di Marco Riccardi - 30 June 2018

Long Test: i primi 6.000 km con la Versys 650

Marcia abbastanza bene la crossover di Akashi. Il motore si sta "slegando" a dovere, ma la catena di trasmissione tende ad allungarsi eccessivamente: l'abbiamo registrata tre volte in soli 6.000 km

Primi passi con la crossover Kawasaki e primi "fastidi". La nostra Versys 650 ha mostrato una certa debolezza nella catena di trasmissione finale che ha richiesto in 6.000 km ben tre interventi per ripristinare la corretta tensione di funzionamento. Ora siamo arrivati alla terza tacca di riferimento sul forcellone su un massimo di sei disponibili. Per darvi un raffronto con i Long Test precedenti, sulla Honda Africa Twin la catena è stata tesa solo due volte (a 12.000 e 24.000 km) ed è stata cambiata praticamente a fine test, a 48.000 km. Anche nel caso della Yamaha Tracer ci sono state tre registrazioni della catena, ma siamo arrivati a 30.000 km, percorrenza normale per questo componente. Poi, per proseguire il Long Test con la tre cilindri giapponese, è stato necessario sostituire tutto il "treno" di catena, corona e pignone.

A tutta prova

Un salto in concessionaria

Allo scadere dei 6.000 km la Versys ha fatto il tagliando previsto dal programma di manutenzione alla concessionaria Motorpep a Pogliano Milanese. Kawasaki, con tanta prudenza, raccomanda il controllo in concessionaria ogni 6.000 km, con cambio lubrificante ogni 12.000, filtro aria 18.000, candele di accensione 12.000, gioco valvole 42.000. È stata poco più che una visita di "cortesia", visto che le operazioni da fare a questa percorrenza sono minime: controllo della catena(la terza registrazione), ispezione del canister che raccoglie le emissioni gassose dell'intero motore, verifica dei freni e dei livelli di olio e dei liquidi. I tecnici di Motorpep, con scrupolo, hanno dato pure una occhiata al filtro aria, anche se il manuale non lo prevedeva.

Compagni di viaggio

Compagna di viaggio in questo long test è Continental: la gomma scelta per la Versys 650 è la ContiRoad Attack3 che si caratterizza per la precisione di inserimento in curva data dalla sua carcassa rigida e da un profilo del battistrada che la rende veloce nel cambio di direzione. L'altra scelta è caduta su Alemasat, che propone un nuovo concetto di antifurto. Il valore aggiunto di questo sistema deriva dalla possibilità di monitorare in diretta il tentativo di furto oppure localizzare la moto dal proprio smartphone, grazie alla app dedicata.

Il nostro tester "Culo di Pietra" indossa:

  • Completo Rev'it! Dominator GTX, con giacca multistrato impermeabile (Gore-tex) che presenta la possibilità di adattarsi rapidamente alle varie condizioni ambientali.
  • Stivali scelti sono i Discovery Outdry, leggeri e comfortevoli e sempre in ottica sicurezza.
  • Paraschiena Rev'it! Seesoft (livello 2),basato su una serie di strati che hanno la possibilità di scivolare tra di loro attutendo l'impatto sulla schiena.
  • Casco Arai QV-Pro: deriva nella forma e nella calotta dal top di gamma, lo sportivo RX-7V. Si caratterizza per il sistema PSS che posiziona un visierino oscurante all'esterno di quella principale. 4.
  • Interphone Tour di CellularLine: si distingue per elevata autonomia (23 ore di conversazione), qualità audio e la facilità d'uso anche con i guanti.
  • Il dispositivo Woolf, il primo sistema "indossabile" pensato per le due ruote che avvisa della presenza dei vari punti di rilevamento della velocità (velox fissi, tutor autostradali e postazioni mobili standard) e pure dei semafori con telecamera. Fisicamente Woolf è un braccialetto in pelle che emette una vibrazione al polso con una frequenza crescente quando ci si avvicina a un "velox". Questo avviene tramite GPS e una connessione (via Bluetooth) con una App, che può essere scaricata dai vari store di Android e iOS, che si avvale di un sistema di mappatura che copre oltre 70 Paesi.

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