Buell White Lightning: memorabile!

Brutta, sgraziata, tosta da guidare e poi si rompeva pure. Ma la White Lightning resta una delle moto più belle e affascinanti della storia

Buell white lightning: memorabile!

Puoi essere fissato dei semimanubri, oppure per te ci sono solo le enduro. Ami le turistiche o sei fedele a un marchio per tutta la vita. Non importa. Ci sono delle moto che ti piaceranno sempre e comunque. Quante sono? Poche, se vogliamo una decina, e per me una di queste è la Buell White Lightning. Tra l'altro la prima volta che l'abbiamo vista sulle pagine di Super Wheels è stato in un test di assaggio che ha scritto per noi Kevin Ash, che qui voglio ricordare con un forte abbraccio.

 

PARLIAMO DI TECNICA?

Sì, ok, ma proprio a spanne. Perché se c'è una cosa che interessa poco sono le cose meccaniche, anche se di tutto rispetto. Le teste - dal bellissimo nome Thunderstorm high flow heads - i condotti, le valvole e le camere di scoppio, tutto ridisegnato per arrivare a 93 CV alla ruota. Che, sembrerà anche pochino per un 1200, ma è il 1200 della Sporstster, un motore di certo non nato per correre. Poi c'è un solo discone anteriore e il telaio a traliccio, non proprio una novità se non per il fatto che ha il mono piazzato sotto il motore.

 

PRIMI A CENTRALIZZARE  LE MASSE

Adesso tutti centralizzano le masse. Certo, non è un concetto straordinario scoperto negli ultimi anni, ma oggi tutti ne parlano. Ma la prima vola che l'abbiamo sentito spiegare a una presentazione stampa è stato a proposito della White Lightning. Per questo la moto è cortissima e ha il mono e lo scarico sotto il motore, soluzione che - vedete bene - solo da qualche anno si sta espandendo su molti modelli (Panigale, per esempio). Dicevo, perché ci interessa poco la tecnica? Perché il bello di questa moto è l'estetica, e poi il gusto che dà nel guidarla. E, prima di tutto, il fascino.

 

È BRUTTA, ANZI NO, BELLISSIMA

Appena vista abbiamo detto che non ci pareva proprio un capolavoro di design. Corta, sgraziata, senza un posto decente per metterci la targa (trovatemi una WL con la targa messa dove dovrebbe stare), con questo codone stile '60 e poi il motorone HD che evidentemente stona se vuoi farci una sportiva attorno, il carter occupa lo spazio di una 500 (la macchina…). Col senno di poi - ulteriore conferma che col design non ci si raccapezza per niente - ci sembra invece bellissima. Con la meccanica tutta in vista, le strutture essenziali, il bianco perlato che al sole rimbalza riflessi azzurri. Se andate a qualche raduno custom ne trovate poi di bellissime, perché la WL è naturalmente pronta per le customizzazioni. E qui ce ne sono da vendere.

 

COME VA? SORPRESONA

La prima volta che l'ho guidata è stato in pista, a Misano. Di certo non il suo ambiente preferito, anzi, la WL in pista c'entra come i cavoli a merenda. Eppure mi ha sorpreso. Infatti pensavo, ok Erik, tu sarai anche uno sportivo, ma tutto a modo tuo. Come ti salta in mente di fare una naked estrema con il motore di una paciosa custom? 150 kg di motore che nemmeno ci stanno in questo telaietto compatto, figuriamoci cosa salta fuori. Invece la WL in pista andava da dio. Ovvio, mica una Brutale, ma era bella solida, precisa, divertente, e il motore non frullava mica male. Infatti durava poco.

 

SI ROMPE SEMPRE, MA CHISSENEFREGA

Non che saltassero fuori le bielle, almeno a noi quello non è successo, ma se andavi a fare un bel giro potevi scommettere che qualcosa per strada la seminavi. In quegli anni Carlo Talamo organizzava giri con le Triumph e le Buell, e nel tragitto era sempre in programma una sosta per la riparazione di queste ultime. I ragazzi  Buell non erano rassegnati, ma organizzati: in tasca avevano tutti gli attrezzi della vecchia scuola. Pinze e spranga. Dopo un po' di strada, un segno e via, accostare. Poi li vedevi piegati sotto la moto con a sistemare lo scarico che saltava via; dopo qualche minuto si ripartiva. Mica si incazzavano. No, si sapeva, volevi la Buell? Allora portati le pinze e la spranga. Ed erano tutti felici.

 

ADESSO NON LE FANNO PIÙ

Adesso le Buell non le fanno proprio più: Il 30 Ottobre 2009 la Buell Motorcycle Company ha cessato la sua attività, mettendo fine a una storia durata 26 anni.  Così dice il comunicato ufficiale. Dispiace, certo, però devo dire che le ultime mi mancano solo moralmente. Dispiace quanto dispiace per qualsiasi marchio di moto, ma devo dire che le Buell che hanno fatto dai modelli dal telaio-serbatoio in poi non mi sono mai piaciute. Belle da guidare, perché uniche con quel particolare mix di agilità & bicilindrico, ma la White Lightning era tutta un'altra storia.

 

P.S.: la Buell ha cessato di esistere come emanazione Harley-Davidson, ma è rinata come Erik Buell Racing e ha dato alla luce la bella EBR 1190RS. Da qualche mese qualcosa bolle in pentola… Cliccate qui (e qui per il sito ufficiale erik Buell Racing).

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