"La Speedmaster? Più versatile della bobber, per piacere in Italia”

17 maggio 2018
a cura della redazione
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  • 1/22 Triumph Bonneville Speedmaster 2018
    Abbiamo intervistato Steve Sargent, Chief Product Officier di Triumph, per parlare della Bonneville Speedmaster e del futuro della Casa di Hinckley

    In occasione del press test della nuova Triumph Bonneville Speedmaster abbiamo intervistato Steve Sargent, Chief Product Officier della Casa di Hinckley. Di seguito trovate le risposte alle nostre domande. Cliccate qui, invece, per leggere la prova della Speedmaster 2018 (qui trovate anche il video-test).

    "La Speedmaster? Più versatile della bobber, per piacere in Italia”

    Sospensioni e telaio sono differenti rispetto alla Bobber?

    “Il telaio è lo stesso; l’unica differenza è, sulla Speedmaster, il telaietto posteriore per poter montare la sella passeggero. La forcella da 41mm è di tipo a cartuccia: sulla Bobber è di tipo standard. Questo perché la Speedmaster è stata pensata per viaggiare in due; per la stessa ragione adotta un doppio disco anteriore che consente una frenata più efficace. Al posteriore ha un diverso ammortizzatore, settato per supportare il peso del passeggero”.

    Con il kit “Maverick” la Speedmaster è veramente simile alla Bobber: non temete in questo modo che possa cannibalizzare la Bobber?

    “Sono simili, ma la Speedmaster
    ​ ha il vantaggio di poter essere facilmente convertita da biposto a monoposto. Così puoi avere il look aggressivo della Bobber per andare a scorrazzare con gli amici, ma in un batter d’occhio si può far tornare biposto per accogliere un passeggero. Così è davvero versatile per tutti”.


    È stata una vera scommessa lanciare sul mercato la Bobber monoposto… che bilancio possiamo fare?

    “È stato un grande successo, con un record assoluto di preordini. Molti ci hanno detto che questa moto è stata una scommessa o una scelta coraggiosa, ma quando l'abbiamo progettata, pensavamo a qualcosa di unico, di diverso per dimostrare che la Triumph con la nuova generazione Bonneville stava entrando in una nuova era”.

    "La Speedmaster? Più versatile della bobber, per piacere in Italia”

    In Italia la Bobber non ha fatto grandi numeri (131 esemplari venduti nel 2017): la Speedmaster serve a soddisfare le richieste dei mercati come il nostro?

    “Ovviamente abbiamo fatto indagini di mercato in tutti i Paesi e la Speedmaster, più versatile della Bobber, è progettata per venire incontro alle esigenze di chi usa la moto più spesso e con il passeggero”.

    Manterrete in gamma sia la Bobber sia la Bobber Black?

    “Manterremo tutte e due perché alcuni mercati, come gli USA, preferiscono la Black mentre altri la versione standard, come in Europa, l’Inghilterra soprattutto. In questi Paesi la richiesta tra Bobber e Bobber Black è equamente suddivisa”.

    Oggi siamo in America, pensi che Triumph con la Bobber e la Speedmaster possa competere con l’H-D e se si con quale dei due modelli in particolare?

    “La Bobber è già stata un gran successo per noi negli USA, molti nuovi clienti hanno abbandonato altri marchi per venire da noi e ci aspettiamo lo stesso successo con la Speedmaster”.

    Durante lo sviluppo avete testato la concorrenza? Quali sono le rivali dirette della Speedmaster?

    “Beh, abbiamo provato alcuni modelli di H-D in particolare la Sportster 1200 (ma nessuna Softail), e anche la Indian Scout: queste due sono i competitor di riferimento”.

    Cambiamo totalmente mondo: parliamo di Moto2. Come sta andando?

    “Bene, stiamo ancora facendo qualche lavoro al motore e alla centralina. Il nostro obiettivo per i prossimi mesi è quello di mettere a punto lo sviluppo della race ECU; i progressi sono buoni e saremo pronti per testarla in pista tra 8 o 10 settimane”.

    Puntate di più sulle prestazioni del motore o sull’affidabilità? Dovete confrontarvi con Honda, che in diversi anni ha mostrato una grandissima affidabilità...

    “Ovviamente Honda ha fatto un lavoro fantastico anche per l’affidabilità e il primo obiettivo che ci siamo posti è stato proprio questo, perciò abbiamo fatto moltissimi test sul motore e in pista. È uno dei punti di cui abbiamo da subito parlato con Dorna, per poter dare ai team un motore affidabile, ma che procuri anche emozioni durante le gare”.

    Il motore è il 765: il suo sviluppo vi tornerà utile per le moto stradali?

    “Sì, certo”.

    Quindi vedremo una Daytona 765 prossimamente?

    “La cosa è sicuramente interessante, ma il mercato delle 600 sportive è diventato veramente di nicchia ed è difficile giustificare una spesa così alta per soddisfare una richiesta di mercato così piccola. Stiamo ancora pensando se farla o no”.

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