- 28 October 2015

Yamaha XSR700: brillante e agile in un abito tutto nuovo

Uno stile semplice per essere facilmente trasformata i quello che si desidera. Alla base c’è il motore grintoso e la ciclistica svelta della MT-07, ma con un pizzico di comfort in più. È la prima della famiglia Faster Sons, che vedrà presto l’introduzione di nuovi modelli

Viva le basiche

Vanno di moda le moto classiche, vintage, scrambler, post heritage e neo rétro. Questi termini vi fanno sorridere? Si potrebbe aprire un dibattito infinito su definizioni di genere e tipologia; tagliamo la testa al toro e diamo una definizione univoca: basiche. Alla fine sta tutto qui: un motore a vista, due ruote e un manubrio. Poca plastica, zero carenature e deflettori, né design da Mazinga Zeta o ciclistiche aliene. La moto, così come è sempre stata -almeno fino a qualche decennio fa- universalmente conosciuta, di quelle che anche i bambini disegnano alle elementari e la cui sagoma è riconoscibile ovunque nel mondo, sui cartelli stradali come sulle insegne. 
1/83 La Yamaha XSR700 nella colorazione Forrest Green (verde)

Sotto gli “ottomila”

È con questo principio base che è nata la Yamaha XSR700. Addirittura i primi disegni sono stati fatti a matita su carta e a pc con programmi di grafica. Basica, con fari e strumentazione tondi, silenziatore cilindrico e zero fronzoli: qui la mega gallery. Una sella comoda, un bel manubrio largo e un serbatoio in metallo. D’alluminio, addirittura. In realtà di alluminio sono le cover bolt on intercambiabili che rivestono il vero serbatoio, in acciaio, perché sennò i costi sarebbero schizzati alle stelle, ma il risultato è comunque apprezzabile. Insomma, nel mirino della Yamaha ci sono Ducati Scrambler (a Eicma arriva qualcosa di nuovo...), Moto Guzzi V7 e Triumph Bonneville (anche le nuove versioni 2016: qui tutte le foto). Con 7.840 euro chiavi in mano, 1.100 euro in più della MT-07, la XSR700 sarà una sicura protagonista del mercato 2016. Anche perché potrebbe essere un'ottima base per special o customizzazioni: cliccate qui per una bella interpretazione tedesca.

Come la MT-07, ma meno nervosa

Sul fascicolo di novembre di Motociclismo trovate tutte le interviste e gli approfondimenti che raccontano la genesi di questo modello, intanto qui vi raccontiamo come va su strada. Ed è presto detto: la stretta parentela con la MT-07 (qui il nostro video test) è immediatamente riconoscibile: agile nel traffico, svelta nei cambi di direzione, leggera in manovra, spinta da un motore tanto brillante e pronto che le impennate vengono facili anche ad un imbranato. Freni ok, anche se non prontissimi, con ABS di serie e sospensioni oneste, un po’ dondolanti sul veloce, ma non mollaccione. Rispetto alla MT-07 è un può più “rotonda”, meno nervosa, per via di gomme dal profilo meno appuntito e in virtù di un baricentro leggermente più alto e arretrato. La sella è leggermente più alta (+10 mm), ma è anche ben imbottita e comoda per il passeggero. Mettiamola così: se la MT-07 è azzeccatissima per i piloti più giovani e affamati di adrenalina, la XSR700 è indirizzata ad un pubblico che, pur non rinunciando alle prestazioni e alla facilità di guida, vuole materiali più ricercati e quella versatilità in più che solo questa nuda può dare. Senza contare che ci sono una marea di accessori già pronti per customizzarla a piacere. E per i neopatentati è disponibile in versione depotenziata a 34 kW.

Figli veloci

La XSR700 è la prima della gamma Faster Sons. Una famiglia che, ispirazione dalle icone del passato, interpretano quelle che saranno le moto del futuro. La XSR700 prende le mosse dalla XS650 degli anni Settanta. Noi abbiamo avuto l’onore di testarla in compagnia di quel genio di Shinya Kimura, in sella alla sua special Faster Son. Dei video diffusi da Yamaha (ad esempio questo) raccontano la genesi di questo modello. E uno nuovo, che abbiamo visto in anteprima, mostra un altro guru del custom, Roland Sands, che si ingegna intorno al tre cilindri della MT-09 per realizzare una evocativa roadster. E alla fine del video c’è persino un cameo di un accigliato Kenny Roberts senior. Ci aspettano belle sorprese…
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