Andrea Mazzali: il Campione

Dopo essersi formato nel fuoristrada Andrea Mazzali (Mazéla) è passato alla pista, vincendo un Titolo Italiano. È il più versatile dei tester di Super Wheels, capace di tutto: gomiti, derapate, impennate. E non cade nemmeno, gli venga un accidente

Andrea mazzali: il campione

di Aldo Ballerini

 

Riassunto delle puntate precedenti. Abbiamo parlato di Marco Poli (cliccate qui), stupendo nelle fotografie, inventore del gomito per terra, ma di moto non capisce niente. Poi di Fausto Severi (cliccate qui), the Wheeling professor, un titolo, una certezza. Per completare la presentazione del cuore della “Pattuglia Acrobatica” di Super Wheels, ora manca Andrea Mazzali. Ecco qua.

 

FORTE SULLA TERRA FORTE IN PISTA

Andrea arriva dal fuoristrada. Nei primi tempi di SW c'era una teoria: per andare forte in pista devi essere forte nel fuoristrada. Ora è superata, visto che ci sono dei ragazzini che pur non avendo mai visto la terra vanno come delle schioppettate; oggi per andare forte devi iniziare a due anni, poche storie.  Secondo questa teoria un crossista va forte in pista perché essendo abituato a sentire la moto che scappa via, sull'asfalto dà gas fino a quando la ruota non perde aderenza, tornando nella sua condizione naturale. Quindi, semplificando, dando più gas va più forte. Un po' semplicistica questa storia, perché ci sono anche le curve e le traiettoria, ma in realtà Andrea faceva proprio così. La prima volta in cui si è parlato di Mazéla è stato al Nürburgring, 1991, quando si è fatto il Karussel di traverso seguito da una scia di scintille. Io non l'ho visto (meno male, avrei smesso di andare in moto), ma ho visto lo snodo della sospensione posteriore della Ex-Up grattato. Andrea entrava sui lastroni di cemento a manetta, e la moto si schiacciava fino a toccare sulle giunzioni. Paura 

 

CI HA PORTATO SULLE ZOLLE

Teoria o no, Mazzali è un entusiasta della scuola fuoristradistica. Così una volta, a noi apprendisti tester, ci ha portati in campagna, a zampettare su un campo arato. “Dai, che imparate a controllare la moto e dopo andate più forte!”. Una fatica bestia. E mica per guidare, no, solo per restare in piedi malamente. Ma perché tutta questa fatica? A che pro? Poi, detto tra noi, chi vuole andare forte? Io no. A questo proposito ho una teoria. Per quanto tu vada forte c'è sempre un oceano di piloti che va più forte di te; allora, perché mi devo ammazzare? Insomma, Andrea avrà avuto anche ragione a imporci la scuola sulle zolle, ma a noi andava bene anche senza. Fortuna che quel giorno non c'ero, ma me l'hanno raccontato così bene che mi sono immedesimato nei miei sfortunati amici.

 

POLI + SEVERI = MAZZALI

Andrea è un altro talento nato. Io metti su una moto qualsiasi e lui fa tutto: salti in fuoristrada, pieghe in pista, impennate in tutte le salse. Poli ha inventato il gomito, Mazéla il gomito col ditone. Cioè non basta la piega da gomito, che già quella in pochi la fanno, no, lui mentre è sdraiato col gomito fumante stacca pure una mano dal manubrio e fa il segno dell'OK. Con l'altra potrebbe telefonare; forse non ci ha pensato (cliccate qui per qualche foto... significativa).

 

MAZÉLA È PERFIDO (CATTIVO)

Abbiamo detto che questi fenomeni di SW cadono raramente-quasi mai. Fausto, in 30 anni ricordo tre volte e manco era colpa sua; Poli solo qualcuna in più, forse cinque. Mazzali MAI. Ma, Andrea: vuoi fare l'impennata in piedi sulla sella? Il gomito-pollicione? Il record al Mugello? Va bene, fa quello che vuoi, ma per favore ogni tanto dacci una soddisfazione, per favore: sdraiati. No, niente. Cattivo.

 

MAI DIRE “NON È MAI CADUTO”, PORTA SFIGA

Ad essere precisi Andrea è caduto, due volte. Una, se ci seguite, la sapete, al Nürburgring, scivolato su una striscia di liquidi di raffreddamento. L'altra a Varano, con una CBR600F. Era appena entrato in pista e noi ci facevamo belli elogiando le sua estreme doti di guida. Proprio mentre qualcuno ha detto “non è mai caduto”, sentiamo lo stridere di carene in terra. Insomma, era accaduto ciò che per noi era impossibile: Andrea, per la prima volta in anni e anni di numeri da circo compiuti senza manco una minima scivolata, questa volta era caduto. Le parole a volte feriscono, occhio. 

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