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Yamaha RS400 special scrambler by Wrenchmonkees

Si chiama Gibbon Slap e si colloca nell’ambito del progetto Yard Build, con cui Yamaha mette alcuni modelli a disposizione di preparatori famosi chiedendo di realizzare delle special “belle e possibili

Yamaha rs400 special scrambler by wrenchmonkees

Tra Eicma 2013 e il Salone di Tokyo, Yamaha ha presentato una marea di nuovi modelli di moto e scooter. Dalla naked per tutti MT-07 alla grande novità della… piccola sportiva R25; dalla Super Ténéré aggiornata nell’elettronica allo scooter a 3 ruote Tricity; dal prototipo futuristico di elettrica sportiva alla reinterpretazione ancor più vintage (ma racing) di una moto che già esteticamente legata al passato (XJR1300 by Deus ex Machina).

 

LA RIVINCITA DELL’ARZILLA VECCHIETTA

Ma una delle moto più ammirate è stata l’immortale monocilindrica SR400 che, nata nel 1978, rientra dalla porta principale nel mercato europeo dopo essere stata per anni riservata a quello giapponese (cliccate qui). Chiaramente con una moto del genere si deve far leva sulla passione pura, oltre che sulla praticità e sulla funzionalità come mezzo di trasporto. E allora ecco che la casa di Iwata sottolinea l’avviamento a pedale, la linea classicissima, la semplicità del motore raffreddato ad aria a 2 valvole (cliccate qui per i dettagli). Ma soprattutto l’essenzialità generale di un modello che, ovviamente, si presta a fare da ottima base per personalizzazioni: il video che segue lo lascia intendere bene.

 

 

Ecco quindi che la SR400 è una delle moto che Yamaha ha affidato ad alcuni noti preparatori nell’ambito del progetto Yard Build (progetti affidati a toner famosi da cui poi deve derivare un kit disponibile per i clienti che vogliono una moto speciale che segua l’ispirazione data dai guru) e una delle interpretazioni più riuscite è quella di Wrenchmonkees, la Yard Built SR400 GibbonSlap.

 

SCRAMBLER URBANA

Lo stile spartano e minimalista tipico dei preparatori danesi è rispettato, con in più una certa attenzione alla praticità (guardate la gallery). Motore, telaio e forcellone restano originali, mentre la forcella di serie è abbassata e gli ammortizzatori sono sostituiti con dei YSS. In collaborazione con KEDO, azienda tedesca che produce componenti speciali, la moto è stata resa ancor più personale, grazie alla presenza di un nuovo scarico, ruote a raggi con cerchi da 18” in alluminio verniciati in nero - l’anteriore col mozzo della SR 500 (freno a tamburo) - parafanghi in alluminio, sella monoposto, portapacchi, manubrio da cross, faro anteriore XT 500 replica e posteriore WM, strumentazione Motogadget TIny, leve Magura e pedane WM. A tutto questo si aggiunge il riposizionamento di parte dell’impianto elettrico e lo spostamento del blocchetto di avviamento sotto il fianchetto sinistro, per finire con le borse WM morbide, fatte a mano e a montaggio asimmetrico.

 

NIENTE CROMO, GRAZIE

Insomma, la moto è diventata una bella scrambler che suona cattivella dal suo scarico a megafono in titanio e si presenta semplice e senza orpelli, nella sua verniciatura nero opaco. Abolite le cromature, se non per il manubrio, il metallo a vista è riservato al cilindro, ai parafanghi e allo scarico. A noi questa moto piace molto. Guardate il video.

 

 

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