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Ducati 899 (Panigalina): versione definitiva?

Gira in rete questa foto della nuova media Ducati sportiva attesa per il prossimo Salone di Milano. Motore inedito da oltre 150 CV. Arrivano il forcellone bibraccio e (probabilmente) la forcella Showa Big Piston

di Tarcisio Olgiati

Come anticipato in questo articolo in cui facevamo una carrellata delle novità in attesa di essere presentate a Eicma 2013, il prossimo novembre una delle moto più attese sarà la “baby Panigale”. Se n’è parlato, si sono fatte supposizioni, tutt’ora non ci sono informazioni ufficiali. In compenso c’è la foto della versione praticamente definitiva, di cui si sa che è stata scattata nei dintorni di Lecco (qualcuno dice Varenna, qualcuno dice Perledo). L’abbiamo beccata su Facebook e, osservandola, si riesce a definire un quadro piuttosto preciso di come sarà questa moto, cosa che possiamo fare anche interpolando le informazioni derivate dall’esame della foto con quelle in nostro possesso e con quelle ormai da tempo circolanti sul web.

 

PARTICOLARE RIVELATORE

Il logo è coperto col nastro. Che bisogno ci sarebbe di coprire il nome della Panigale? Evidentemente lì sotto non c’è scritto 1199. Magari la cifra potrebbe essere 899? Di certo la cosa fa pensare ad un modello definitivo, altrimenti sarebbe bastato non mettere il logo. Quindi non si tratta di un prototipo, bensì di un esemplare di preserie fatto e finito, a cui sono applicati sensori e marchingegni vari che in questi casi sono normali. Insomma, questa moto verrà presentata così come la vedete, con tanto di forcellone bibraccio.

 

DOPPIO BRACCIO E GROSSI PISTONI

La cosa che salta subito all’occhio è infatti la drastica modifica ciclistica al retrotreno: scompare il monobraccio caratteristico della Panigale e arriva un forcellone bibraccio di forma curva o a banana, come di dice. Per il resto il telaio dovrebbe seguire la filosofia introdotta dalla 1199, col motore in funzione portante montato leggermente inclinato all’indietro e integrato con una struttura monoscocca anteriore. Le sospensioni saranno di qualità anche se verosimilmente di livello inferiore a quelle montate sulla Panigale. Dalla foto non si capisce molto, ma certo la forcella non è una Öhlins anzi, guardando la piastra di sterzo sembrerebbe una Showa Big Pist. Il monoammortizzatore, di cui la foto non svela il posizionamento ma che si presume per coerenza montato in posizione orizzontale sulla sinistra, potrebbe essere un Sachs, montato però senza il dispositivo che cambia la progressività.

 

RUOTE (FONICHE E NON)

Sono diversi i cerchi, con disegno a 5 razze tangenziali sdoppiate. Quello anteriore, ripreso da destra, non ci “racconta” nulla sulla presenza o meno della ruota fonica, ma è presumibile che la “Panigalina” vanterà  un’elettronica simile a quella della 1199 (se non la stessa). Quindi aspettiamoci l’ABS, il traction control, il controllo del freno motore, il cambio elettronico e i riding mode, magari non tutto di serie (plausibile l’arrivo delle due canoniche versioni: Base e S).

 

BABY SUPERQUADRO

Parlando di motore, l’unità dovrebbe essere totalmente inedita, quindi non l’848 dell’attuale media sportiva di Borgo Panigale né l’821 della Hypermotard/Hyperstrada. Dovrebbe arrivare un propulsore progettato con gli stessi criteri del motore della Panigale e con cilindrata di 899 cc (quindi scordiamoci le corse, dato che i regolamenti Supersport non prevedono questa cubatura e certamente nessuno va a correre in STK 1000 o in SBK con un 900…): misure da superquadro (a corsa cortissima), distribuzione a catena, cilindri contenuti nel basamento, alti regimi di rotazione (limitatore a 11.500 giri, come per il 1199). La potenza? A metà tra 150 e 160 CV.

 

RISPARMIARE MA NON TROPPO

A Bologna è in atto un processo inequivocabile di downsizing, con gli ultimi due nuovi motori entrambi di cilindrata ridotta rispetto ai soliti 1000/1200 cc. È vero, c’è il motore della Panigale, ma esiste ormai da anni ed è stato il frutto di un progetto sicuramente iniziato prima dell’acuirsi della crisi. Certo, resta il 1200 Testastretta usato per la Diavel, la Multistrada e la futura “super Monster”, ma appunto non è un motore nuovo. Comunque un motore del genere, se è veramente frutto della stessa tecnologia di quello della Panigale, sarà realizzato con abbondante uso di materiali pregiati, quindi non dovrebbe “aiutare” a contenere il prezzo della moto, che parrebbe invece essere la ragione della scelta del monobraccio (elemento, questo, che comunque è già stato usato dalla Ducati per distinguere anche visivamente i modelli della stessa famiglia ma di classe diversa, come avvenuto con la prima Multistrada e le Monster, ad esempio). Dalle informazioni che filtrano da Borgo Panigale, altri risparmi sarebbero stati raggiunti usando la strumentazione con LCD convenzionale invece che a colori e il serbatoio in acciaio invece che alluminio. Ma il prezzo non sarà popolare. Diciamo che potrebbe costare più o meno come la 848 Evo Corse SE, quindi circa 16.000 euro, ma con tutt’altra tecnologia e raffinatezza.

 

DUE COLORI E DUE POSTI

Evidente dalla foto la configurazione biposto, ma con le pedane del passeggero facilmente removibili… Per la veste estetica, a parte il canonico rosso con cerchi neri, si vocifera di una variante bianca con cerchi rossi, come la versione “White” della 848 Evo 2011.

Quando arriva? Dalla foto, dicevamo, si vede bene che il modello è definitivo, quindi a Eicma 2013 questa Ducati sarà fortemente candidata al ruolo di più interessante e bella novità del salone. Ma per quel momento, di lei si dovrebbe già sapere tutto, dato che la presentazione per la stampa dovrebbe essere anticipata tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

 

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