Yamaha raggiunge le 200 vittorie nella classe regina

La Casa di Iwata ha investito tanto nelle corse e i risultati si vedono: numerosi i piloti che hanno contribuito a questo successo, chi ha vinto di più e chi meno, ma ogni primo posto è stato essenziale. Nella gallery tutti i grandi campioni e le loro Yamaha

Yamaha raggiunge le 200 vittorie nella classe regina

Il successo di Lorenzo a Motegi non solo ha permesso al maiorchino di portarsi a 13 punti da Marc Marquez nella classifica mondiale, ma ha segnato anche la vittoria numero 200 per Yamaha nella classe regina del Motomondiale.

Sia Jorge Lorenzo che Valentino Rossi sono stati essenzali per raggiungere questo incredibile traguardo: dal 2007 i due piloti hanno guadagnato 49 delle 50 vittorie, mentre l’americano Ben Spies, che recentemente ha annunciato il suo ritiro, ha chiuso la serie di trionfi con il primo posto di Assen nel 2011, quando correva nel Team Yamaha Factory Racing.

 

TUTTO INIZIÒ QUARANTA ANNI FA…

La prima vittoria di Yamaha risale al 1972 quando il pilota britannico Chas Mortimer vinse nella classe delle 500 cc, che dal 2002 è diventata l’attuale MotoGP. Poi arrivarono le 2 vittorie di Jarno Saarinen nel 1973, prima della tragedia di Monza. Anche la leggenda del motociclismo Giacomo Agostini ci ha messo del suo per raggiungere questo risultato: il 15 volte campione del mondo tra il 1974 e il 1975 ha vinto 6 gare in sella alla 500 cc della Casa di Iwata. Non dimentichiamo Kenny Roberts con le sue 22 vittorie e 3 titoli mondiali (1978, 1979 e 1980), sempre in sella a Yamaha, ed Eddie Lawson: 26 successi in totale e 3 campionati del mondo, rispettivamente nel 1984, 1986 e 1988. Chiude il circolo delle leggende delle corse Wayne Rainey: il pilota americano, fermato da un tragico incidente nel 1992, ha accumulato 26 vittorie nella classe regina  e tre titoli consecutivi, dal 1990 al 1992. Nel 1993 il testimone passa nelle mani di Luca Cadalora, che ottiene l’ultimo dei suoi 8 successi nel 1996, in sella alla Yamaha nella classe 500. Arriviamo ai giorni nostri: nonostante il romano Max Biaggi non sia mai riuscito a vincere un titolo in 500 o MotoGP ha lasciato il proprio segno nella storia della Casa dei tre diapason: 8 vittore dal 1999 al 2002.

Ed ecco che nel 2004 arriva Valentino Rossi, che riesce a rivoluzionare la Yamaha M1 e a renderla competitiva: l'italiano ha accumulato 47 vittore e 4 titoli mondiali. Nel 2007, ad Assen, Rossi e Yamaha raggiungono quota 150 successi, che verranno incrementati dal 2008 grazie al maiorchino Jorge Lorenzo (30 vittorie e 2 campionati mondiali).

Fatevi un giro nella gallery per vedere in azione tutti i campioni della Casa giapponese in sella alle loro Yamaha.

 

Sentiamo le parole di Kouichi Tsuji (YMC Motorsport Development Division - General Manager), di Lin Jarvis (Yamaha Motor Racing - Managing Director) e del pilota di punta della squadra MotoGP, Jorge Lorenzo.

 

Kouichi Tsuji

“Siamo molto orgogliosi e felici di festeggiare questo incredibile raggiungimento oggi, qui a Motegi. Jorge ha fatto una grande performance e ci ha regalato la nostra duecentesima vittoria nei GP, continuando la lunga tradizione di successi che abbiamo dal 1972. Per Yamaha è anche molto speciale esser riusciti in questa impresa qui in Giappone, Gran Premio di casa.”

 

Lin Jarvis

“È assolutamente fantastico esser riusciti a celebrare il nostro 200° successo nei Gran Premi qui in Giappone, nella gara di casa, con un’incredibile performance di Jorge Lorenzo. Ha totalmente dominato, non solo nel weekend, ma anche la gara oggi nonostante la forte pressione dei suoi rivali. Sono contento di poter ringraziare tutti i piloti, tutti i teams e tutti gli sponsors e partners e ogni persona che ha contribuito a raggiungere queste memorabili vittorie. Magari potremmo vincere la numero 201 in Valencia!”

 

Jorge Lorenzo

“È un giorno davvero speciale: è un grande onore essere il pilota che ha raggiunto le 200 vittorie. E aver vinto la gara di casa Honda lo rende ancora più speciale! È stata una gara difficile oggi, eravamo tutti molto vicini ma io non ho mai mollato e ho provato a essere sempre più veloce: frenare forte e aprire il prima possibile. Finalmente sono riuscito ad avere un piccolo vantaggio. Siamo molto orgogliosi di questa vittoria, per il risultato, per le circostanze e per il campionato, non potrebbe esserci di meglio!”

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