,717 cc, rapporto di compressione 9:1, potenza 50 CV SAE a 6.300 giri, coppia max 5 kgm a 5.000 giri. Distribuzione ad aste e bilancieri con asse a camme nella V dei cilindri comandato da ingranaggi elicoidali. Valvole inclinate a 70°, ø valvola aspirazione 38,6 mm, ø valvola scarico 34,6 mm. Diagramma di distribuzione: aspirazione apre 24° pPMS e chiude 58° dPMI; scarico apre 58° pPMI e chiude 22° dPMS. Gioco di distribuzione per messa in fase 0,5 mm, gioco di funzionamento a freddo: aspirazione 0,1 mm, scarico 0,2 mm.
Accensione
: a batteria-spinterogeno con distributore Marelli S123A sulla destra comandato dall’albero a camme. Anticipo a masse centrifughe, iniziale 10°, anticipo automatico 28°, anticipo totale max 38°. Distanza tra i contatti 0,42/0,48 mm. Bobina Marelli BE200D. Candela grado termico 225 scala Bosch, distanza tra gli elettrodi 0,6 mm.
Lubrificazione
: a carter umido, 3 kg di olio SAE 20W40 nella sottocoppa del carter, pompa di mandata ad ingranaggi comandata dall’albero motore con coppia di ingranaggi elicoidali, valvola di regolazione pressione (Atm 2,5/3) con spia di insufficiente pressione sul cruscotto; filtro a rete nel basamento motore.
Alimentazione
: due carburatori Dell’Orto SSI 29 (D e DS) con filtro aria comune a cartuccia. Diffusore diametro 29 mm, polverizzatore 265, valvola del gas 100, getto max 120, getto min 55, spillo conico M14 alla terza tacca dall’alto, galleggiante 14 gr, vite minimo aperta ¾ di giro. Capacità serbatoio carburante 22 litri di cui 3 di riserva.
Avviamento
: elettrico con motorino Marelli MT40H 12V-0,7 CV con innesto a comando elettromagnetico azionato dalla chiave sul cruscotto.
Frizione
: bidisco a secco sul volano motore, con parastrappi.
Cambio: a 4 rapporti in cascata con ingranaggi sempre in presa ed innesti a manicotti scorrevoli con denti frontali comandato con selettore a bilanciere a pedale sulla destra. Rapporti interni: 1,81:1 (16/29) in prima, 1,25:1 (20/25) in seconda, 0,95:1 (23/22) in terza, 0,73:1 (26/19) in quarta.
Trasmissione
: primaria ad ingranaggi a denti dritti tra albero frizione e primario del cambio, rapporto 1,35:1 (17/23); finale ad albero con doppio giunto cardanico omocinetico e coppia conica elicoidale posteriore, rapporto 1:4,62 (8/37). Rapporti totali di trasmissione: 11,33:1 in prima, 7,81:1 in seconda, 5,97:1 in terza, 4,56:1 in quarta.
Telaio
: a doppia culla continua in tubi d’acciaio.
Sospensioni: anteriore forcella telescopica con ammortizzatori idraulici incorporati con 160 cc di olio per stelo, cambio ogni 20.000 km. Posteriore, forcellone oscillante con ammortizzatori telescopici idraulici regolabili su tre posizioni.
Ruote e pneumatici
: cerchi in lega leggera 3.00x18 con pneumatici 4.00x18; pressioni: ant 1,5 Atm, post 1,8 Atm (2 con passeggero).
Freni
: a tamburo centrale, anteriore e posteriore a doppia camma con ceppi autoavvolgenti, dimensioni utili 220x40 mm.
Impianto elettrico
: dinamo Marelli DN62N 12V-300W, batteria 12V/32Ah; regolatore Marelli IR50B. Faro anteriore diametro 150 mm con lampada 12V-45/40W e posizione 12V-5W; fanale posteriore con lampada posizione e stop 12V-5/20W; lampade spia 12V-3W.
Dimensioni (in mm) e peso
: lunghezza 2.230, interasse 1.445, larghezza 795, altezza 1.050, luce a terra 150. Peso a secco 230 kg circa.
Prestazioni
: velocità max nelle varie marce: km/h 66/96/120/170 circa; consumo (CUNA) 6,5 litri/100 km.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA