11 January 2007

Confronto H-D Night Rod e Street Glide

Turismo e cattiveria secondo Harley-Davidson.

Come sono




A confronto le due anime del marchio americano. Da un lato la Street Glide col nuovo motore da 1.584 cc che incarna il concetto di Cruiser. Dall’altro la Night Rod Special da 1.130 cc: vera “bruciasemafori” da quasi 100 CV alla ruota e gommona posteriore da ben 240 mm. Costano 19.000 e 23.000 euro.

Quando il buio della sera cala in città, lunghe sagome scure sostano disinvolte davanti i locali di tendenza. Sono due Harley-Davidson: la Night Rod Special e la Street Glide.

Night Rod Special

L’ultima nata della famiglia V-Rod è la più cattiva ed entusiasmante tra le cruiser Harley-Davidson.
E’ una sorta di dragster con targa e fanali, fatta apposta per essere esibita. Il cupolino, il doppio scarico sovrapposto, la verniciatura nero su nero e i cerchi lenticolari neri con le finestrature mostrano un’indole sfacciatamente racing.
Il propulsore è il Revolution di 1.130 cc che, insieme a telaio, sospensioni e sovrastrutture, mostra il volto tenebroso di una moto che non conosce mezze misure
.
Raffreddato a liquido e con quattro valvole per cilindro, soddisfa per l’elasticità e la schiena vigorosa di cui è dotato (al banco abbiamo registrato una coppia massima di 9,04 kgm alla ruota a 7.250 giri).
La mastodontica gomma posteriore da 240/40,
oltre che esteticamente appagante, offre una notevole impronta a terra: in accelerazione e sul misto-veloce è un solido appoggio per i 98,21 CV misurati alla ruota dal nostro Centro Prove.

Street Glide

Due cilindri, il logo H-D sul serbatoio e una livrea scura come la notte sono gli unici elementi in comune con la night Rod Special. Per il resto è tutta diversa.
E’ una vera e propria poltrona su due ruote, nata per affrontare anche lunghi viaggi
.
Spicca nella strumentazione l’impianto Advanced Audio System di Harman/Kardon.
Il motore è senza dubbio il piatto forte della versione 2007, il nuovo bicilindrico ad aste e bilanceri di 1.584 cc è più elastico e reattivo del suo predecessore: mentre nella versione precedente, quando si guidava con passeggero al seguito e a pieno carico di bagagli, la Street Glide soffriva soprattutto in ripresa, obbligando ad utilizzare spesso il selettore delle marce, ora basta aprire il gas per avere accelerazioni di rilievo. Un’altra novità di cui ha beneficiato la Street Glide è il cambio Cruise Drive a sei rapporti che l’anno passato equipaggiava solo le Dyna. Insomma Street Glide si conferma la più “cool” tra le touring e mantiene inalterata la sua fama di macinachilometri.

Come vanno





C'è solo un’affinità tra le due moto: l’esclusività del prezzo. La Night Rod Special costa 19.000 euro, mentre sono necessari 23.000 euro per la Street Glide. Cifre che rimangono alla portata di una cerchia di appassionati motociclisti ristretta ed élitaria, come si conviene alla tradizione Harley-Davidson.

Night Rod Special

Spinge sin dalla prima fase di apertura dell’acceleratore e prosegue in un buon allungo fino a sfiorare quota 9.000 giri prima che entri il limitatore. Spalancando il gas a piene mani il comportamento rimane sempre neutro, grazie al lungo interasse di 1.715 mm che mantiene solida e rigorosa la ciclistica.
Va bene anche nel misto veloce per il feeling che riesce a trasmettere sia in appoggio sia in uscita di curva.
Nell’utilizzo urbano paga un peso non certo esiguo
e una posizione in sella che nelle manovre cittadine rende difficile la gestione del mezzo.
Impressionante invece è la risposta dell’impianto della Night Rod Special: i due dischi anteriori da 300 mm, abbinati a pinze Brembo, offrono frenate modulabili ed efficaci, con spazi di arresto degni di una sportiva.

Street Glide

La stazza della Street Glide è importante (342,4 kg registrati alla nostra bilancia), ma il motore aiuta ad uscire agilmente anche dalle curve più strette.
Il bilanciamento dei pesi calibrato, la frizione morbidissima, l’ampia leva offerta dal manubrio e l’elasticità del motore aiutano a divincolarsi anche nel traffico.
Ma il vero pane per la grossa touring sono sicuramente i tratti extraurbani, dove si possono meglio apprezzare le sue doti in totale relax, facendosi cullare dal pulsare regolare del twin e dall’efficacia del nuovo impianto audio da 40 Watt della Harman/Pardon. Unico appunto va alle sospensioni. Gravate dal peso non certo esiguo, offrono una taratura inevitabilmente sostenuta e ciò inficia il comfort: le piccole asperità sono ben digerite, ma dossi e tombini si “sentono” nelle braccia e sul fondoschiena. Il comparto frenante invece si comporta dignitosamente in ogni circostanza: messo ripetutamente alla prova sui tornanti montani non ha perso efficacia neanche dopo un utilizzo affaticante.

Il banco





Insensato proporre un paragone per i picchi di potenza: Il motore Revolution svetta senza problemi fin quasi a toccare i 100 CV e sfodera notevoli doti di allungo.
Interessante invece notare che, a parità di  giri, il 1.584 a due valvole supera, proprio in potenza, il più moderno propulsore della Night Rod.
Quanto alla coppia, 10,6 kgm sono di assoluto riferimento.

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