a cura della redazione - 09 settembre 2013

Voglio il Ciao

Di questo ciclomotore ne hanno costruiti più di 3,5 milioni dal 1967 al dicembre 2006 ed è il record italiano di categoria. Apprezzato dai giovani per la sua praticità, economicità e robustezza è un concentrato di tecnologia e genialità meccanica

Voglio il ciao

Avete 500 euro da spendere? Volete un bel cinquantino che pesa poco più di una bicicletta (33 kg), che fa oltre 50 chilometri con un litro di miscela al 2% e che è un concentrato di tecnologia, un’opera d’arte d’ingegneria? Allora compratevi un Ciao (qui la gallery). Ne trovate tanti ancora in giro - e per niente arrugginiti - per il “banale” motivo che la Piaggio, a Pontedera, ne ha costruiti oltre 3,5 milioni. Niente male come numeri… Questi quattro pezzi di lamiera stampata e saldata insieme che abbracciano, nascondendolo un motore largo solo 10 cm (esattamente 102 mm) sono veramente il concentrato dell’incredibile inventiva che la Piaggio ha dimostrato nella sua storia a due, tre e quattro ruote, prima con la Vespa e non ultimo con l’MP3

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IDEA VINCENTE

Per tornare al Ciao, c’è da dire che nasce nel 1967, ma l’ingegner Corradino d’Ascanio, l’inventore della Vespa, non ha niente a che vedere con questo progetto, che si deve all’ingegner Bruno Gaddi e alla sua squadra. Questo ciclomotore che ha i pedali come una bicicletta (quando sei giovane e non hai più una lira per la benza, torni comunque a casa) è di un’imbarazzante semplicità costruttiva, a cominciare dal motore che è strettissimo ed orizzontale per stare nella parte centrale del telaio che serve anche da supporto per la ruota posteriore, che non è ammortizzata: praticamente non lo si vede ad eccezione della testa dove spunta la candela d’accensione. Si avvia pedalando stando in sella o spingendo con l’aiuto del decompressore (che serviva anche per spegnerlo) per vincere anche la pur modesta pressione in camera di scoppio, ha il raffreddamento ad aria forzata e l’alimentazione regolata dall’albero motore e una potenza “codice” di 1,4 CV a 4.500 giri. Il cambio non esiste perché il Ciao è monomarcia con la trasmissione primaria (una cinghia trapezoidale che avvolge la puleggia della frizione centrifuga a secco) che porta il moto al mozzo della ruota posteriore dove c’è un riduttore. Le versioni più “raffinate” hanno un variatore dei rapporti per evitare di ricorrere ai pedali come cavalli supplementari.

 

IL PRIMO È UNA VERA BICICLETTA

Il Ciao viene presentato l’11 ottobre 1967 sulla motonave Franca C delle linee Costa, ormeggiata nel porto di Genova, ma il vero debutto davanti al grande pubblico e a novembre al 40esimo Salone della Moto di Milano. La primissima versione, quella economica siglata N1, aveva la forcella rigida e il freno anteriore era a “pattino” esattamente come quello delle biciclette e costava 55.000 lire, mentre la versione E1 aveva forcella ammortizzata e freno a tamburo anteriore e prezzo di 59.000 lire; con 7.000 lire in più si aveva la V1, ovvero il modello con variatore automatico. E tutti e tre potevano avere cerchi a raggi da 17 o 19 pollici. Subito il Ciao ha un grande successo non solo per il prezzo e la tecnica concorrenziali, ma per l’accurato e sostenuto battage pubblicitario, che la Piaggio ben conosceva, avendola già sperimentato con la Vespa. Il Ciao è dichiaratamente rivolto alle ragazze, ma altrettanto apprezzato dalla clientela maschile anche per… la facilità con cui si poteva impennarlo e per la facilità nel far crescere le prestazioni con risultati meravigliosamente fuori Codice e ben lontani dai 40 km/h che mostrava in versione originale. Pinasco, Polini, Simonini sono tre tra i molti preparatori che si dedicano a questo ciclomotore: Polini negli anni sessanta vendeva almeno 15.000 kit che aumentava la cilindrata a 65 cc, mentre Simonini ha costruito un 100 cc con cilindro dalla distribuzione a otto luci di travaso e carburatore da 26 mm di diametro che aveva una potenza massima di 12 CV a 10.000 giri e spingeva il piccolo Ciao a una velocità di 140 km/h!

 

 

Per saperne di più potete richiedere Motociclismo d’Epoca 11-2007 (illustra la storia del Ciao) e la “Guida all’acquisto” pubblicata sul numero 12/1-2013, sempre di Motociclismo d’Epoca. La Guida riporta tutti i segreti per comprare un Ciao al giusto prezzo, compresi i costi dei ricambi, le varie versioni.

 

 

DATI TECNICI

Motore: monocilindrico orizzontale a 2 tempi con ammissione regolata dall’albero motore, raffreddamento forzato mediante ventola, distribuzione a luci incrociate e pistone a testa piatta. Alesaggio per corsa: 38,43x43 mm, cilindrata 49,77 cc, potenza 1,41 CV a 4.500 giri.

Accensione: volano magnete 6V-18÷20W calettato a sinistra dell’albero motore con bobina AT esterna, anticipo fisso 20°, distanza tra i contatti 0,4 mm, candela grado termico 225 vecchia scala Bosch (5 nuova scala), distanza tra gli elettrodi 0,5 mm.

Impianto elettrico: alimentato dal volano magnete. Faro anteriore con due lampade da 6V-15W per le luci di città e anabbagliante, fanalino posteriore con lampada da 6V-3W per luce di posizione. Avvisatore acustico sotto il fanale.

Lubrificazione: miscela benzina/olio al 2% per il motore; olio SAE 90 per il mozzo posteriore, quantità 60 gr (controllo ogni 8.000 km).

Alimentazione: carburatore Dellorto SHA 12/10 con filtro dell’aria a reticella metallica e depuratore-polmone di silenziamento in plastica, diametro diffusore 10 mm, getto massimo 43/100. Capacità serbatoio 2,8 litri compresa la riserva.

Cambio: monomarcia o con variatore automatico a seconda delle versioni. Frizione: automatica centrifuga a secco.

Trasmissione primaria: con cinghia trapezoidale in gomma e pulegge fisse per la versione monomarcia, rapporto 1,99; con cinghia trapezoidale in gomma, pulegge espansibili e variatore automatico per la versione con cambio. Trasmissione secondaria: con riduttore ad ingranaggi incorporato nel mozzo posteriore. Rapporti: 11/74 per il monomarcia con ruote da 17” e 10/75 con ruote da 19”; 1:12,5 per la versione con variatore e ruote da 17”, 1:13,884 con ruote da 19”. Rapporti totali di trasmissione: 1:13,387 monomarcia con ruote da 17” e 1:14,925 con ruote da 19”; 1:12,5 ÷ 1:18,75 per la versione con variatore e ruote da 17”, 1:13,88 ÷ 1:20,83 con ruote da 19”.

Telaio: in lamiera stampata e saldata.

Sospensioni: anteriore forcella rigida o elastica mediante levette oscillanti inferiori agenti su molle elicoidali.

Freni: versione a forcella rigida freno ant. a pattino tipo bicicletta, dimensioni dei pattini 37x11 mm; altre versioni freno ant. a tamburo, dimensioni utili 90x18 mm. Per tutte le versioni freno post a tamburo, dimensioni utili 136x12 mm.

Ruote: cerchi a raggi in acciaio 1,20-17” o 1,20-19”; pneumatici 2.00-17 0 2.00-19 ant e post a seconda delle versioni. Pressioni di gonfi aggio: 1,4 bar ant e 2,5 bar post.

Dimensioni (in mm) e peso: lunghezza 1.570 con ruote da 17” (1.615 con ruote da 19”), larghezza manubrio 630, altezza max al manubrio 995 (1.040), interasse 1.000, altezza sella regolabile da 750 a 790 (da 770 a 820). Peso a vuoto da 33,5 kg a 37,5 kg a seconda delle versioni.

Prestazioni (norme CUNA): velocità max 40 km/h. Consumo 1,4 litri per 100 km, autonomia 200 km. Pendenza massima superabile: 10% per il monomarcia, 15% per la versione con variatore

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