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Victory Judge: americana dark che vuole piacere agli europei

Nera, essenziale, compatta, un po’ dragster e un po’ naked; non brilla per carattere e comfort, ma beve poco e il prezzo è tra i migliori del lotto. L’ultima video prova singola delle 9 protagoniste della comparativa in Puglia (tutti i dettagli su Motociclismo di agosto)

Victory judge: americana dark che vuole piacere agli europei

Proprio come accaduto per le maxienduro in Tunisia, anche per la comparativa cruiser abbiamo prodotto un sacco di bei video. Il minimo per una prova che si inserisce nel lungo programma di eventi con cui festeggiamo insieme a voi i nostri primi 100 anni. Il film della comparativa pugliese ve lo abbiamo già proposto (cliccate sui link per il primo tempo e il secondo, dove si annuncia la vincitrice) e anche il back stage della prova è diventato un video (lo trovate qui).

 

UNA PER UNA

Tutti i dettagli della prova li trovate su Motociclismo di agosto, ma ora è il momento di concludere gli approfondimenti sulle moto. Ecco quindi l’ultima delle 9 video prove singole, per scendere nei particolari e assaporare “quasi dal vivo” le sensazioni provate dai nostri tester e dai lettori che abbiamo invitato a condividere l’esperienza. Nei video parlano tutti e i giudizi hanno tutti la stessa dignità, sia che provengano dall’esperienza del capo spedizione, sia che a formularli sia un emozionatissimo neotester.

 

LA PICCOLA DEL GRUPPO POLARIS

Per la nona e ultima video prova (dopo il filmato, i link alle precedenti otto), parliamo di Victory Judge (14.990 euro cim: qui la gallery). Si tratta della moto che, almeno finché non entrerà nei listini la Indian Scout 2015, riveste il ruolo di entry level della famiglia Polaris, che annovera i marchi Victory e Indian (negli USA ci sarebbe la bobber “economica” Victory Gunner, ma ancora non è chiaro se arriverà o meno in Europa).

La Judge è “piccola” ma per modo di dire, dato che è spinta da un bicilindrico a V di 1.731 cc. Con quasi 80 CV alla ruota e oltre 143 Nm di coppia (dati rilevati dal Centro Prove Edisport), il V2 Victory è in buona posizione tra quelli della nostra comparativa. Diciamo a metà graduatoria. Le prestazioni non mancano (4° posto nelle classifiche dei rilevamento di velocità max, accelerazione e ripresa) e ci sono pure un discreto sound e vibrazioni “buone”. L’erogazione - peraltro fluida e lineare - non mostra però picchi di alcun genere, non caratterizzandosi come… memorabile. Il motore manca un po’ di personalità, insomma, compensata con una richiesta di carburante tra le meno importanti della comparativa (solo Triumph fa meglio).

Nella guida, la Judge mostra un’ergonomia poco comoda, con una posizione in sella a braccia e gambe allungate, che non agevola il controllo e non massimizza feeling e maneggevolezza. La Victory ne risente soprattutto tra le curve, dato che nelle sparate da semaforo la sella bassa e infossata sostiene invece bene il pilota. Tra gli aspetti migliorabili aggiungiamo anche la frenata: all’anteriore il disco singolo è poco potente, mentre quello dietro si blocca facilmente. Con l’ABS non ci sarebbero problemi, ma è assente. Tutto questo, unito alle sospensioni rigide e all’imbottitura della sella sottile e dura, forse fa diventare la Judge più simile ad una muscle bike che a una cruiser. Per questo non ha convinto tutti i tester, che però ne hanno sottolineato la buona cura estetica e il prezzo invitante, il 2° più basso delle 9 moto del confronto pugliese. La Victory è una moto con delle qualità, comunque, che si è dimostrata, se non vincente, certamente divertente (guardate la foto di apertura e gli ultimi secondi del video…). Ma con delle pietre di paragone come quelle della nostra prova la vita non è per nulla facile.

 

 

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