Le Forze dell’Ordine ci perseguitano. Sarà vero?

I biker si sentono perseguitati ed è anche vero che i controlli si sono fatti davvero strettissimi. Ma non si può negare che certi motociclisti stiano esagerando. Puniti tutti per colpa di pochi

Le forze dell’ordine ci perseguitano. sarà vero?

Le sportive di oggi hanno prestazioni pazzesche, delle vere e proprie belve già di serie. Il problema è che su strada sono come chiuse in gabbia, a meno di fregarsene del Codice della Strada. Ecco quindi che sui bellissimi tratti collinari e montani sparsi nella nostra Penisola, sempre più spesso si vedono race replica e maxi naked sfrecciare in barba a qualsiasi norma di buon senso, oltre che di legge, nel totale disprezzo degli altri utenti della strada e guidate da personaggi pervasi da senso di onnipotenza e impunità (ma non sempre bravi piloti, anzi).

NON CI LASCIANO IN PACE
Dato che ogni poco succede una tragedia, le Forze dell’Ordine hanno stretto le maglie dei controlli e comunque i cittadini stanno cominciando a non poterne più e reagiscono male: leggete qui. Fa scalpore, ad esempio, la crociata che il Corpo Forestale dello Stato sta conducendo nell’Aretino. Il presupposto è la sicurezza, anche se la facile dietrologia vittimista porta qualcuno a pensare alla voglia di fare cassa: non c’è week end non vengano sequestrate moto, ritirate patenti, comminate salatissime multe con conseguenti “tagli” di punti. Ormai fermano tutti, anche chi non fa nulla se non possedere una supersportiva, e trovano sempre qualcosa. È questo che irrita i motociclisti: a volte i militari perdono l’obbiettività. Ma non è che semplicemente applicano la legge senza concedere quella tolleranza che ormai consideriamo dovuta?

ABBIAMO LA COSCIENZA PULITA?
Però non si può pretendere molta tolleranza se ci si presenta con scarichi aperti, targhe parallele al terreno, moto non conformi ai dati di omologazione, magari arrivando da un piegone ginocchio a terra a velocità che fanno esplorere i Telelaser, o dopo un sorpasso in curva, magari tentando anche di scappare

STEREOTIPI DURI A MORIRE: UCCIDIAMOLI NOI!
Alla fine passa sempre il solito concetto: siamo dei pericolosi delinquenti. La stampa generalista ci va a nozze, generalizzando e uscendosene con espressioni amene tipo “mezzi decisamente veloci, 1000 di cilindrata e marche scattanti”, oppure “avevano anche protezioni speciali, su gomiti e ginocchia, per poter “piegare” al massimo in curva” (notare il verbo piegare messo tra virgolette). Capito? Basta la marca della moto oppure il fatto di indossare la tuta ultimo modello per essere bollati. Se siamo proprio noi a farci notare, ecco che tutta questa persecuzione nei confronti dei motociclisti si comincia a spiegare. Dispiace solo che, per colpa di pochi, lo stereotipo del motociclista pericoloso ed egoista resista nell’immaginario collettivo anche oggi che, più che sulle prestazioni, si punta sulla sicurezza, sulla mobilità intelligente, sul rispetto per l’ambiente. Un motociclismo sano, insomma. Invece…

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