Yamaha Tracer 900 e Tracer 900 GT: crescono i contenuti, resta il divertimento

13 April 2018
di Fabio Meloni
  • Salva
  • Condividi
  • 1/11 Yamaha Tracer 900 GT 2018: foto dal press test di Granada
    Prova Yamaha Tracer 900 e 900 GT 2018. Migliorata la crossover tre cilindri nelle finiture, nella protezione aerodinamica e nel comfort per pilota e passeggero. Arriva anche la versione GT, più accessoriata. Ecco le prime impressioni di guida da Granada, con i pregi e i difetti

    Dopo avervi svelato tutti i segreti delle nuove Yamaha Tracer 900 e 900 GT (qui trovate anche un video), è arrivato il momento di salire in sella. Di seguito vi raccontiamo com'è andato il nostro test sulle strade di Granada.

    Ha senso stravolgere un progetto vincente e apprezzato? No, ovviamente: che domande. Semmai si può provare a migliorarlo, quello sì. Esattamente quello che ha fatto Yamaha con la Tracer 900, modello che per nessuna ragione necessitava grandi cambiamenti. Ciò non toglie che la lista degli aggiornamenti sia lunghetta, a dimostrazione di quanta importanza la Casa dia alla sua crossover. La carenatura è completamente ridisegnata, manubrio e paramani sono nuovi, selle e telaietto posteriore anche, le pedane del passeggero sono più distanti dalla seduta, il "plexi" è più protettivo e il forcellone è stato allungato di 6 cm. È anche arrivata la versione GT, che ha, di serie, strumentazione a colori, cruise control, cambio elettronico (funziona solo a salire di marcia), borse laterali rigide, registro remoto per regolare il precarico del "mono" e forcella completamente regolabile (quella della Tracer 900 si può regolare solo nel precarico e in estensione).

    Come avrete intuito, nella sostanza la Tracer è piuttosto simile alla vecchia versione: il motore è il bel tre cilindri che conosciamo, elastico e ricco di spinta a qualunque regime, e il comportamento tra le curve è, come sempre, piacevole e divertente. Se la cava bene nello stretto grazie ad una buona agilità e ha un gradevole equilibrio che permette di tenere con facilità ritmi... allegri con brio dove le curve si fanno più scorrevoli. Dove migliora sensibilmente è nella protezione aerodinamica: il nuovo plexi fa davvero un buon lavoro, riparando accuratamente anche (ben) oltre i 130 km/h. Considerando che la posizione di guida è piuttosto comoda - almeno tanto quanto valida tra le curve - si può dire senza timore che la Tracer è una moto (ancora più) valida in viaggio. Peccato, invece, che la nuova posizione delle pedane del passeggero interferisca coi talloni del pilota, quando si guida con le punte sulle pedane. La guida col coltello fra i denti non è (mai stata) nelle corde di questa gustosa crossover, più divertente che realmente sportiva; soffre di un certo effetto autoraddrizzante e ha un assetto piuttosto confortevole, cose che, come dicevamo, se non incidono sul divertimento, la rendono un po' meno rigorosa e veloce di concorrenti più "rigide". Ma con la versione GT si è fatto un passo avanti. Il quickshifter aggiunge un... aroma racing, alla guida, ma soprattutto la forcella è più performante di quella della versione standard. È, in particolare, più controllata nella fase di compressione, garantendo un comportamento di guida più equilibrato e apprezzabile a qualunque andatura.

    Troverete il test completo delle nuove Yamaha Tracer 900 e Tracer 900 GT 2018, con approfondimenti e interviste, su Motociclismo di maggio 2018.

    Yamaha Tracer 900 e Tracer 900 GT: crescono i contenuti, resta il divertimento
    Yamaha Tracer 900 GT
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Sposta