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22 December 2010

Yamaha: possibile il secondo anno di cassa integrazione

Yamaha ha raggiunto un accordo con i dipendenti della sede di Gerno di Lesmo (MB), creando le condizioni imposte dal Ministero per la proroga della cassa integrazione straordinaria.

Yamaha: possibile il secondo anno di cassa integrazione

Gerno di Lesmo (MONZA E BRIANZA) – Una sicurezza sotto l’albero di Natale è quanto troveranno i dipendenti della sede brianzola della Yamaha (47 addetti alla produzione e 18 impiegati amministrativi), per cui è stata confermata la possibilità di proroga di un ulteriore anno della cassa integrazione straordinaria, conseguente alla ristrutturazione dell’azienda. Si è dunque sciolto il nodo delle condizioni imposte dal Ministero del Lavoro e vincolanti per il rinnovo dell’ammortizzatore sociale, che non poteva essere richiesto se almeno il 30% dei lavoratori colpiti dalla crisi non fosse stato ricollocato entro il primo anno di cassa. Yamaha si è impegnata con i sindacati per far sì che si trovasse una soluzione e durante l’incontro dello scorso 10 dicembre ha raggiunto un accordo con le parti sociali formulando una nuova proposta economica in aggiunta agli “impegni” già pattuiti nel tavolo sindacale del 7 gennaio 2010. L’offerta di buona uscita è stata accettata da “da un numero significativo di lavoratori”, come si legge nel comunicato ufficiale della Casa costruttrice che però non ha divulgato i numeri specifici. La misura economica equivalente al ricollocamento ha consentito di rientrare del tetto del 30% indispensabile per richiesta dei sussidi statali. Si legge in una nota dei vertici di Yamaha: “Ci siamo impegnati per trovare soluzioni idonee ad attenuare l’impatto sociale della riorganizzazione aziendale, anche proponendo soluzioni aggiuntive a quanto già stabilito nell’accordo accettato e controfirmato dai sindacati e dai rappresentanti dei lavoratori (RSU). Siamo stati contattati da diversi dipendenti che hanno spontaneamente deciso di accogliere la nostra proposta consentendoci così di richiedere, con la prospettiva di un suo accoglimento, il rinnovo della CIGS”.

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