Viaggio in Germania - le strade romantiche

La nostra macchina del tempo si chiama Honda Deauville, il punto d’innesto, Hockenheim. Qui, nel parco che ospita il famoso autodromo, tra le pieghe nascoste del circuito costato la vita a Jim Clarke, luogo natale di Benz, fondatore della Mercedes, si cela sicuramente il “gate”, la smagliatura che consente d’accedere ai paradossi della quarta dimensione (quella che secondo alcuni studiosi ci consentirebbe di comprendere il tempo).

Hockenheim-Heidelberg




PARTENZA La nostra macchina del tempo si chiama Honda Deauville, il punto d’innesto, Hockenheim. Qui, nel parco che ospita il famoso autodromo, tra le pieghe nascoste del circuito costato la vita a Jim Clarke, luogo natale di Benz, fondatore della Mercedes, si cela sicuramente il “gate”, la smagliatura che consente d’accedere ai paradossi della quarta dimensione (quella che secondo alcuni studiosi ci consentirebbe di comprendere il tempo). Fatto sta che abbandonando gli snodi autostradali oltre l’Hockenheimring, si compie l’impercettibile prodigio di trovarci catapultati in un altro evo. Heidelberg, a un tiro di gas, è la prima cartolina sospesa tra passato e presente che cogliamo lungo il nostro itinerario, racchiusa nella cornice di pochi ingredienti-tormentone: un fiume sereno, un ponte storico, una fortezza che occhieggia in cima a un colle. Per ottenere l’effetto, basta poggiare la moto sull’argine del Neckar e fermarsi a contemplare il Ponte Vecchio con la sua porta turrita, lo Schloss incombente distrutto dai fulmini, il nucleo barocco del centro storico dove vissero Friedrich Hegel e Max Weber, sede di un’università antichissima, la più antica e illustre della Germania. Ma nulla d’imbalsamato; 30mila giovani studenti affollano ogni via storica e ogni locale. Si può dunque socializzare alle panche di una birreria artigiana, oppure salire ai giardini del Castello, simbolo del Romanticismo tedesco, dove anche il poeta Goethe faceva il cascamorto sotto un albero di Ginkgo Biloba (fossile vivente con le foglie a forma di cuore, e perciò dichiarato dalle confraternite studentesche pianta dell’amore). Se invece ci si vuol divertire con la storia, l’antica locanda dell’Agnello d’Oro, sulla Haupstrasse, è il posto giusto. Tra uno stinco di porco ed una Weisser, ai clienti più simpatici il vecchio proprietario svela le vie segrete delle proprie cantine, in un curioso percorso di finti cimeli medievali, con sale banchetti attrezzate di balestre davvero funzionanti e armature tarocche, troni da operetta e corone di latta, affreschi e giardini, tirassegno e spadaccini.

Seguendo il Neckar





Verso nordest, seguendo il Neckar, ci attende l’Odenwald, la foresta di Odino. Bellissima e verdissima. Posto mitico per le pieghe. Vi si dipanano percorsi disegnati col pennello come la Siegfriedstrasse o la Nibelungenstrasse. Dedalo di opportunità spazio-temporali per ogni tipo di motocicletta. Basta seguire gli appassionati del posto che, nelle domeniche di bel clima, planano in sella ai loro bcilindrici o quattro-in-uno, più numerosi dei moscerini. Ma occhio: “d’estate è tutto un via vai di elicotteri del centro trapianti che trasportano organi...” avverte Immaculada, dell’ufficio turistico. Facendo le corna, è comunque possibile divertirsi tra boschi, curve e borghi dalle tipiche case a graticcio che sembrano appena uscite da un libro di fiabe. E nel periodo degli equinozi abbondano i festival celtici. Per esempio a Rehbach, nella campagna sacra a Odino: un intero fine settimana vede aggirarsi armigeri in costume, arcieri, cavalieri, dame e frati, filatrici e scudieri, boscaioli e mercanti. La Nibelungenstrasse si conclude nella valle del Meno, dove veniamo risucchiati dal fascino sospeso nel tempo di Wurzburg, altro antico centro universitario da 25mila studenti e 8 premi Nobel. E contraddistinto dai soliti tre elementi: fiume sereno, ponte storico, fortezza in cima a un colle. Quest’ultima è la Marienberg, spianata con le bombe dalla Royal Airforce nel ‘45, assieme all’80% della città, e costata per il solo ripristino dei bastioni oltre 40 milioni di marchi. Ma ora sembra nuova e domina con uno struggente colpo d’occhio il sottostante Alte Mainbrucke, il ponte ornato di statue che nei secoli ha visto passare Lutero, Goethe, Wagner, Hesse, Mozart, Tiepolo. Mainbrucke è esclusivamente pedonale. Si può invece salire in moto alla Fortezza, dall’altro lato del Meno, oppure raggiungere la stupenda Residenz, una reggia da far invidia a Versaille, tanto che perfino Napoleone la definì “la più bella canonica d’Europa”. Wurzburg per i motociclisti significa però anche Münch Mammut, l’esclusivo gioiello meccanico il cui ringhio, qualche volta, mozza il respiro sulle strade dell’Odenwald: 2000 cc, 400 chili, 300 km orari; prodotto in soli 250 esemplari. L’ultimo si trova da Münch Motorrad Technik Gmbh, al 4 di Faulenbergstrasse (www.muench-mammut-2000.com ). Se siete interessati, controllate di avere in tasca almeno 86.000 euro. Alla scontata birra tedesca s’affianca ora di prepotenza anche il vino, spremuto da ogni fazzoletto di terra al sole, da qui fino ai confini dell’Alsazia. Un paesaggio pezzato di filari che sembra rifare il verso alle Langhe piemontesi. Poco corpo, certo, ma bouquet gradevole per un prodotto coltivato con impegno e confezionato in bottiglie di prestigio, come la tipica “Bocksbeutel” che prende nome e forma dalla borraccia dei lanzichenecchi, anche se – giurano i più informati – si tratta in realtà dei testicoli del montone. Bocksbeutelstrasse si chiama appunto la strada che imbocchiamo tra vigne e valli in direzione di Francoforte.

Weissbaden e Boppard





A Wiesbaden, lussuosa località termale, il Main va, infine, a gonfiare il Reno. Il principale fiume tedesco s’allarga solenne, affiancato dalla strada e solcato dalle chiatte, in uno dei percorsi più romantici d’Europa. In moto è un po’ come tornare cavalieri medievali: l’opuscolo dell’ente turismo mappa in zona circa cento castelli di tutti i tipi e le fogge. S’ergono sulle sponde, sui costoni di roccia, fuori e dentro i centri abitati, poggiati sugli isolotti fluviali, acquattati in vista delle anse cieche. Il meglio conservato è il Marksburg, bianco e fascinoso quartier generale dell’Associazione Castelli di Germania. Sbuca all’improvviso da una curva mentre si raddrizza la moto, poi resta lì davanti per un po’ come fosse la stella polare. Il più simbolico, interamente attrezzato e visitabile, è invece il Burg Rheinstein. A Boppard, castello a parte, fermarsi a un tavolino in centro dà la stessa emozione di fare un balzo indietro di settecento anni. Senza considerare le imponenti mura romane, da poco riportate alla luce. Poca strada ancora ed ecco Koblenza, la città del cancelliere Metternich, 120mila anime ben organizzate; poco traffico e inquinamento zero. Una realtà che più antistress non si può. E - ci credereste? – anche qui ci sono un ponte, un fiume e una fortezza. Solo che il fiume non è uno, ma due, e il ponte non è storico ma ha l’aspetto di una campata in calcestruzzo che unisce le rive opposte, con l’urgenza anonima delle moderne infrastrutture. Serve a guadagnare la sponda dove domina la piazzaforte dell’Ehrenbreitstein, potente costruzione militare, dall’alto della quale si può ammirare il traffico intenso delle imbarcazioni fluviali nel punto d’incontro della Mosella col Reno. La statua simbolo del matrimonio tra questi due miti d’acqua, un uomo barbuto che abbraccia una giovane donna nuda, si nasconde nel Castello del Principeelettore. Non distante c’è anche un “Antico Museo del Reno”. Per chi vuole invece vedere un Panther V del ‘44 in azione, sulla Mayener Strasse c’è la più grande collezione storica di armi tedesche. Ma è la Mosella la nuova avventura romantica in cui ci tuffiamo, appesi al manubrio della nostra macchina del tempo. Che prima di seguire la Moselweinstrasse, lungo le morbide anse terrazzate a Riesling dove è nato Auguste Horch, fondatore dell’Audi (traduzione latina del cognome, che significa “ascolta”), ci conduce addirittura ai primordi del pianeta, attraverso le manifestazioni vulcaniche del geoparco nazionale Vulkanland Eifel (www.vulkanpark.com ), tra la A48 e la A61.

Treviri





Trenta chilometri più in là c’è il Nurburgring, mito assoluto dei motori. Come perderlo? Se siete fortunati vi fanno pure girare sul Nordshleife lungo. L’ultimo ponte storico sul fiume, ma stavolta senza fortezza, lo cogliamo a Treviri, la più antica città della Germania, fondata nel 16 a.C. e nientemeno che capitale dell’Impero romano d’Occidente. Città di Costantino il grande (palazzo e basilica) e di Karl Marx (casa-museo); personaggi che hanno cambiato decisamente la storia. Macchina del tempo indietro tutta, dunque, di fronte alle rovine delle Terme romane, le più grandiose e suggestive dopo Caracalla, o alla Porta Nigra, severo arco di accesso che data almeno 1800 anni. Per riallineare un po’ i fusi secolari scombinati, dopo un paio di schwarzwurst con purè di mele, nulla di meglio di un’ultima sgroppata. Attorno, prima di puntare la forcella verso casa, sappiate che è tutto pieno di parchi naturali, curve e colline. Per essere felici, basta dosare il gas e andare.

Bloc Notes





DOVE DORMIRE


Heidelberg

Zum Güldenen Schaf – Hip Hotel (4 stelle), Haupstrasse 115, tel. 06221 20879 (www.schaf-heidelberg.de ). Ricavato in uno storico edificio di oltre 250 anni, comprende 15 stanze sorprendenti arredate secondo temi esotici. Da 85 euro a stanza.

Wurzburg

Babelfish Hostel (ostello della gioventù), Prymstrasse 3, tel. 3040430 (www.babel-fish-hostel.de ). Pittoresca collocazione sotto il Marienberg, con 50 letti, parcheggio per le moto, cucina, lavabiancheria e Internet. Prezzi a partire da 16 euro a persona in camere a 2, 4, 6 o 8 letti.

Koblenz

Camping Rhein-Mosel (2 stelle), Schartwiesenweg 6, tel. (+49) (0)261- 82719. Aperto dal 1° aprile al 30 ottobre: 4,5 ettari di parco a ridosso del centro, in magnifica posizione panoramica nel punto di unione tra il Reno e la Mosella. Circa 300 piazzole e spazi tenda, ristorante, supermercato e servizi. Sui 12 euro moto + canadese.

Trier

Hotel Monopol, Bahnhofsplatz 7, tel. 0651 714090 (www.hotel-monopol-trier.de ). Solenne edificio in piazza della stazione con 50 letti in 28 stanze. Uno degli alberghi più economici della città, ma con tutti i servizi e attrezzato per i motociclisti. Camera doppia a partire da 65 euro.

DOVE MANGIARE


Non dimenticate che in molti ristoranti la cucina chiude senza appello alle 21,30 e difficilmente si va oltre le 22. Basso il gradimento verso i chiassosi.

Heidelberg

Gasthaus e Weinstube Hackteufel, Steingasse 7, tel. 06221 905380 (www.hackteufel.de ). A pochi passi dal Ponte Vecchio in zona pedonale (parcheggio moto a 20 metri). Romantico e vivace luogo di incontro per studenti con cucina tradizionale tedesca. Disponibili anche camere per pernottare.

Wurzburg

Ristorante “Alte Mainmühle”, Mainkai 3, tel. +49 931-16777 (www.alte.mainmuehle.de ). Pittoresco e raffinato locale ricavato in un mulino del 1643, proprio a ridosso dell’Alte Mainbrucke. Vino “Stein”, stufato della nonna, salsicce grigliate sul carbone di legno di faggio, pane casereccio cotto al caminetto, patate alla francona, carne, pesce e molto altro. Si può cenare all’interno, oppure nella romantica terrazza sul Meno, con vista sul Ponte Vecchio e sulla Fortezza Marienberg. Aperto dalle 10 a mezzanotte (cucina chiusa alle 22,30).

Koblenz

Restaurant Cafè “Ferrari”, Auf der Festung, tel. 0261 97309-16 (www.ferrari-koblenz.de ). Ricavato in suggestiva collocazione all’interno della Fortezza Ehrenbreitstein. Nessuna relazione con la Casa di Maranello o con lo spumante trentino, ma cucina di ottima qualità e buona cantina di vini locali ed esteri. Si mangia anche all’aperto, sui bastioni, in vista di Koblenza. 30 euro circa un pasto medio, menù turistici a partire da 15 euro.

Trier

Weinstube “Domstein”, Am Hauptmarkt 5 u. Dom, tel. 0651 74490 (www.domstein.de ). Affascinante locale in una delle più belle piazze della Germania. Offre cibi regionali, ma soprattutto i classici dell’antica cucina romana dei tempi di Costantino, secondo una rielaborazione delle ricette di Marcus Gavius Apicius (30 a.C.). A prezzi popolari.

DA NON PERDERE


Non è la Cappella Sistina il più grande affresco del mondo. La Kaisersaal della Residenza di Wurzburg, 600 mq di soffitto, dispiega un capolavoro grandioso e assoluto di Giovanni Battista Tiepolo che non ha eguali in dimensioni. L’intera residenza, che ha 340 sale, di cui 40 visitabili, e un vasto parco, è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio universale dell’Umanità. Il celebre pittore veneziano impiegò 13 mesi per completare l’opera con la tecnica della pittura “a fresco”. Le scene mostrano l’Olimpo, i quattro continenti, il carro di Apollo, i pianeti, le costellazioni. Apertura dalle 9 alle 18, ingresso 4,50 euro (www.schloesser.bayern.de ).

INFORMAZIONI UTILI


Sono ovunque ottime, gli asfalti perfetti e con elevate caratteristiche drenanti; le autostrade sono gratuite (ma non le toilette delle aree di servizio...). Il traffico è assai rilassato e disciplinato; da evitare le tipiche manovre “all’italiana” che mettono in crisi il senso civico e i riflessi dei tedeschi, aumentando di conseguenza il rischio di finire coinvolti in incidenti. In genere, dai motociclisti ci si attende lo stesso comportamento di chi va in auto... code comprese!

LINK


www.muench-mammut-2000.com
www.vulkanpark.com
www.schloesser.bayern.de

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