2011-06-30 08:40:00

Cipro: il giro dell’isola in moto, dal mare ai monti

Cipro è un misto di storia e arte che vanno dai mosaici romani alle chiese bizantine, ma è anche un misto di terra e mare, con strade, vegetazione e clima variabili dal caldo delle costiere al freddo dei tornati di montagna.
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  • 1/18 Cipro è un misto di storia che va dai mosaici romani alle chiese bizantine, ma è anche un misto di terra e mare, con strade, vegetazione e clima che variano dal caldo delle costiere al freddo dei tornati di montagna.

    LARNAKA: ARRIVO A CIPRO

    LARNAKA: ARRIVO A CIPROQuando si dice “saper scegliere”! Indubbiamente Afrodite, la dea greca dell’amor profano, in fatto di bellezza se ne doveva intendere, visto che come luogo natale scelse il mare che circonda Cipro, terza isola del Mediterraneo (in ordine di grandezza) dopo Sicilia e Sardegna. Quest’isola è la destinazione ideale per un viaggio in moto (a parte la lontananza, non soltanto fisica, dall’Italia), poiché riassume in un’unica destinazione una natura strepitosa (soprattutto nei mesi primaverili), strade costiere panoramiche, traffico più che sopportabile (eccetto forse in agosto, mese comunque sconsigliato a causa delle temperature… infernali), fondo stradale ineccepibile, una regione montuosa tutta da scoprire e un mare che lascia senza fiato. Queste sono soltanto alcune delle ragioni per precipitarsi a Cipro, poi ci sono la gente cordiale, la cucina, i reperti archeologici, le chiese bizantine… È stato un colpo di fulmine sin dall’inizio: nel tragitto dall’aeroporto di Larnaka (come vedremo la formula aereo + moto è quella da preferire) all’hotel siamo circondati da rigogliose piante di mimosa fiorita, il cui profumo e colore saranno un leit-motiv per quasi tutto il viaggio. L’arrivo è nel tardo pomeriggio e quindi passiamo la notte appena fuori Larnaka, sul mare.

    IL LAGO SALATO

    IL LAGO SALATO Al mattino, partiamo alla scoperta dell’isola. È festa nazionale e si vede, le strade sono deserte e i negozi chiusi, nella chiesa ortodossa di Áyos Lázaros, nel vecchio quartiere turco, qualcuno parla con voce tonante ai fedeli: non osiamo entrare temendo di disturbare, tanto sappiamo che di chiese bizantine ne vedremo molte altre nei prossimi giorni. Dirigendoci verso ovest, con destinazione Limassol, facciamo una rapida visita alla moschea di Hala Sultan Tekke. La posizione è suggestiva, sulle sponde del lago salato, circondata da palme, cipressi, ulivi e, nel periodo invernale, da fenicotteri rosa. Riprendiamo la strada e deviamo dalla principale in direzione Pano Lefkara, percorrendo la bella E105; il paese è carino, meriterebbe una passeggiata tra i negozietti che propongono i merletti e gli oggetti d’argento per cui è famosa, ma ci sorprende un acquazzone che ci costringe a cercare riparo sotto un bel pergolato, a sorseggiare un tè caldo in attesa che spiova.

    TAVERNE DI PESCE

    TAVERNE DI PESCE Poco dopo torniamo sui nostri passi per raggiungere Kalavassós. Annidato in una gola, si presenta come un paesino animato anche se molti sono i lavori in corso, molte le case in via di ristrutturazione, una caratteristica che incontreremo spesso lungo il nostro percorso. La guida consiglia di recarci a Ziyi; l’unica attrattiva, però, sono le numerose taverne di pesce, sul lungomare, che offrono le loro specialità. Vale la pena approfittarne, anche se i prezzi non sono molto economici: a Cipro, sembra strano, ma l’offerta gastronomica è piuttosto carnivora.

    LIAMASSOL

    LIAMASSOL La campagna che ci circonda è bella e ordinata, le strade gradevoli da percorrere e il sole è tornato a brillare, così arriviamo a Limassol senza quasi rendercene conto. La seconda città dell’isola, dopo la capitale Lefkosia (o Nicosia), è, come tutte le città, chiassosa e trafficata, però ha una passeggiata sul lungomare da fare invidia alla Costa Azzurra! Va detto che a Cipro è una consuetudine, anche a Larnaka e, scopriremo poi, a Pafos: ci sono passeggiate lunghe km che si snodano sulla spiaggia o comunque vicino al mare. Quella di Limassol però è particolarmente curata, con aiuole, sculture, palme.

    KOLOSSI E KOURION

    KOLOSSI E KOURION Il nostro programma di oggi prevede altre due fermate importanti: il castello di Kolossi e l’antica città di Kourion. Castello dei Templari il primo, lo raggiungiamo percorrendo una strada ritagliata tra aranceti, eucalipti e vigne. A pochi km si trova Kourion, il più spettacolare dei siti archeologici meridionali, diviso in due distinti insediamenti, la Città antica e il Santuario di Apollo; richiederebbero circa mezza giornata per essere visitati “come si deve”, ma noi arriviamo poco prima della chiusura (alle 17 da ottobre a maggio e alle 19 da giugno a settembre) e dobbiamo accontentarci di una rapida visita al teatro e alle terme.

    IL TRAMONTO A PÉTRATOU ROMÍOU

    IL TRAMONTO A PÉTRATOU ROMÍOU La strada che ci porterà all’albergo, vicino a Pissouri, è veramente splendida, costeggia una bellissima spiaggia, quindi si inoltra in una campagna dolce e profumata. I profumi sono un’altra costante dell’isola, un alternarsi di odori, che spesso si fondono in un unico profumo che lascia intendere la presenza, a volte invisibile, di agrumi, gelsomino, timo, eucalipto. Dopo una rapida sosta in albergo decidiamo di proseguire per goderci, e fotografare, il tramonto a Pétratou Romíou, l’imponente monolito costiero che segna il punto in cui Afrodite, secondo la leggenda, emerse dalla schiuma del mare. Il tempo non ci assiste, cade una leggera pioggia, però, quasi in risarcimento, ci viene regalato un magnifico arcobaleno che ci accompagna attraverso la campagna fino alla costa, dove (sarà una coincidenza o la gentile intercessione della dea?) il sole che cala e le nuvole che lo circondano ci offrono un bel tramonto sul mare. Torniamo in albergo e ceniamo nella taverna greca dell’hotel, dove gustiamo dei deliziosi mezé e un ottimo vino cipriota.

    MOSAICI DI PAFOS

    MOSAICI DI PAFOS Al mattino la partenza per visitare i famosi mosaici di Pafos. I mosaici romani di Pafos sono stati scoperti casualmente nel 1962, da un contadino che arava i campi, e successivi scavi hanno portato alla luce edifici romani con mosaici pavimentali tra i migliori del Mediterraneo orientale. Mezzo espressivo costoso, che richiedeva la perizia di abili artisti e la presenza di numerosi assistenti, questi mosaici datati dal III al V secolo d.C. alternano disegni geometrici a tematiche mitologiche, animali fantastici a scene di vita quotidiana. Difficili da raccontare, possiamo solo consigliarvi di andarli a vedere di persona.

    PENISOLA DI AKÁMAS

    PENISOLA DI AKÁMAS Nutrita la mente, passiamo a rilassare il corpo: ci dirigiamo verso la Penisola di Akámas, la zona meno popolata del Paese, caratterizzata da un territorio collinoso al centro, scoscese scogliere calcaree sulla costa nord-est e spiagge estese (ma esposte ai venti) sulla costa ovest. Cerchiamo di raggiungere Capo Lara, ma lo sterrato che ci dovrebbe condurre a destinazione non è percorribile con lo scooter a nostra disposizione: questa è la zona ideale da percorrere con una enduro. Resistiamo (noi e lo scooter) pochi km, poi il timore di forare ci convince a tornare sui nostri passi. Avendo un mezzo idoneo si può raggiungere Lara Turtle Station, la spiaggia dove nidificano le tartarughe verdi e le caretta caretta; chiusa al pubblico nei mesi estivi (periodo di riproduzione) sembra sia l’ideale per un bagno all’inizio della primavera, grazie alle sue caratteristiche morfologiche. Sono piuttosto belle anche le spiagge che la precedono, perciò ne approfittiamo per una breve sosta.

    POLIS E I TRÓÖDHOS

    POLISE I TRÓÖDHOS Seguendo le indicazioni per Polis, raggiungiamo la costa nord e imbocchiamo la E713, assolutamente splendida, tra fiori e aranceti. Qualche centinaio di metri prima del parcheggio per i Bagni di Afrodite (sorgente dove la leggenda vuole che la dea si immergesse prima e dopo i suoi convegni amorosi) prendiamo un breve sterrato che ci conduce a picco sul mare e da cui si vede una piccola insenatura che accoglie una spiaggetta. Rientriamo a Pafos dopo avere percorso circa 200 km tra statali, stradine, sterrati; il mattino dopo dobbiamo partire per i Tróödhos, la zona montuosa dell’isola, che sappiamo avere temperature più rigide rispetto alla costa, quindi chiediamo al concierge le previsioni per l’indomani in quella zona. Il nostro sguardo dopo averle lette è affranto: neve e temperature che vanno da 0 a 7 gradi.

    ÓMODOS

    ÓMODOS Appena svegli, apriamo le tende; a Pafos c’è il sole, e questo ci lascia ben sperare. Decidiamo di raggiungere Ómodos percorrendo la strada che segue il percorso del fiume Diarizos: bella, bellissima, circondata inizialmente da una terra di un biancore abbacinante, che diventerà dapprima rossiccia e infine marrone scuro. I profumi sono ancor più forti che sulla costa e la vegetazione resta prevalentemente mediterranea. Dal punto di vista stradale vero e proprio si verifica un fenomeno che definiremmo “schizofrenico”. Senza apparente ragione la strada a due corsie, appena asfaltata, diventa a una corsia con un asfalto terrificante; questo si verifica più volte con tratti che vanno da qualche centinaio di metri a qualche km! Quindi guidare con prudenza è imperativo. Ómodos è molto carina, con la piazza a ciottoli raccolta davanti al monastero di Timíou Stavroú. Siamo nella zona dei vini e ne approfittiamo per un assaggio.

    PANO PLATRES, KYKKO E VALLE DEI CEDRI

    PANO PLATRES, KYKKO E VALLE DEI CEDRI Proseguiamo per Pano Platres dove pernotteremo. La temperatura, così come la vegetazione, si fa via via più montana, ma almeno non nevica e i ciliegi sono in fiore! Breve sosta a lasciare i bagagli e proseguiamo per il Monastero di Kykko, uno dei più celebri del mondo ortodosso, fortemente legato alle lotte nazionaliste cipriote: qui studiò in gioventù Makarios III, presidente-arcivescovo di Cipro e sempre qui si nascose durante il periodo di appartenenza all’EOKA (Organizzazione nazionale dei combattenti ciprioti, contro il dominio inglese). Il tempo peggiora, ma non ci perdiamo d’animo e proseguiamo per la Valle dei Cedri, una gola con migliaia di cedri, libanesi e di una specie autoctona. Anche questa è una strada fantastica.

    LE CHIESE BIZANTINE

    LE CHIESE BIZANTINE Rientriamo in hotel e il termometro segna 7 gradi. Ci confermano che domani potrebbe nevicare. Ma siamo su un’isola del Mediterraneo o a Cervinia? Comunque la bella atmosfera dell’albergo di montagna, con camini accesi e bicchiere di brandy cipriota dopo cena, ci riconcilia con i Tróödhos. Al mattino piove, ma partiamo per visitare alcune delle belle chiese bizantine della zona settentrionale; datate dal Mille al Cinquecento, sono impreziosite da bellissimi dipinti murali e molte sono considerate Patrimonio dell’umanità dall’Unesco; spesso sono chiuse e bisogna rincorrere i custodi da paese a paese, altre hanno orari di visita, in nessuna è permesso fotografare l’interno. Vale assolutamente la pena visitarne almeno un paio; noi abbiamo provato con due piccole chiese vicino a Galata, ma erano chiuse, mentre siamo riusciti a visitare Áyos Nikólaos, Tís Stéyis e Asínou.

    LEFKOSÍA O NICOSIA

    LEFKOSÍA O NICOSIA Il mattino dopo le montagne sono avvolte dalla nebbia, ma fortunatamente a valle il tempo migliora leggermente e ci permette di visitare Lefkosía (Nicosia), la capitale dell’isola. La particolarità di questa città è quella di essere divisa in due dalla Linea Verde, striscia di terra di nessuno che separa la parte greco-cipriota della città dalla parte turco-cipriota. La novità è che dall’aprile del 2003 è stato revocato dalle autorità turco-cipriote il divieto di valico della Linea Verde, e quindi c’è la possibilità di visite di un giorno in entrambe le direzioni. Facciamo due passi nella Laïkí Yitoniá, quartiere dentro le mura veneziane che delimitano la città vecchia, e pranziamo con dei nuovi amici ciprioti, membri del Motoclub di Lefkosía. “Beh, almeno oggi non abbiamo preso l’acqua”... Sappiamo benissimo che non si dovrebbero neanche pensare queste cose, e infatti a pochi km da Nicosia ci becchiamo un temporale fuori del normale, che ci accompagna per tutto il tragitto, circa 80 km di autostrada. Il maltempo sembra perseguitarci negli ultimi due giorni, ma fortunatamente al mattino il sole splende.

    AYÍA NÁPA E CAPO GREKO

    AYÍA NÁPA E CAPO GREKO La prima è una specie di Rimini, ma con il mare bello: una sorta di luna-park sulla spiaggia, un susseguirsi di alberghi, locali, taverne, sale giochi, bar etc. Decisamente non il nostro genere. Dopo una rapida visita al vecchio monastero schizziamo verso Capo Greko. Lasciamo la moto per una breve passeggiata che ci condurrà a un punto panoramico da cui si può godere di una bellissima veduta sulla costa frastagliata e su un mare dai colori incredibili. Si dice che sia la prima o l’ultima impressione quella che conta. E Cipro ci si è presentata e ci ha salutati nel miglior modo possibile. Anche quello che abbiamo visto tra l’inizio e la fine del viaggio ci è piaciuto, ma l’avremmo apprezzato di più senza il filtro della pioggia!

    BLOC NOTES

     

    BLOC NOTES

     

    Prima, e più importante annotazione: a Cipro si circola a sinistra (come in Inghilterra). Prestare quindi la massima attenzione.

     

    Come arrivare

    In aereo: la Cyprus Airways offre 4 voli settimanali da e per Larnaka partendo da Malpensa e 3 da Fiumicino. http://www.cyprusairways.com/

     

    Affittare la moto costa da 30 euro al giorno per uno scooter (20 per una settimana), a 50/55 euro per una enduro 650 (30/40 una settimana).

    A Pafos - Golden Ride Rentals; http://www.goldenriderentals.com/

    Ad Ayia Napa - Angelos Motor Sport; http://www.angelos-motosport.cy/.

    Per chi volesse portare a Cipro la propria moto, la soluzione è Salamis-Shipping; dal Pireo a Limassol e ritorno cargo con posti passeggeri limitati ogni lunedì e giovedì pomeriggio (http://www.salamisshipping.com/).

     

    Mangiare

    Il cibo è buono, poco il pesce, molta carne e verdure. La cucina assomiglia a quella greca, ma non mancano le influenze turche. Per gustare la vera cucina cipriota vi consigliamo Pytharka, a Larnaka (tel 00357-24-656181).

     

    Dove dormire

    Cipro offre sistemazioni di ogni genere: hotel, agriturismo (non sulla costa), case per le vacanze. Gli hotel in cui abbiamo pernottato erano tra i più costosi:

    a Larnaka - Palm Beach Hotel (http://www.palmbeachhotel.com/)

    a Pissouri Bay – Columbia Beach Hotel (http://www.columbiahotel.com/)

    a Pano Platres - Forest Park Hotel (tel. 00357-25-421751)

    Potrebbe essere conveniente soggiornare in case-vacanza (http://www.cyprusvillages.com.cy/) o agriturismi (http://www.agrotourism.com.cy/).

     

    Per ulteriori informazioni Ente Nazionale per il Turismo di Cipro: via Santa Sofi a 6 Milano, tel. 02-58319835; (http://www.visitcyprus.org.cy/).

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