26 January 2013

Benelli TnT stunt show

La Casa di Pesaro, di proprietà cinese, è oggetto in Asia di campagne promozionali che puntano sull’emozionalità, sull’italianità, sulla sportività. Intanto da noi Benelli si gioca tutto su una entry level di origine orientale…

Benelli tnt stunt show

L’articolo sul listino Benelli 2013, che trovate qui, ha suscitato qualche discussione in rete. La novità per la Marca del Leone è per quest’anno la BN600, una entry level di origine orientale che entra nel segmento delle naked 4 cilindri di media cilindrata. Le discussioni vertono sull’opportunità di proporre oggi una moto del genere, sebbene ad un prezzo inferiore ai 6.000 euro, in una fascia di mercato che sta inesorabilmente contraendosi (cliccate qui per le statistiche di mercato del 2012, che mostrano un callo di oltre il 50% per le moto di 600 cc). Il tutto mentre Benelli ha in listino moto come quella che vedete nel video a cura di Benelli Vietnam: una TnT 899 impegnata in una serie di trick...



TNT CONTRO TUTTI
In Asia la Benelli è oggetto di tutt’altro tipo di attenzione da parte del Gruppo Qinjiang (proprietario della Casa di Pesaro), che spinge il marchio facendo leva sul blasone, sulla storia ma, soprattutto, sull’impatto emozionale che moto come la muscolosa TnT possono avere sui motociclisti. Certo, questa moto da noi è sul mercato da ormai quasi 10 anni, ma riesce a dimostrare ancora tutto il proprio valore, sia nella versione top TnT R (cliccate qui per il video della comparativa maxi naked sportive), sia in quella di 899 cc (cliccate qui per il video della prova delle medie nude italiane).

IL LEONE RUGGISCE… IN CINESE
In definitiva, mentre da noi la Benelli si avvia a puntare sempre più sull’abbordabilità delle proprie moto, lontano dai nostri confini (ma vicino a quelli del Paese dove stanno di casa i proprietari del Marchio) le moto della gloriosa Marca di Pesaro vengono “spinte” con video come quello che vi proponiamo. Chiaramente la situazione socioeconomica è del tutto non paragonabile, ma fa sempre un po’ effetto accorgersi di quanto noi italiani siamo in grado di non vedere la nostra grandezza (almeno quella potenziale). Sulle scelte tecniche ed industriali fatte dalla Benelli in passato si potrebbe poi anche discutere, di certo non devono essere state azzeccatissime, se hanno costretto i precedenti proprietari del marchio a cederlo ai cinesi. I quali ora vendono le nostre moto da loro e le loro da noi. Nel cambio chi ci guadagna?

 

 

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