Wallbox: la scatola magica

Ricaricare un mezzo elettrico nel proprio garage? Facilissimo: basta attaccare la spina. Ma quando si sale di “cilindrata” la semplice presa non è consigliata. Meglio una wallbox, che permette di gestire tutto con una app, ricaricare (green e gratis) con il fotovoltaico, è più veloce ma soprattutto più sicura

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I mezzi elettrici di maggior potenza, come il maxiscooter BMW CE 04, hanno la presa Tipo 2, e possono essere ricaricati nelle colonnine delle auto ma anche in casa, con una moderna stazione di ricarica domestica. A destra: la wallbox “da casa” offerta dalla BMW.

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Come ricaricare un mezzo elettrico? Se parliamo di piccoli veicoli, ciclomotori, scooter o moto “125” è sufficiente la normale presa domestica di tipo Shuko e non serve nemmeno il garage: molti modelli ti permettono di togliere la batteria, la metti sottobraccio e la ricarichi a casa. In questi casi però occorre fare sempre attenzione alla sicurezza, alla qualità del mezzo, del sistema di ricarica e della rete, il pericolo di surriscaldamento è in agguato.

Se poi lo scooter cresce e diventa maxi, tipo il BMW CE 04 o se parliamo di moto, tanto per fare un esempio attuale come le Energica Experia e la Zero DSR/X, le nuove maxi crossover elettriche, il discorso cambia. Questi mezzi sono dotati del connettore Tipo 2, e quindi possono utilizzare i dispositivi di ricarica più potenti, come le wallbox, e arrivare, in utenza domestica, fino a 22 kW. In teoria anche se si possiede un mezzo elettrico con batterie di grande capacità non è necessario avere una wallbox in casa, poiché la ricarica notturna è sufficiente nella maggior parte dei casi, ma è altamente raccomandato per i notevoli vantaggi che comporta. Prima di scoprirli però vediamo cos’è una wallbox.

La wallbox è un dispositivo di ricarica domestico che permette di ricaricare l’auto o la moto elettrica a casa propria. In genere si installa su una parete del garage (da cui il nome), ma si può montare anche su una colonnina, all’aperto, e anche a pavimento: oggi l’offerta è quanto mai ampia e variegata. Deve essere allacciata nel punto di accesso, o POD (Point Of Delivery), dell’impianto elettrico già esistente, servizio tecnico che è sempre offerto dai fornitori più importanti delle wallbox, e il costo dell’installazione può essere compreso nell’offerta, fino a una certa distanza dal POD (esempio 10 metri).

Attenzione a valutare questo aspetto: ci possono essere situazioni difficili, in particolare nei condomini, per la distanza dal POD o per le opere murarie da eseguire e in alcuni casi la spesa può essere anche elevata, decisamente più alta di quella della wallbox stessa; inoltre se il POD non può essere il contatore che già si ha in casa occorrerà installarne un altro, con un ulteriore costo aggiuntivo. Anche se si è bravissimi nel fai da te l’installazione deve essere eseguita da un tecnico autorizzato, poiché è regolata dalle Normative (CEI EN 61851-1) che indicano i criteri e i parametri da rispettare per la sicurezza e che prevedono, a fine lavori, il rilascio della dichiarazione di conformità che ne attesta il montaggio a regola d’arte.

La wallbox deve essere installata in ambienti esterni all’abitazione, ad esempio presso il posto auto o in garage, ed è possibile montarla anche nei condomini e potrà essere anche utilizzata come stazione di ricarica condivisa. In questo caso per la suddivisione delle spese di ricarica esistono diversi sistemi, e si dovrà acquistare un modello che permette di individuare chi ha eseguito la ricarica per addebitarne il costo.

Enel X, per esempio, offre la piattaforma web JuiceNet Set & Charge, dotata di un sistema di monitoraggio studiato proprio per i parcheggi condominiali, e che permette di configurare e monitorare i punti di ricarica, abilitare i soggetti autorizzati e rendicontare le spese nominalmente.

La prima cosa che viene in mente quando si pensa a una wallbox è la velocità di ricarica, ma in realtà il vantaggio più importante è la sicurezza. Le prese domestiche sono dimensionate per erogare una potenza limitata e per un periodo breve, qualche ora, ma non, per esempio, ricaricare a tutta potenza una moto per otto ore al massimo della potenza installata. Anche perché molto spesso i cavi che portano l’energia in garage sono dimensionati per correnti limitate, e in tal caso il rischio di surriscaldamento, e quindi di incendio, è alto.

Una wallbox è anzitutto installata con un cavo adeguato, come prescritto dalla Normativa accennata in precedenza, e poi previene il sovraccarico della rete. In più si risparmia poiché si può programmare la ricarica nelle ore in cui l’energia ha un costo inferiore e se sono dotate di un modulatore di ricarica gestiscono la potenza disponibile in tempo reale, distinguendo tra ricarica della moto e utenze domestiche, rallentando così la ricarica del mezzo per evitare il rischio di blackout.

Un altro vantaggio è la gestione della carica. Una wallbox dialoga sempre con la centralina della moto, e quando arriva all’80% della carica rallenta la corrente per ottimizzare il riempimento delle celle e allungare la vita della batteria. C’è poi una funzione avanzata molto interessante: la possibilità di controllare l’alimentazione di un sistema fotovoltaico. Fino a pochi anni fa solo le più avanzate wallbox offrivano questo servizio, che oggi si sta diffondendo. Una di queste è la Prism Solar di Silla, che permette di ricaricare in tre modalità: Normal, che preleva energia dalla rete alle condizioni previste dal contratto di fornitura; Night, attivabile a in orario serale o in giorni festivi, quando solitamente l’energia prelevata dalla rete ha un prezzo inferiore e Solar, che ricarica assorbendo energia esclusivamente dall’eccesso prodotto dall’impianto fotovoltaico. In questo caso oltre a essere gratuita la ricarica è veramente green, ma ovviamente occorre fare attenzione, poiché se le condizioni atmosferiche cambiano, il sole sparisce o si entra in orario serale, la ricarica diventa meno performante o addirittura si ferma.

Un’utenza di energia elettrica può essere monofase, quella della normale servizio domestico, o trifase. La monofase prevede due cavi cavi elettrici (il neutro e una fase, con tensione di 220 volt); la trifase tre cavi (con tensione di 380 e 220 v olt). Una wallbox che lavora in monofase può arrivare al massimo a 7,4 kW, se si vuole superare questo limite occorre quindi passare a un’utenza trifase, caso che escludiamo in questo articolo. La normale utenza di casa è monofase con una potenza che si aggira attorno ai 3 kW, che in generale può essere sufficiente poiché c’è la possibilità (al momento fino a dicembre 2023), di prelevare fino a 6 kW nelle fasce orarie notturne e festive e prefestive, ma solo se si usa uno dei dispositivi di ricarica, cioè la nostra wallbox, approvati (sono elencati sulla pagina dedicata del GSE, Gestore dei Servizi Energetici).

Se però si ha la necessità di ricaricare spesso in fretta, può essere necessario richiedere l’aumento del contratto di fornitura, e in genere si può optare per i 6 kW visto che non richiedono un costoso adeguamento dell’impianto. La ricarica è più veloce? Dipende. In genere sì, perché una wallbox garantisce sempre il massimo dell’erogazione disponibile, ma ci sono tre limiti che la condizionano: la potenza installata in casa, che in genere è di 3 kW (come si è visto con la possibilità di sforare a 6 kW in determinate condizioni); la potenza della wallbox, alcune super-economiche possono essere anche da soli 3 kW; la capacità del trasformatore in dotazione alla moto.

I fornitori sono numerosi, per trovarne uno è sufficiente digitare “wallbox” in rete e uscirà una fitta pagina di offerte con i relativi modelli e prezzi, che possono variare da 500 euro a ben oltre i 1.000 euro, a seconda della potenza e dalle funzionalità, alcune comprendono pure l’installazione; ci sono offerte anche inferiori, ovviamente con funzionalità super-basiche e senza l’assistenza post vendita né l’installazione.

Ci sono novità da parte di Enel X, ad esempio la Juice Box, una gamma firmata Eni, e anche ottimi prodotti italiani. Esistono con varie potenze, e la scelta dipende dalla velocità di ricarica che si desidera; in più ci sono i servizi aggiuntivi, come il modulatore di ricarica (che come spiegato è indispensabile), la possibilità di gestione da remoto, il controllo di più utenti e numerose altre funzioni

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