di Giorgio Sala - 26 June 2018

Johnny mostro a Laguna Seca, Aprilia ritorna tra i "big"

Nelle pagelle del GP degli Stati Uniti spicca ancora una volta Jonathan Rea, e la concorrenza non può fare nulla. Yamaha brilla con Lowes e Ducati con Davies, mentre Aprilia sorprende tutti con Laverty. Gagne a suo agio con la Honda
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  • 1/12 Mondiale SBK 2018, Laguna Seca: Jonathan Rea - Kawasaki

    Jonathan Rea: 10

    Johnny mostro a Laguna Seca, Aprilia ritorna tra i "big"

    Dalla Contea di Monterey a quella di MonteRea, il passo è ormai breve. Il duo Johnny – Kawasaki continua a fare razzie pure nel Lontano West. Il nordirlandese inizia bene Gara 1: Rea è bravo a sfruttare l’errore di Davies e si porta così a casa 25 punti nella corsa di sabato. In Gara 2 invece ha davvero fatto la differenza: dal 9° al 1° posto, senza nessuna apparente difficoltà. Il grande classico al quale ci ha abituato Rea dal 2017 a questa parte. Un bottino da 320 punti quello del pilota Kawasaki, con 75 lunghezze di margine sul diretto inseguitore. Ora che Rea è il pilota più vittorioso di sempre, la strada verso lo storico 4° titolo (consecutivo!) nel Mondiale Superbike si fa sempre più liscia. Nonostante non abbia centrato la pole position, Jonathan Rea si merita il voto più alto delle pagelle per aver dimostrato che lui è di un altro livello.

    Chaz Davies: 9

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    Il gallese si è sempre distinto alla grande sul tracciato Californiano, quest’anno ci ha provato e ci è parzialmente riuscito. Davies centra la pole position, parte benissimo in Gara 1 ma all’uscita del Cavatappi va largo, facendo l’unica cosa che non andava assolutamente fatta: lasciare campo aperto a un Rea che, però, non scappa troppo facilmente. In Gara 2 Chaz chiude sempre 2° ma con un distacco sul traguardo di 5 secondi. Complessivamente il ducatista sembra abbia ripreso la giusta confidenza con la Panigale R, così come sta gradualmente tornando la guida aggressiva a cui ci ha abituati: un esempio è il sorpasso su Laverty in Gara 2 alla Andretti Hairpin. Nonostante non abbia centrato la vittoria, Davies si è piegato solamente al pacchetto (Rea-Kawasaki) più forte del momento, e dunque può tornare a casa soddisfatto: in campionato riesce ad allungare su Van Der Mark, difendendo così il suo secondo posto.

    Alex Lowes: 8,5

    Johnny mostro a Laguna Seca, Aprilia ritorna tra i "big"

    Dopo l’ottima prova di Brno, Lowes è autore di un’altra eccellente performance. In Gara 1 centra il suo terzo podio stagionale portando ancora una volta la R1 nel parco chiuso, mettendosi alle spalle l’Aprilia di Laverty. In Gara 2, complice l’inversione di griglia, Alex si mette a battagliare con il suo compagno di squadra perdendo tempo prezioso per poter raggiungere il podio, ma regalando un sorpasso magistrale nei confronti di Van Der Mark. Il britannico si porta a casa un buon 4° posto che gli permette il sorpasso su Melandri e lo avvicina sempre di più al rinnovo con la Casa di Iwata. Ma questa potrebbe essere la soluzione degli uomini Yamaha... aspettare di firmare con Lowes per evitare un calo prestazionale? Si scherza, ovviamente. Great job Alex!

    Eugene Laverty: 8,5

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    Dopo l’avventura in MotoGP, Eugene era tornato in WSBK per portare l’Aprilia RSV4 alla vittoria; peccato che si è ritrovato una moto diversa da quella con cui, nel 2013, era arrivato 2° assoluto. Dopo un 2017 difficile ed un inizio di stagione caratterizzato dal brutto infortunio al bacino, Laverty arriva a Laguna Seca super competitivo, reduce anche da una performance positiva a Brno. Già in Superpole era chiaro che il pilota irlandese avrebbe fatto la differenza. In Gara 1 ci ha provato sin da subito ma, con Rea e Davies ormai distanti, Eugene ha battagliato con Lowes che è riuscito a strappargli il podio di mano. La rivincita è arrivata in Gara 2: Laverty porta sul podio l'Aprilia RSV4. L’ultimo podio di Laverty in SBK risaliva a Losail 2013, mentre una RSV4 non si vedeva nel parco chiuso da Losail 2015. Un risultato strabiliante: "Eugenio" sembrava proprio a suo agio a Laguna Seca, forse merito anche del suo baffo alla “spaghetti western” che ben figurava nell’arido tracciato californiano.

    Michael Van Der Mark: 7

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    A Laguna Seca il giovane olandese non brilla come a Brno o Donington, e soprattutto non riesce a centrare il suo obiettivo: ridurre le distanze per il 2° posto. Davies centra due piazzamenti sul gradino mezzano del podio, mentre Michael un 8° ed un 5° posto: ora il ducatista si ritrova a 30 punti. Tuttavia, questi risultati sono in linea con quelli ottenuti lo scorso anno sulla pista statunitense: si vede che MDVM non si trova a suo agio tra i saliscendi californiani. Dunque, una performance positiva ma senza infamia e senza lode.

    Xavi Forès: 6,5

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    Dopo il disastroso weekend di Donington e quello non troppo facile di Brno, Forès sembra sia ritornato ad avere il giusto feeling con la Ducati. Due sesti posti che danno prova di una ripresa della competitività del pacchetto Forès-Panigale che ci ha esaltati ad inizio stagione. Se il Team Barni ed il pilota spagnolo continueranno così, siamo certi che potremmo rivederli lottare per le posizioni a podio.

    Tom Sykes: 6

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    Un 7° ed un 8° posto regalano a Tom Sykes punti importanti per il campionato, tuttavia vedere Rea che domina con la sua stessa moto fa riflettere. Gara 1 è l’ennesima performance “a gambero” alla quale ci ha (purtroppo) abituati Sykes negli ultimi tempi, in Gara 2 fa lo stesso perchè parte 4° ma non riesce a lottare per le posizioni a podio, facendo addirittura peggio della gara del sabato. Un peccato, perchè a Laguna Seca Tom è sempre stato tra i protagonisti negli anni scorsi. È facile intuire che il divorzio tra l’inglese e Kawasaki per il 2019 non è più un'ipotesi così remota, e la situazione critica anche tra Sykes e Rea di sicuro non facilita la situazione. Addirittura pare che ci siano problemi con Pere Riba, team manager del KRT. Insomma: qualcuno trovi la kryptonite che toglie i poteri a “Superpoleman!

    Jake Gagne: 6

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    Dopo una sfilza di insufficienze nella prima metà di stagione, arriva il primo "sei" per il pilota americano. E quale posto migliore, se non sul tracciato di casa? Jake è nato 25 anni fa a 700 km dalla pista Laguna Seca. Jake si fa notare non solo perchè il 10° ed il 9° posto sono il suo miglior weekend dell’anno, ma soprattutto perché fa meglio di un Leon Camier, suo compagno di squadra. Speriamo fortemente che questi risultati diano la carica giusta al talentuoso americano che con fatica, ma gradualmente, sta addomesticando questa complicata Honda.

    Marco Melandri: 5

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    Un discreto 5° posto in Gara 1 per Melandri che sembrava avere le carte in regola per poter raggiungere il podio. In Gara 2, purtroppo, cade dopo qualche giro mentre sembrava riuscire a tenere il ritmo per restare con i piloti di testa. Marco torna a casa insoddisfatto, sia per aver perso una posizione in campionato a favore di Alex Lowes, sia per l'insufficienza nelle nostre pagelle.

    Leon Camier: 4

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    Si porta a casa due punti in più rispetto al numero che porta sulla carena della sua Honda CBR. Leon Camier è autore del suo peggior weekend in sella alla Honda, sfigurando anche nei confronti del suo compagno di team che nelle altre gare del campionato si è dimostrato in difficoltà. Prima di questa trasferta, Leon era convinto di riuscire a fare la differenza con il nuovo telaio, ma invece il britannico si è ritrovato per due volte nel ghiaione.

    Altri piloti

    • Jordi Torres: 6,5
    • Karel Hanika: 6
    • Loris Baz: 5,5
    • Yonny Hernandez: 5,5
    • Roman Ramos: 5,5
    • Leandro Mercado: 4
    • Lorenzo Savadori: 4
    • PJ Jacobsen: 3
    • Toprak Razgatlioglu: S.V.

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