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Moto GP 2010: Rossi va fortissimo nei test ufficiali di Sepang. Stoner e Dovizioso lo inseguono

Tornato a Sepang, in Malesia, per le prove ufficiali della MotoGP, Valentino Rossi in sella alla Yamaha M1 ha fatto il miglior tempo girando in 2’01”068.

Moto gp 2010: rossi va fortissimo nei test ufficiali di sepang. stoner e dovizioso lo inseguono

Sepang (MALESIA) 25 febbraio 2010INCONTRASTATO Valentino Rossi in sella alla Yamaha M1 ufficiale si è confermato ancora una volta il più forte sul circuito malese, con il tempo di 2’01”068, primo della giornata. Il Dottore è andato fortissimo e si è lasciato alle spalle Casey Stoner, secondo con la Ducati Desmosedici GP10 a 2’01”219. Ha guadagnato il terzo crono Andrea Dovizioso, che ha concluso in 2’01”631 prendendo maggiore confidenza con la Honda HRC. Il pesarese, a Sepang, aveva dimostrato un grande potenziale già nelle ultime prove di questo mese, realizzando un 2’01”411 il 4 febbraio e un 2’00”925 il 5 febbraio: due tempi che gli erano valsi la miglior prestazione della sessione. Anche le telemetrie dell’australiano di Borgo Panigale sono migliorate: il 2’01”219 odierno è inferiore di 101 millesimi rispetto al 2’01”320 del test fatto in Malesia tre settimane fa. Ha mostrato grandi passi avanti Dovi, che è riuscito a scendere a 2’01”631, partendo dal 2’02”272 dell’occasione precedente. Va segnalata la quarta posizione di Loris Capirossi, che spremendo la Suzuki GSV-R è arrivato staccato di soli 56 millesimi da Andrea.

                                                                                                      

LAVORI IN CORSO Oggi, il Campione di Tavullia si è concentrato sulla messa a punto generale della moto, per definirne gli ultimi dettagli dello sviluppo, e sul settaggio dei freni Brembo, che hanno nuovi calibri. I tecnici di Stoner hanno invece lavorato sui parametri del nuovo motore e l’australiano ha provato, ancora una volta, diversi forcelloni, che, come aveva specificato Ducati alla presentazione della moto 2010, si dividono fra scelte in carbonio e scelte in alluminio. Capirex ha fatto, come al solito, un grande lavoro di sviluppo sulla moto di Hamamatsu e, a questo giro, ha dato la sua opinione su diversi componenti: codino, scarico Akrapovic, telaio e sospensioni; oltre a questo ha proseguito i collaudi del motore Suzuki 2010, che dovrebbe garantirgli più potenza e accelerazione, attraverso un regime di rotazione superiore rispetto a quello dell’anno scorso, ed essere anche meno brusco nell’erogazione.

 

PRIVATI CONTRO UFFICIALI Pare ottimo anche il pacchetto della Yamaha M1 “clienti”: Ben Spies e Colin Edwards del Team Tech3 di Herve Poncharal si sono piazzati rispettivamente in quinta e sesta posizione. Promette grande spettacolo Spies, che si è mostrato competitivo al massimo, agguerrito e determinato a restare nei primi cinque. Intanto ha lasciato dietro il suo compagno di squadra Edwards, che è un veterano della MotoGP e ha già maturato esperienza con la tre diapason della scuderia privata. Non è un traguardo indifferente. Sembra, però che il Tornado abbia avuto problemi con l’elettronica, quando mancavano cinque giri alla pausa pranzo. In ogni caso i due piloti della squadra francese hanno fatto meglio di Dani Pedrosa, che con la seconda Honda ufficiale non è riuscito a scendere sotto i 2’02”036 ed è risultato settimo. Il folletto spagnolo è anche caduto alla curva numero nove, rimanendo illeso.

 

MIGLIORI DIECI Nel gruppo dei più forti sono rientrati Mika Kallio ottavo con la Ducati privata del team Pramac Racing, e Alvaro Bautista, che da quest’anno corre a fianco di Capirossi in Casa Suzuki e oggi è caduto alla curva 1, riuscendo, comunque, a concludere nono. Un po’ deludente Marco Melandri decimo con la Honda del Team Gresini: per quanto possa essersi evoluta la RC212V in due anni di sua lontananza dalla scuderia di Fausto, dall’iridato ravennate ci saremmo aspettati qualcosa di più, considerato che con la moto dell’ala dorata aveva già corso un bel po’. Butista è il pilota che dai test di inizio febbraio ha fatto il più grande passo avanti: ha limato ben 1 secondo e 196 millesimi. 

 

INSEGUITORI Dietro i primi dieci sono arrivate tre Ducati quasi in fila: Nicky Hayden 11esimo con quella ufficiale, seguito Aleix Espargaró (Pramac), che non si è risparmiato una caduta alla curva quattro (illeso) e ha fatto 13esimo, e Hector Barberá (Paginas Amarillas) 14esimo. Il pilota statunitense non può dare il meglio di sé, perché è ancora dolorante al braccio destro operato da poco per “sindrome compartimentale”. Fra le rosse si è inserito Hiroshi Aoyama, 12esimo con la Honda Interwetten.

 

DIFFICOLTÀ L’esperienza con la Honda di Lucio Cecchinello (LCR Racing) non ha aiutato Randy De Puniet a risalire nelle classifiche: il francese, dopo aver messo mano al bilanciamento della moto e al controllo di trazione, è arrivato solo 15esimo. Bocciato Simoncelli con la Honda di Gresini: pessima la sua prestazione. L’italiano non ha fatto il benché minimo progresso dai test di inizio febbraio. Ha comunque provato diverse configurazioni del telaio.

 

GOMME La Casa giapponese degli pneumatici Bridgestone, fornitore unico della MotoGP anche per quest’anno, ha portato due nuove coperture di tipo “soft” da provare: una posteriore a mescola media, ideale per cercare i tempi nel giro secco di qualifica sarà già disponibile quest’anno, l’altra anteriore, con le stesse caratteristiche, ma in produzione dal 2011.

 

SUPPLENZE Grande assente di questa sessione di prove era Jorge Lorenzo, costretto a restare a riposo dopo l’operazione subita alla mano per ridurre la frattura che si è provocato allenandosi nel cross. A sostituire lo spagnolo sulla M1 ufficiale, Yamaha ha messo i due collaudatori Norihiko Fujiwara e Wataru Yoshikawa, che hanno realizzato tempi, appunto, “da collaudatori”.

 

L.M.

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