Il Giro del Mondo in moto, tra un rally e l'altro

Vi raccontiamo la storia di Lyndon Poskitt, un viaggiatore di lungo corso, ma anche un ottimo rallista. Il suo Giro del Mondo è spesso interrotto dalle gare a tappe alle quali partecipa, prima fra tutte la Dakar, compresa quella 2018. Le spettacolari foto dei suoi viaggi
1/22 Lyndon Poskitt in sella alla sua KTM 450
Quale può essere la massima aspirazione di chi ama il viaggio in solitaria, l’avventura, il fuoristrada e pure i rally? Forse iscriversi alla Dakar? No, molto di più. La storia incredibile di Lyndon Poskytt è qualcosa di unico. Inglese, classe ‘78, cresciuto nell’officina del padre che restaurava auto e moto d’epoca, ha la meccanica nel sangue, ma gli studi lo portano molto più in alto. Diventa ingegnere aeronautico, lavora per 17 anni nella progettazione di componentistica aerospaziale. Gareggia con qualunque tipo di moto, che prepara da solo, nel suo garage. E riesce ad esaudire il suo sogno: arriva a correre la Dakar del 2013, con il padre che gli fa da meccanico, seguendo la strada del suo grande mito: Fabrizio Meoni.
Lyndon Poskitt con la sua KTM in Mongolia

Un incidente cambia tutto

Ma poi la svolta che gli cambia la vita: un bruttissimo incidente, dove rischia grosso, ma non in moto, bensì correndo a piedi. E, nel lungo periodo di degenza in ospedale, gli scocca la scintilla: vende tutto quello che ha (tranne le moto); compra una KTM 690 Rally, su cui lavora pesantemente allo scopo di farla diventare il mezzo da avventura definitivo (ad esempio, porta la cilindrata a 732 cc per 75 CV). Parte per un Giro del Mondo e, strada facendo, si iscrive ai Rally più importanti che incontra e vi partecipa in sella alla moto con cui sta viaggiando. Quando tutti i concorrenti si rilassano a fine gara, lui rimonta le borse e prosegue il suo Giro. Va alla ricerca dell’ignoto, dei percorsi più impegnativi ed affascinanti. Bagaglio al minimo, tutto studiato nei dettagli, senza dimenticare tenda e sacco a pelo.
Lyndon Poskitt con la sua KTM in Cile

Il viaggio di una vita

Ad oggi ha percorso 170.000 km, toccando 56 nazioni e correndo 6 Rally internazionali, in 4 continenti. Ha lasciato l’Inghilterra nel 2014 per arrivare a Magadan, sull’Oceano Pacifico russo, seguendo le orme di Ewan McGregor e Charley Boorman, nel famoso film-documentario Long Way Round. “Ho attraversato la Old Summer Road (o strada delle Ossa) insieme ad un altro ragazzo di nome Lukas. È stato fondamentale essere in due: abbiamo avuto grandi problemi con i mezzi e con le condizioni meteo e della strada, esattamente quello che si è visto in Long Way Round. Ci hanno detto che da lì non passava nessuno da circa tre anni”. Poi l’Estremo Oriente e il Sud- Est Asiatico. “Dopo la Corea, ho trascorso molto tempo in Giappone. Ci sono un sacco di persone adorabili, sono stato benissimo. Laos, Thailandia e Cambogia sono incredibili per il fuoristrada: puoi andare ovunque, senza limiti, e costa tutto pochissimo”. Quindi Australia, dove ha corso la Tatts Finke Desert Race e ha attraversato in solitaria il Simpson Desert: “Non c’è nulla per 550 km, solo dune e sabbia e una pista segnata dal passaggio dei 4x4. Ho caricato una tanica di benzina (avevo 60 litri di carburante in totale) e 12 litri d’acqua”. Da lì è traghettato in Nuova Zelanda, il Paese che sembra essergli piaciuto di più, nel complesso: “È piccolo, ma puoi trovare tutto quello che sogni, senza percorrere distanze infinite”. Lunga traversata fino in Messico partecipando al Sonora Rally, poi su in Alaska e di nuovo giù, fino in Sud America, dove era il momento di correre la Dakar 2017. Ma qui è intervenuta Motorex che, innamorata di questo personaggio, lo ha sponsorizzato per correre con una KTM 450 nuova di zecca. Questa volta si è iscritto nella Malle Moto, dove non si può avere assistenza meccanica, devi fare tutto da te. E ha finito secondo di categoria. Il viaggio con la 690 Rally è proseguito per il Sud America fino ad imbarcarsi per il SudAfrica, dove la moto è ferma da qualche tempo. Nuovi impegni lo hanno portato a viaggiare senza di lei: ha partecipato Dakar 2018, con la stessa moto dello scorso anno, revisionata, ovviamente, dallo stesso Lyndon. Ha chiuso la gara in 33esima posizione. I posti più belli che ha visto? “Tagikistan al confine con l’Afghanistan, ci sono piste a 4.000 m dove sei circondato da montagne alte 7.000/8.000 m. Ma non sono da meno i paesaggi dello Utah e del Colorado".
Lyndon Poskitt in sella alla sua KTM 450

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