"Cede lo Xenter, sono vivo per miracolo!"

Allo scooter Yamaha Xenter 150 si rompe la piastra di sterzo. Difetto di fabbrica, dice un nostro lettore, che si sarebbe potuto fare molto male! Ma la colpa non è tutta di Yamaha, scopriamo perché…

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Per la rubrica della lettere pubblichiamo la mail di un lettore al cui scooter Yamaha Xenter 150 ha ceduto la piastra dello sterzo. Tutto indicherebbe quantomeno una negligenza da parte della Casa, che – secondo chi ci scrive – avrebbe dovuto richiamare lo Xenter. La risposta di Yamaha però apre nuovi scenari. 

“Difetto di produzione”

Caro direttore, le scrivo per informare che gli Scooter Yamaha Xenter 150 hanno un difetto di produzione: si rompe la forcella anteriore. Io mi sono infortunato e sono molto traumatizzato, ma sono vivo per miracolo, non vorrei che ad altri possa capitare la stessa sventura. Yamaha, pur sapendo del problema, non ha provveduto a richiamare il mezzo in officina nè ad avvisare i proprietari. Sono rimasto molto deluso dal comportamento di Yamaha che se pure si è immediatamente scusata e ha ammesso il difetto di fabbricazione, di contro ha proposto di cambiare il pezzo in garanzia e tutte le plastiche danneggiate a condizione della segretezza dell’accaduto. Io mi sono rifiutato di firmare il modulo di riservatezza in quanto avevo appena accompagnato mio figlio al campo estivo: poteva succedere una tragedia. La ringrazio per l’importante ruolo anche sociale che ha la sua rivista e per quello che potrà fare per tutti i possessori di Yamaha Xenter che rischiano la vita a loro insaputa, sollecitando la casa produttrice ad attuare i richiami e informando i suoi lettori.
Sergio Bolletti Censi - Napoli

YAMAHA: MA NOI L'AVEVAMO RICHIAMATO

Siamo davvero dispiaciuti per quanto occorso al dottor Censi, che fortunatamente non ha riportato danni fisici nell’accaduto. In merito a quanto il lettore vi scrive dobbiamo però precisare che Yamaha, proprio nella tutela della sicurezza dei propri clienti per prevenire episodi come quello descritto, ha attivato un richiamo di sicurezza a livello mondiale nel novembre 2014 su un certo lotto di Xenter (incluso quello del dottor Censi) per la sostituzione della piastra forcella, avendo riscontrato che su alcuni veicoli a fronte di un utilizzo particolarmente gravoso, su strade sconnesse o non asfaltate, si potesse giungere a una rottura della piastra di sterzo con conseguente perdita di stabilità del veicolo. Il richiamo è stato comunicato, nel rispetto della legge, attraverso il sito web del Ministero dei Trasporti, e come filiale nazionale abbiamo inviato lettera raccomandata a tutti i proprietari dei veicoli coinvolti invitandoli a recarsi al più presto da un concessionario ufficiale, come poi in effetti hanno fatto la quasi totalità dei clienti. Inoltre ogni cliente può controllare direttamente sul sito di Yamaha Italia se il proprio mezzo è coinvolto. Purtroppo il veicolo del lettore non era nei nostri archivi e non poteva ricevere nostra comunicazione da parte della Filiale Italia di Yamaha poiché lo scooter è stato acquistato e immatricolato da una società estera in uno stato estero. Il distributore che gestisce tale territorio si era comunque attivato secondo le procedure locali, inviando una comunicazione a codesta società ma presumiamo che la stessa non sia andata a buon fine, visto quanto occorso. Premesso ciò, ci siamo in ogni caso naturalmente subito attivati tramite una concessionaria Yamaha in Italia per ripristinare il veicolo. La stessa concessionaria, come normale prassi operativa nei casi in cui ci sia stato un sinistro ma fortunatamente senza danni fisici, chiede la compilazione di una scheda di accettazione della completa riparazione ma senza ulteriori richieste. Diversamente, qualora il dottor Censi desiderasse avanzare ulteriori richieste, può naturalmente farlo e in quel caso dovremmo necessariamente attivare una pratica assicurativa e di conseguenza purtroppo allungare i tempi di definizione.

Il commento di Motociclismo

La risposta di Yamaha mette in luce il problema dei veicoli acquistati e immatricolati all’estero. Da un lato le Case dovrebbero essere in grado di rintracciare i propri veicoli a livello europeo, dall’altro, viste le ovvie complicazioni, gli utenti di tali veicoli dovrebbero essere doppiamente attenti e segnalarne la provenienza straniera ai Concessionari in modo che possano verificare i richiami effettuati o meno con la Casa madre. 

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