di Paola Verani - 14 May 2014

La Tendata in 70 “post”

In attesa dell'articolo che troverete sulla rivista vogliamo darvi una prima “lettura” del raduno di Motociclismo All Travellers attraverso i post (vostri e nostri) pubblicati a caldo sulla pagina Facebook della community di viaggiatori
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  • 1/70 Ingredienti per l'amatriciana “collettiva” (post di Antonietta).

    La tendata in 70 “post”

    Quando abbiamo visto che in diverse città d'Italia si stavano formando delle carovane di motociclisti dirette alla Tendata, sulla Forca della Spina presso Gavelli (PG), abbiamo capito che sarebbe stato qualcosa di più di una intima zingarata fra amici. Naturalmente auspicavamo che succedesse ma non sapevamo esattamente quanto un evento così “randagio” potesse avere presa sul nostro pubblico. La formula era semplice: noi vi diamo un bel posto, una fonte (d'acqua), un falò e il resto lo portate voi... Sarebbe stato sufficiente a smuovere la vostra curiosità e passione? Ora ve lo raccontiamo, ma anche la gallery è eloquente…

     

    UN EVENTO CRESCIUTO A SUON DI “POST” E AMATRICIANA

    Il bello della community di Motociclismo All Travellers è che essendo nata sul web cresce e si alimenta sotto gli occhi di tutti e dai vostri “post” abbiamo avuto immediatamente la percezione che l'evento che stavamo organizzando stesse perlomeno suscitando simpatia:  da subito avete cominciato a chiedere dettagli, malgrado noi tentassimo di mantenere un certo mistero sul luogo e sul cosa avreste trovato. Il merito comunque di aver innescato un clima “casalingo” che ha fatto sentire tutti subito a casa è stata Antonietta, la nostra chef 2.0, che ha cominciato ad organizzare la “amatriciana collettiva”. I suoi post erano finalizzati a distribuire tra i fan della pagina gli ingredienti per una “superpasta” (foto 1, 21, 51) che avrebbe unito motociclisti di estrazione diversa, una amatriciana trasversale: c'era il comitato del guanciale, quello del pecorino, quello del pomodoro... e così via. A quel punto ci si è posti il problema di come cucinare il “supersugo” e il “superspaghetto” (sarebbero forse stati meglio i bucatini, ma sono lunghi da cuocere!): non volendo essere supportati da mezzi di assistenza (ogni motociclista avrebbe dovuto essere autosufficiente) ci toccava portare i pentoloni sul portapacchi. Ecco spiegata la foto scattata nel cortile di Motociclismo (4)  che immortala il momento in cui un nugolo di travellers si distribuisce tegami e cibo.

     

    “POT BIKE”, MOKE E GRIGLIATE

    La prima “pot bike” (“moto pentola”) a partire è stata quella di Antonietta: Vespa Primavera con montate (davanti e dietro) delle cassette della frutta riempite con cuciname vario (foto 2, 20, 56). Il secondo è stato Simone Cannizzo, conosciuto come “The fifty man” per la sua devozione alle moto da 50 cc e, infatti, è partito con il cinquantino della Rieju, il Tango, sul quale era fissata tramite cinghie la pignatta per il “supersugo” (abbiamo temuto fino alla fine che non arrivasse; foto 5, 8, 63). Infine, c'era la sottoscritta, su Beta Alp 200 con il pentolone magnum per la “superpasta”, fissato alla “Ciaccia” con un groviglio di elastici e cinghie (foto 4, 10, 12, 17b). Il successo della tendata è molto legato al potere aggregante del cibo e del fuoco: si trattasse di spuntini fuoripasto come quello consumato alle 2 di notte al nostro arrivo sulla Forca della Spina (alla vigilia di tutto; foto 15, 16), delle colazioni con la moka (17), degli aperitivi a base di salame serviti su borse d'alluminio usate come tavoli (23), o della grigliatona del sabato sera (55, 56) la sensazione, a detta di molti, era sempre quella di sentirsi a casa. E quale miglior complimento potevamo ricevere per un evento che voleva dare il benvenuto ai travellers primo nucleo della community?

     

    L'ELEFANTENTREFFEN PRIMAVERILE

    Molti hanno vissuto la tendata come la versione “spring” del noto raduno degli Elefanti e, in effetti, alcuni ingredienti combaciavano: il lungo viaggio per raggiungerlo, una sorta di “buca” ad accogliere le tende, lo spirito randagio, i fumi delle pire che imbiancavano la notte, il tornante ghiaioso su cui molti si piantavano come al curvone innevato della Fossa... Ma ci piace pensare che possa esistere una versione autoctona e originale di un moto-accampamento, che è sicuramente meno barbarica ed esibizionista: nessuno era lì per dar spettacolo, molti sono arrivati in comitiva comportandosi come in una qualsiasi tendata fra amici, godendo semplicemente di un bel posto, del calore del falò e di 200  e passa  motociclisti. I timori da noi manifestati per “tamarrate” che potessero danneggiare ambiente e atmosfera  si sono rivelati infondati: c'era un bel clima, rilassato e mai scomposto. La soddisfazione più grande per noi è stato vedere un popolo di viaggiatori molto trasversale, che ha dato ulteriore senso a quell'aggettivo “all” che abbiamo voluto accostare a “travellers”: oltre ai tanti cultori di BMW GS (di tutte le età) e di BMW e KTM Adventure (senz'altro le moto più rappresentate), malgrado per arrivare al passo si dovesse affrontare una sterrata con due tornanti impegnativi abbiamo visto naked molto cattive come la Triumph Speed Triple o la Kawasaki Z1000, custom (anche belle grosse, come una Harley-Davidson e una Kawasaki VN1700), enduro anni 80 mono e bicilindriche, gran turismo carenate come Honda Gold Wing, BMW K 100 RT e R 1100 RT, una Yamaha V-Max, tante Ducati tra Monster, Hypermotard e Multistrada, molto sano vintage (bellissima la Guzzi 850 GT guidata da Mirko) e diverse “motorette”: oltre al citato Simone Cannizzo, si sono affidati al 50 cc anche Ioan Stefan Bozintan, in arte “Fiftymaniac”, arrivato da Padova sul suo accessoriatissimo Fantic e poi Danilka Livieri di Pesaro, in sella alla sua Vespa 50, la stessa con cui due anni fa fece la 1.000 Km Vespistica. Ma ricordiamo con affetto anche Andrea Sarani, partito da Pavia in sella ad una Yamaha DT o la coppietta venuta da Ferrara su un 125. I Giovani sono l'altro motivo di orgoglio: chi l'ha detto che il motociclismo è roba per “attempati”? C'erano e hanno portato nuove motivazioni a noi che piace tanto pensare al futuro delle due ruote. Il resto del racconto, per ora, lo lasciamo alle foto postate dai convenuti al raduno sulla pagina Facebook di Motociclismo All Travellers, di cui abbiamo fatto un riassunto nella nostra gallery.

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