Il tempo scorre sotto le ruote: da un orologio a un display TFT

18 June 2018
di Marco Riccardi
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  • 1/19 La strumentazione della BMW R 39 del 1925
    È la prima puntata di un viaggio che attraversa 95 anni di storia di BMW, attraverso quello che è la immediata interfaccia tra la moto e il pilota, ovvero il cruscotto. Scopriremo come si è evoluto dall'"orologio" della R 32 al sofisticato display TFT della R 1200 GS

    Essere collegati “in continuo” con il mondo è diventata una reale necessità anche per i motociclisti. E questa immediata interfaccia si ottiene con la complicità della strumentazione che accompagna il “ponte di comando” di moto e scooter. L’evoluzione dell’elettronica ha fatto sì che il semplice “orologio” meccanico della R 32 del 1923, capace unicamente di contare i chilometri che scorrevano sotto le ruote e azionato da un sottile anello di gomma nera, si sia trasformato in un vero e proprio computer in grado di monitorare l’intera moto, ma non solo, perché l’attuale generazione della strumentazione dal display TFT prevede anche la possibilità di gestire le notizie che arrivano dall'esterno.

    Il tempo scorre sotto le ruote: da un orologio a un display TFT

    BMW con il suo sistema Connectivity, offerto in optional per le entrofuoristrada R 1200 GS, F 850 GS e 750 GS oltre che per lo scooter C 400 X, dispone di uno dei più completi e avanzati strumenti multifunzionali disponibili nel mondo delle due ruote. L’interfaccia è un visore a colori TFT da 6,5 pollici (derivato dall’esperienza automobilistica della Casa di Monaco) dove scorrono, attivate dal blocchetto sinistro dei comandi al manubrio e dal sistema Multicontroller (la rotonda manopola sempre sul lato sinistro del manubrio), le tantissime informazioni che riguardano non solo dati essenziali come velocità e numero dei giri/min del motore, ma numerosi altri parametri che monitorano lo stato di salute della moto. Il nuovo display TFT presenta anche il Computer PRO di bordo che permette un accesso semplice e all’avanguardia alle regolazioni della stessa moto: il motociclista può visualizzare la pressione effettiva degli pneumatici anteriori e posteriori, mentre sono evidenziate anche le pressioni ottimali prescritte dal Costruttore.
    Questo cruscotto TFT si connette con “il resto del mondo” allacciandosi a uno smartphone o a un casco dotato del sistema di comunicazioni BMW Motorrad senza dover installare una specifica APP, ma usando una connessione Bluetooth: così si può ascoltare la musica preferita navigando nella playlist, telefonare scegliendo chi chiamare da una rubrica oppure rifiutare una telefonata in arrivo.

    Installando sullo smartphone una specifica modalità BMW Motorrad Connected App, scaricata gratuitamente da Google e dagli App store di Apple, si può introdurre la navigazione a “frecce”, seguendo così, per arrivare alla destinazione prescelta, le semplici indicazioni grafiche che appaiono sul display del cruscotto. La navigazione a frecce offre indicazioni precise, comprese quelle riguardanti la scelta delle corsie da seguire. Inoltre, si può richiamare le ultime destinazioni o punti d’interesse utilizzando il display TFT. BMW Motorrad Connected App offre anche altre funzioni come la registrazione dei percorsi già effettuati e altre informazioni sugli spostamenti fatti e tutto questo può essere condiviso anche con altri motociclisti attraverso la Community REVER.

    BMW R 32 - 1923

    Al termine del primo conflitto mondiale la BMW, impegnata fino allora nella costruzione di motori per aeroplani da combattimento - come il leggendario Fokker del Barone Rosso -, cerca un altro sbocco produttivo. La scelta cade sulla moto, grazie anche a una squadra di appassionati delle due ruote presente nell'organico della Casa. Nel tardo autunno del 1922 il direttore generale Franz-Josef Popp commissiona al responsabile tecnico Max Fritz di progettare la prima moto BMW. Max Fritz s’impegna allo spasimo: il motore di 494 cc (ispirato all'inglese ABC di 400 cc dell'ingegner Granville Bradshaw) avrà due cilindri orizzontali contrapposti a valvole laterali, accreditato di 8,5 CV di potenza massima a 3.300 giri ma con trasmissione ad albero, ospitato in un solido telaio a doppia culla continua. La moto è pronta per essere avviata alla produzione nell'autunno dell'anno successivo e viene esposta, con grande successo, al Salone di Parigi, la più importante esposizione motoristica dell'epoca. Nasce così il primo boxer della leggendaria famiglia BMW ed è siglato R 32. Una curiosità: non si è mai chiarito il significato del numero 32; la R invece quasi certamente sta per "rad", ruota in tedesco, qui intesa come abbreviazione di "motorrad", motocicletta.

    Il tempo scorre sotto le ruote: da un orologio a un display TFT
    BMW R 32 del 1923

    BMW R 1200 GS - 2018

    Da almeno una dozzina d'anni la R 1200 GS è il modello iconico per eccellenza della Casa di Monaco di Baviera: best seller del segmento maxienduro (ma non solo, perché al comando da anni della classifica generale delle vendite, affonda le sue origini nel lontano 1980, quando al Salone di Colonia fece il suo esordio la R 80 G/S, Gelände/Strasse = Fuoristrada/Strada, binomio significativo di una versatilità divenuta proverbiale. Nei modelli successivi scomparirà la barra obliqua e la sigla GS sarà acronimo di Gelände Sport a indicare una maggiore predisposizione all'asfalto.

    Cresciuta nella sua evoluzione alle cilindrate di 1.000 (1987), 1.100 (1993) e 1.150 cc (1999), nel 2004 raggiunge la piena maturità con il boxer da 1.200 cc. L'ultima generazione segna una rivoluzione nel bicilindrico che beneficia del raffreddamento a liquido, della frizione in bagno d’olio, di vari dispositivi contro le vibrazioni, di testate a quattro valvole completamente rifatte con punterie a dito per avere una potenza massima che sale a 125 CV a 7.750 giri/min. La trasmissione finale ad albero, per la prima volta nella storia del boxer, passa sul lato sinistro.

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    BMW R 1200 GS Rallye 2018
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