"Il Titolo? Ducati e Dovi ci credono, ma niente favori da Michelin"

13 giugno 2017
di Leonardo Parolo
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  • 1/19 Maxi impennata per Dovizioso, vincitore al GP d'Italia
    Ducati MotoGP 2017: ora Dovizioso punta al titolo, inutile nascondersi. Non lo fa Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo Ducati, che ne approfitta per rispondere alle accuse di favoritismo da parte di Michelin dopo la doppia vittoria del Dovi. Ecco le sue parole (anche su Lorenzo)

    Ducati vince grazie a Michelin? Ciabatti dice la sua

    "Il Titolo? Ducati e Dovi ci credono, ma niente favori da Michelin"
    Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati

    Nelle ultime gare la Ducati MotoGP ha dimostrato a tutti di essere estremamente competitiva e in Catalogna e al Mugello ha conquistato anche il gradino più alto del podio davanti alle Case giapponesi e ai "soliti" top rider del circus. Questo grazie ad Andrea Dovizioso, primo dopo Stoner a vincere due volte di fila in MotoGP in sella a una Ducati. In pochi si aspettavano dei risultati così positivi e, come sempre, oltre alle congratulazioni (anche degli avversari, come Crutchlow) non sono mancate le critiche e le polemiche, questa volta riguardo a un paventato favoritismo di Michelin nei confronti della Casa di Borgo Panigale. Alle critiche ha risposto in prima battuta il Direttore Corse di Ducati, Paolo Ciabatti, che in un’intervista a Radio 24 ha smentito in toto offrendo anche una sua lettura del Mondiale in corso e la sua opinione su quello che pare essere l’uomo del momento in MotoGP, oltre che nel box Ducati: Andrea Dovizioso.

    Le gare non si vincono solo con la velocità

    "Il Titolo? Ducati e Dovi ci credono, ma niente favori da Michelin"
    Dovizioso nel box mentre analizza i dati durante il GP di Catalogna

    Parte della vittoria di Dovizioso a Barcellona è stata dovuta alla gestione delle gomme, è chiaro, ma è stato il risultato di un processo di studio e di prova: “Michelin ci dà le gomme che dà a tutti gli altri - dice Ciabatti - e devo dire che nella seconda sessione di prove di sabato, che noi chiamiamo la FP4, la free practice 4, che dura 30 minuti, Dovizioso è stato l’unico a uscire con un pneumatico posteriore medio usato, molto usato, e a fare tutta la sessione per provare a capire quali prestazioni si potevano fare con una gomma che aveva quasi una ventina di giri. Quindi io credo che una delle ragioni del successo e della bellissima prestazione di Andrea sia il fatto che lui aveva preparato la gara e quindi aveva voluto saggiare le prestazioni della gomma, come sarebbe stata verso la fine della gara. Credo sia una scelta che ha fatto solamente lui e credo che abbia pagato”.
    Chiaramente gran parte del merito va a Dovizioso stesso, che dopo la vittoria a Sepang l’anno scorso pare abbia ingranato alla grande: Ciabatti ha rivelato che “Dovizioso ha fatto un grande lavoro questo inverno, non solo di preparazione fisica ma anche di preparazione psicologica, credo che la vittoria a Sepang sette anni dopo quella di Donington gli abbia fatto acquisire una maggiore consapevolezza dei suoi mezzi. Si diceva che il primo a non credere tanto nelle sue doti, nel suo talento era proprio lui, adesso Andrea ci crede, questi due ultimi risultati, Mugello e Barcellona, gli hanno confermato che è un pilota che può combattere alla pari con Marquez, con Rossi, con Pedrosa, con Viñales e con gli altri”.

    Obiettivi e avversari ora ai massimi livelli. Il titolo? Ducati ci crede

    "Il Titolo? Ducati e Dovi ci credono, ma niente favori da Michelin"
    Il team Ducati factory al gran completo festeggia la vittoria di Dovizioso a Barcellona. Sì, c'è anche Lorenzo!

    Essersi avvicinati stabilmente alla zona alta della classifica significa anche doversi trovare costantemente a confronto con quelli che di solito sono i top rider della categoria, quelli in lotta per il Titolo. Ecco chi sono gli avversari da cui guardarsi secondo il Direttore Sportivo Ducati: “Credo che al di là degli ultimi episodi, gli avversari rimangono questi: Viñales e Marquez soprattutto, con tutto il rispetto per Pedrosa e Valentino Rossi. Marquez, nonostante abbia fatto credo sette cadute nel weekend del Montmelo (in realtà "solo" cinque, ndr), ha fatto una bella gara, ha rimontato su Pedrosa che pensavamo tutti avesse il passo per andare via ed è arrivato secondo. Quindi, personalmente, credo siano Marquez e Vinales gli avversari principali e ovviamente i loro compagni di squadra che sono altrettanto competitivi”.

    Infine, visti i risultati in gara e l’attuale classifica, parlare di Titolo Mondiale non è per nulla fuori luogo: il DS Ducati è rimasto coi piedi per terra ma non ha negato che al momento, nonostante la Desmosedici sia un’outsider nella lotta al Mondiale, sia sciocco non pensarci: ecco le sue parole. “Come abbiamo detto, tutti rimaniamo con i piedi per terra, non ci nascondiamo perché a sette punti da Viñales e senza l’incidente in cui Espargaro in Argentina ha buttato a terra Dovizioso, saremmo in testa al mondiale, questa è la verità. Bisogna credere al fatto che c’è una possibilità di provarci, non siamo favoriti, siamo degli outsider però sarebbe sciocco non pensarci. Poi sappiamo anche che la nostra moto ha ancora dei difetti e ci stiamo lavorando, ma credo che siamo riusciti a migliorare decisamente nelle ultime gare e credo anche che il quarto posto di Jorge Lorenzo di ieri in rimonta sia la dimostrazione che in certe condizioni la nostra moto è estremamente competitiva. Noi vogliamo che lo sia e quindi stiamo lavorando per questo. Non pensare al mondiale sarebbe un errore”.

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