Moto Guzzi V11 Scura

Tenebrosa passione

Introduzione


E’ la più costosa e la meno potente del suo segmento ma si fa apprezzare per le doti dinamiche e la livrea “scura” molto riuscita. Componentistica di alto livello e soluzioni tecniche tradizionali per l’ultima versione della V11.

Nasce sempre a Mandello. E’ sempre bicilindrica V90° ed è tenebrosa come la dark lady di un film. Le uniche concessioni della V11 Scura al colore sono le piastre laterali del telaio, le pipette delle candele e la “dorata” forcella Ohlins. Il resto è nero-opaco, accostato al grigio scuro del codone ed al grigio-metallo dei cilindroni che sporgono da sotto il serbatoio. La moto appare più snella ma la coda spiovente, in stile retrò, non aiuta a slanciare la linea facendo perdere dinamismo all’insieme.
Rispetto alla prima V11 del 1999 che richiamava esteticamente lo stile della famosa V7 Sport (sovrastrutture verdi e telaio rosso), oltre all’estetica è cambiato molto anche dal punto di vista tecnico. Innanzitutto è stato risolto il problema dell’instabilità dell’avantreno alle alte velocità aumentando l’interasse dagli originari 1.471 agli attuali 1.490 mm., irrigidendo il cannotto di sterzo e dotando il motore di un nuovo supporto che collega la parte posteriore della coppa dell’olio e il telaio. Appagante alla vista ed efficace su strada il reparto sospensioni, pluriregolabili e marchiate Ohlins, con la forcella passata da 40 a 43 mm. Anche l’ammortizzatore di sterzo, posizionato sopra al radiatore dell’olio, è del produttore svedese. Numerose le parti in fibra carbonio: parafango anteriore, cuscinetto del serbatoio, protezione del motorino d’avviamento e corpi dei silenziatori.
Il classico bicilindrico a V trasversale di 90° di 1.064 cc., raffreddato ad aria ed alimentato ad iniezione elettronica è stato oggetto di alcune modifiche riguardanti il volano frizione, ora più leggero per limitare la cosiddetta coppia di rovesciamento, e la frizione, ora monodisco anziché bidisco come sulle altre versioni. Il comando di quest’ultima è idraulico. Ben spaziati ma lunghi i rapporti del cambio a 6 marce, così come l’escursione della leva, eccessiva. Duri gli innesti delle marce.

La prova su strada



Grazie alla rinnovata ciclistica la Scura trasmette sicurezza sia sul veloce sia in curva. Pennella le curve tra una piega e l’altra ma il cardano la rende più “leggera” a destra che a sinistra.

Il “mondo Guzzi”, in sella alla V11, è fatto di moderata sportività: semimanubri non troppo spioventi, sella ampia e ben imbottita e pedane piuttosto alte da terra che però offrono una buona luce a terra. L’ergonomia è adatta a persone di media statura, i più alti toccheranno i cilindri con le ginocchia. Per tutti invece, fastidiose vibrazioni ai semimanubri dai 1.500 ai 5.000 giri. Il passeggero viaggia davvero sacrificato: la porzione di sella è ridotta, non ha il minimo appiglio e le pedane sono troppo arretrate.
A vuoto di benzina la V11 Scura pesa 231,4 kg ma in movimento sfodera una buona agilità con un comportamento sincero nei cambi di direzione ed una buona maneggevolezza nei percorsi guidati medio-veloci. Nello stretto soffre invece un po’ ma le modifiche alla ciclistica hanno sortito un effetto positivo anche sui percorsi più lenti.
Ottima la forcella, sensibile alle regolazioni e molto scorrevole sostiene bene anche nelle staccate alla “garibaldina”. Il monoammortizzatore Ohlins ha determinato un netto miglioramento di tenuta e stabilità, specialmente ad andatura elevata; ne ha risentito però il comfort: la maggiore rigidità si fa sentire soprattutto a bassa velocità nell’assorbimento delle piccole asperità.
Per essere un bicilindrico superquadro, il motore non è rapidissimo a salire di giri ma può vantare un buon allungo. La rapportatura lunga del cambio però ne penalizza la brillantezza.
Ottimi i freni: l’impianto Brembo Serie Oro con due dischi da 320 mm e pinze a 4 pistoncini è molto potente ma non altrettanto modulabile, il disco posteriore con pinza ad un pistoncino è il giusto compromesso tra potenza e gestibilità.
La V11 Scura costa 12.223 Euro. Quasi 1.600 Euro più della V11 Naked e quasi 1.000 Euro più di una Triumph Speed Triple che certo non manca di fascino e prestazioni.


I RILEVAMENTI


Velocità max:
                                211,1 km/h

0-400 m.:
                                11,992 sec.

Ripresa da 50 km/h (400 m.):
        14,311 sec.

Potenza max alla ruota:
                81,12 CV a 7.750 giri/min.

Coppia max alla ruota:
                8,71 kgm a 5.750 giri/min.

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