08 December 2012

Marco Simoncelli: il museo di Coriano apre sotto la neve

L’inaugurazione dell’opera dedicata a Marco Simoncelli (“Il Podio del Sic”) e del museo è accompagnata da una nevicata, che non ferma tifosi, autorità e amici (GALLERY AGGIORNATA E INTERVISTA A PAOLO SIMONCELLI)

Marco simoncelli: il museo di coriano apre sotto la neve

Nevica, a Coriano, ma la neve non disturba la festa in ricordo del Sic. C’è meno gente del previsto, è vero, ma il programma è rispettato alla lettera. Si comincia alle 10,30 svelando “Il Podio del Sic”, realizzata dall’Associazione 58boys, su progetto degli architetti Alice Bianchi e Daniele Montanari. Si tratta di un’opera altamente simbolica, caratterizzata soprattutto dal grande numero 58 e dall’iscrizione che riporta una frase di Simoncelli: “Mi piacerebbe essere ricordato come uno che in gara sapeva emozionare”. Nella gallery (cliccate qui) le foto dell'inaugurazione sotto la neve.

E di emozioni Marco ce ne ha date tantissime, e continua a darne anche dopo la sua tragica scomparsa. Sic, sempre con noi.

LA GALLERIA
La giornata prosegue con l’inaugurazione della Galleria Museale “La Storia del Sic”, all’interno le Palazzo della Cultura (qui la descrizione di quello che vi si può vedere).
Nella gallery (cliccate qui) le immagini del taglio del nastro e quelle in anteprima dei cimeli del Sic esposti: foto, tute, le sue moto moto, caschi, oggetti vari apppartenuti al Sic e che ne hanno segnato l'esistenza, ricordi delle gare più belle. Vale la pena dare un'occhiata, prima sul nostro sito, oi magari programmando una gita a Coriano.

 

Per l'occasione abbiamo rivolto qualche domanda a Paolo Simoncelli, papà del Sic

Come sono queste giornate?
Sono giornate... difficili. E purtroppo non c'è niente da fare, devi accettare questa situazione.

Conosciamo Marco per le gare, ma vedendo il museo scopri che ha fatto di tutto, auto, kart, fuoristrada, “soap box”…
Marco ha fatto tante cose nella sua carriera, il fatto è che la gente allora non lo conosceva. Ma si è sempre distinto in tutto quello che ha fatto. 

Com'è nato il museo?
Ci sembrava giusto fare questa cosa perché abbiamo avuto tante manifestazioni di simpatia e abbiamo voluto dare qualcosa che possa fare emozionare le persone. Ognuno vedrà il museo con i propri occhi ma penso che qui ci sia tutto lo spirito di Marco.

La competitività spesso allontana i piloti, alcuni sembrano odiarsi, ma da come conosciamo Marco sembra che per lui non sia stato così, un ragazzo di gran cuore.
Marco era esattamente come lo vedevi in televisione, non cambiava davanti alle telecamere. Io penso che poi la gente l'abbia capito, magari qualcuno in ritardo. Era veramente un grande. Nella vita professionale aveva raggiunto l'apice e da quel momento avrebbe iniziato a vincere tanto. Sarebbe stato avvantaggiato anche dalle mille, visto che con le 800 era penalizzato dal peso, i consumi lo rallentavano molto. Questo è il mio unico rammarico, se questo era il suo destino, così sia. 

Marco era nato per le competizioni, non era solo una passione, era un grande talento, non sarebbe stato possibile né giusto fermarlo. 
Io e la mamma l'abbiamo aiutato a seguire un sogno. 

Vedendo il museo, le immagini, le coppe e soprattutto sapendo com'era Marco ci viene in mente una cosa: Marco il sogno lo stava vivendo.

 

 

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