di Marco Riccardi - 03 July 2018

Cobo, l'eccellenza italiana dei display TFT

L'azienda italiana Cobo è leader nel settore delle strumentazioni a colori e fornisce alcune grandi Case motociclistiche. L'ultima evoluzione dei cruscotti è lo schermo TFT che permette di realizzare grafiche innovative. Approfondimenti, interviste e novità per il futuro
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  • 1/19 Una delle visualizzazioni del contagiri della Triumph Street Triple. Con l'aumentare dei giri la linea appena visibile sotto la spia del folle (N) si dilata sino a ricoprire lo schermo

    Gli ultimissimi display TFT (Thin Film Transistor, ovvero transistor a pellicola sottile) ci hanno mostrato quanto la tecnologia che usiamo quotidianamente possa trovare spazio anche sulle nostre moto. Navigatori, app, connettività, segnali di avviso e possibilità di personalizzare l’interfaccia grafica sono solo alcune delle caratteristiche che, oggi, vediamo sulle strumentazioni. La tecnologia TFT ha in un certo senso rivoluzionato il rapporto fra l’utente e il veicolo: a disposizione ora ci sono una mole di informazioni prima impensabili sui display LCD, decisamente meno versatili. I displayi TFT sono stati usati per la prima volta su una moto supersportiva nel 2011, sulla Ducati 1199 Panigale, costituendo un vero balzo generazionale. Ed è un primato italiano, realizzato dalla Cobo di Leno. L'azienda bresciana è specializzata in questi cruscotti e ad oggi ne ha prodotti oltre 60.000 per i manubri di Ducati e pure di Aprilia, Energica, KTM, MV Agusta e Triumph. Quali siano le difficoltà di produzione di questa tecnologia lo spiega l'ingegner Carlo Linetti, vice presidente di Cobo.

    Cobo, l'eccellenza italiana dei display TFT

    "Siamo stati i primi a utilizzare la tecnologia TFT sulla moto e questo ha facilitato il nostro contatto con le Case produttrici. Non sono molte le aziende in questo campo che hanno la capacità e la flessibilità di adattarsi ai numeri non proprio da industria automotive della motocicletta, ma ancora di più, sono le diverse necessità che richiede un cruscotto da moto. Pensate solo alle vibrazioni, alle continue sollecitazioni o alle condizioni meteo, al sole e all'acqua". L'ingegner Carlo Linetti, vice presidente di Cobo, spiega che ad esempio il cruscotto TFT della Triumph Street Triple RS ha richiesto un anno e mezzo di progettazione, con gli ultimi 9 mesi spesi in continue prove e messe a punto. "Però non è stato un lavoro facile perché dovevamo soddisfare di imput di progetto da parte degli ingegneri di Triumph di 1.200 pagine! Questo per far capire quanto sia importante il confronto con le aziende. Rispetto al passato è stato più rapido arrivare alla risoluzione finale perché abbiamo applicato un processore di nuova generazione che è più veloce nel suo lavoro di calcolo. Questo ha permesso di lavorare contemporaneamente sulla parte grafica e sul software di gestione dello strumento. Prima dovevamo concludere un programma e solo dopo iniziare un altro. Di fatto il tempo di progettazione si dilatava. Come potete ben capire dalla grafica che abbiamo dato al cruscotto e alla possibilità di personalizzarlo nei temi di visualizzazione e nello stile tantissimo lavoro è stato fatto dai tecnici software. Ma anche la parte esterna del cruscotto ha avuto bisogno di diversi componenti rispetto al passato: un display così brillante ha bisogno di uno schermo con un particolare trattamento antigraffio della lente, oltre a un sistema antiappannante che interessa sempre la lente, oltre a delle valvole sul dorso del cruscotto che eliminano la possibile condensa che si forma nello strumento e dovuta al riscaldamento dei componenti".

    Cobo, l'eccellenza italiana dei display TFT

    Carlo Linetti ci illustra anche quanto la tecnologia TFT permetterà di migliorare la "relazione" con il cruscotto della nostra moto.

    "Tutti noi viviamo con lo smartphone in mano - esordisce il responsabile di Cobo - e ci siamo abituati all'elevato standard di grafica che troviamo sui vari dispositivi elettronici che usiamo tutti i giorni. In questo caso problemi ad avere display uguali alla prossima tecnologia dei visori non ce ne sono perché chi costruisce gli schermi quando evolve il prodotto lo fa per tutti i dispositivi non solo, magari, per avere una televisione più brillante. E non vedo nemmeno difficoltà nel software perché non ci sono problemi nel modificare grafica, i colori, le varie animazioni e nemmeno ad introdurre altre funzioni o voci nel menu, basta lavorare sulla programmazione, lasciando inalterato il resto del display. Un cruscotto acceso è una parte importante del design della moto tanto che le grafiche vengono scelte sempre dal Costruttore. Una moto da turismo non ha le stesse necessità di una supersportiva, ma il vantaggio di un TFT è quello di poter cambiare a piacimento la propria configurazione".

    Cobo, l'eccellenza italiana dei display TFT

    Un potenziale da scoprire

    Il cruscotto di una moto ha al suo interno delle potenzialità elevatissime e lo vediamo quando ci si avvicina alle mappature, alle possibilità di settare il motore e la ciclistica secondo le proprie necessità, il percorso o il circuito che dobbiamo affrontare. Certo le variabili sono tantissime: le funzioni dei display delle moto supersportive prevedono svariati menu e sottopagine. E non sempre è facile navigare in questi display. Un cruscotto non è ancora un computer ma si sta migliorando anche l'interfaccia con il pilota per rendere più facile e intuitiva la connessione con il resto del mondo. Un fattore che interessa sempre di più la "logica" dei nuovi cruscotti è quello della connettività. La necessità di sentirsi in continuo dialogo con il mondo è ormai una costante universale, non legata a fattori generazionali ma a strette necessità. Anche in questo caso il cruscotto può trasformarsi in un collettore di informazioni.

    La prossima generazione dei display prevede proprio di andare a gestire le notizie che arrivano dall'esterno, che nel nostro mondo a due ruote sono la capacità di interfacciarsi con altri utenti. Inoltre, è tecnicamente fattibile far apparire anche le App del nostro smartphone sul display di un cruscotto e incrementare quello che oggi è già presente sui grandi schermi delle automobili: la connettività e la condivisione dei mondi social. La capacità di rimanere sempre "collegati" è la prossima frontiera. Serviranno dei sistemi di connessione che oggi già esistono nel mondo della comunicazione (come bluetooth migliorati e wi-fi) perché rimane il fatto che la comunicazione con il cruscotto verrà attuata attraverso il casco e i comandi vocali. Gestirli in modo che non diano disturbo alla concentrazione del pilota mentre guida è un'altra area di grande interesse. Oltremodo il comando vocale che si può impartire da un microfono inserito in un casco è comunque disturbato da quanto succede all'esterno, dal vento, dai rumori, dal fruscio aerodinamico. Ma è solo questione di tempo.

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    L'ultima novità

    Cobo Track Tracer è fra le ultime novità di Cobo. Si tratta di un sistema completo composto da cruscotto, software di gestione per PC/Tablet e utenza storage per archiviazione dati. Il cruscotto, oltre a visualizzare tutti i dati già presenti nella dotazione di serie della moto, permette di collegare una serie di sensori e registrare le informazioni in un datalogger interno. Grazie al modulo GPS integrato, è possibile creare una vera telemetria cronometrica.

    Le modalità di visualizzazione sul display TFT a colori, le logiche di attivazione delle spie di segnalazione, i segnali da registrare nella telemetria e tante altre funzioni possono essere impostate e calibrate tramite il software Track Tracer. Naturalmente, il software permette anche il download dei dati registrati in telemetria e la condivisione con altri utenti. Per maggiori informazioni potete visitare il sito web ufficiale e scoprire qual'è il cruscotto più adatto alla vostra moto.

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