Claudio Castiglioni: la storia di un uomo

18 agosto 2011
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  • 1/12 Dave Strijbos che con la Cagiva ha vinto il titolo in 125 nel 1986
    MV Agusta, Ducati, Husqvarna, Moto Morini e soprattutto Cagiva: molti sono i marchi del settore motociclistico italiano che sono passati per le sue mani sapienti. E molte le sue moto che resteranno nella storia

    Claudio castiglioni: la storia di un uomo

    Nella foto, Edi Orioli in sella alla Cagiva Elefant da Dakar

     

    Dalla produzione alle corse, dalla Dakar al Motomondiale, dalle piccole cilindrate alle velocità supersoniche: Claudio Castiglioni amava la moto in tutte le sue forme, come ci ha raccontato anche Giacomo Agostini, e sapeva riconoscerne l’anima. E la sua storia personale ed imprenditoriale ne è un’evidente testimonianza.

     

    Legato a lui indissolubilmente è primo fra tutti il marchio Cagiva (CAstiglioni GIovanni VArese), nata come azienda di minuteria metallica negli anni Cinquanta e dalla quale nel 1978 Claudio realizzò la Cagiva Corse che portò a competere nel Motomondiale con la 500 guidata da Marco Lucchinelli e Gianfranco Bonera. I primi successi Cagiva li ritrova nel motocross, con il titolo costruttori nel 1985, ’86 e ’87 nella classe 125. Nel 1990, giunge la prima affermazione nella Dakar con il friulano Edi Orioli, secondo titolo per il pilota ma primo per la casa varesina che aveva debuttato nel rally africano nel 1985. Poi, nel 1992 la Cagiva è seconda, terza e quarta (Laporte, Arcarons e Morales; Orioli arriva settimo) mentre nel 1993 è di nuovo prima. Nel Motomondiale, invece, si deve attendere fino al 1992 la vittoria ottenuta da Eddie Lawson nel GP di Ungheria o quella di John Kocinski a Laguna Seca nel 1993.

     

    La produzione delle Cagiva trovava posto in uno stabilimento a Schiranna, acquistato da Castiglioni, dove prima venivano assemblate le AMF-Harley Davidson. Per i primi anni, vennero prodotti modelli da strada, enduro e cross ma limitatamente alle piccole cilindrate. La svolta con cubature maggiori si ha nel 1983 con l’adozione di motori Ducati. E con la casa di Borgo Panigale si intrecciò una storia durata fino al 1996: Claudio Castiglioni la comprò in un periodo nero per l’azienda bolognese e, anche grazie al suo genio, le consentì di diventare quello che è oggi. Fu sotto la sua direzione, infatti, che si progettarono 916 e Monster, due moto icona della casa e che ancor’oggi resistono nel nome o nella filosofia di alcune moto moderne di Ducati. Legato a Castiglioni anche il marchio Moto Morini, comprato insieme a Ducati e mantenuto fino al 1996 e Husqvarna (dal 1987 al 2007 quando venne venduta a BMW Motorrad). L’opera di rilancio di queste aziende è stata certamente gestita da Claudio Castiglioni ma con anche il supporto di due nomi altrettanto importanti come Massimo Tamburini e Miguel Galluzzi.

     

    L’impresa più recente di Claudio Castiglioni è il rilancio di MV Agusta, storico marchio italiano che dall’aviazione ha cominciato a dedicarsi anche alle motociclette dal 1945. Venne acquisita nel 1992, quando la produzione era ferma dal 1980; Castiglioni l’ha portata oggi ad essere uno dei marchi italiani più prestigiosi nel mondo, con un carnet di opere come la Brutale e la F4 nelle loro varie declinazioni, fino alla F3, l’ultima idea di Claudio Castiglioni che a breve arriverà nelle concessionarie di tutto il mondo.

     

    Nella galleria fotografica, ripercorriamo la storia di Cagiva nelle competizioni. Qui di seguito, il video della gara a Laguna Seca in cui John Kocinski vinse sulla Cagiva 500.

     

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