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Viaggiare in moto, parte 2: meglio con le piccole

Dopo anni di ansiosa rincorsa alle prestazioni, alle maxi cilindrate, alle supermoto da viaggio, si rallenta, si torna indietro. Per scoprire il piacere di guidare una piccola 125 da 9 CV. Parlo per me.

Viaggiare in moto, parte 2: meglio con le piccole

Per me la massima espressione della moto è guidare una maxi sportiva in pista, meglio se dell’ultima generazione e carica di CV, con i più evoluti sistemi elettronici e dalla ciclistica perfetta. Mi pare una cosa evidente: queste moto come prestazioni - intese in senso globale, potenza, agilità, piega, stabilità, frenata... - danno il massimo delle due ruote, e offrono un’esperienza che è incredibilmente emozionante, anche se non si è piloti del Mondiale.

 

NON SOLO PIEGHE

Appena sotto l’esperienza della pista metto la potenza pura. Il bello della moto è guidare con le curve, l’essenza delle due ruote è la piega, ma anche un bel rettilineo con una supercarenata e 200 CV da spremere, che ti lanciano a oltre 300 km/h, sono un’esperienza altrettanto eccezionale. Fino a 250-280 km/h la velocità è abbastanza emozionante, ma oltre quel limite c’è un vero e proprio salto nel vuoto: le cose cambiano faccia in un istante e il cuore inizia a battere forte.

 

SOTTO AI 190CV, SONO MOTORINI

Ecco perché quando devo dire la mia in tema di moto vado a finire sempre lì: prestazioni, prestazioni, prestazioni. Un po’ monotono, vero? Ma facendo questo lavoro ho scoperto che anche una piccola moto è gustosa da guidare, e anche uno scooter può essere molto divertente (prima che iniziate con gli improperi ascoltate: uno scooter non è una moto, sono due mezzi di trasporto diversi. Come l’autobus e la macchina sportiva. Ok?).

 

ANCHE UNO SCOOTER PUO' DIVERTIRE

Anni fa per provare la gamma di scooter 250 abbiamo organizzato una scappata in Austria: tutti a Vienna a mangiare la Sacher. Una stupidaggine, certo, eppure in quella “gara” ci siamo divertiti tantissimo. Una gara perché la regola era: si parte, vediamo che arriva prima. Bambini. Però ci siamo goduti dei mezzi che - a noi duri e puri delle due ruote - ci facevano ribrezzo. E abbiamo anche dimostrato che uno scooter non è niente male per un viaggio che oggi in genere si pianifica con una supertourer superaccessoriata di cilindrata almeno 4 volte superiore.

 

GRAZIE AI VIAGGIATORI

In questo periodo Motociclismo è invaso da viaggiatori, piccoli e grandi, che partecipano a una novità, un’iniziativa sui viaggi che coinvolge direttamente voi lettori (presto arriveranno tutte le informazioni). Invidiare i grandi viaggiatori è scontato, che ci affascinano per le esperienze che hanno vissuto e per il coraggio, non tanto quello che serve per girare il mondo, quanto quello che ci vuole per mollare tutto, casa, famiglia, amici, in cambio di qualche mese di vita sulla strada. I piccoli però inquietano. Perché ti insinuano un tarlo in testa, che rosica, rosica e par che dica: abbiamo ragione noiiiii...

 

VIAGGIARE CON LE MOTO "SFIGATE"

Per piccoli viaggiatori non intendo quelli che fanno viaggi brevi, ma quelli che usano mezzi di piccola cilindrata. In particolare mi ha colpito Davide Marelli, che se volete vedere com’è fatto cliccate qui. Davide ama viaggiare con le moto di piccola cilindrata. Le chiama “sfigate”, perché sono lente. Ma poi dice di avere scoperto che è proprio questa lentezza il loro grande pregio, perché permette di godersi appieno il viaggio, mettersi in contatto con il paese che si visita e anche avvicinare di più la gente. Questa sua frase mi ha colpito.

 

CASELLO-CASELLO IN 2 ORE E 50

Se ci pensate bene a cosa serve la velocità in viaggio? Oggi per fortuna è finita l’era del record casello-casello, e poi il bello del viaggio in moto è proprio lo stesso viaggiare, non la tappa o il macinare chilometri su chilometri. Guidare un moto troppo potente, poi, impone una grande concentrazione, sia per la velocità, sia per l’impegno della guida di un mezzo che spesso arriva a pesare 300 kg. Muoversi con un “motorino” è tutta un’altra cosa.

 

HO NOLEGGIATO UNA HONDA INNOVA

Da anni le vacanza le faccio normali, cioè in aereo. A Minorca però ho noleggiato un mezzo, e il primo giorno (non c’era altro) mi hanno dato una Honda Innova. È uno di quei mezzi orientali a metà strada tra lo scooter e la moto, con il cambio ma senza la frizione. 125 cc, 9 CV, in genere la potenza dei motorini di avviamento delle moto che mi piacciono. Be, con questo coso mi sono divertito come un matto. Perché non cammina nemmeno in discesa, e poi perché ha le marce. Allora in curva dovevi sempre cercare la traiettoria migliore, arrotondare, mettere la marcia giusta (scelta comunque quasi indifferente, visto che non va con nessuna marcia). Tra le gambe avevo due borse del mare, ero seduto su un asciugamano e dietro avevo mia moglie. Che - sopportando con cristiana misericordia la mia guida “sportiva” - spesso mi riportava alla realtà: PIANINO! Non voglio fare le ferie con i cerotti. Non sei né il papà di Valentino Rossi, né il nonno di Marquez. L’età, in effetti, ci sarebbe. Ma, si sa, i motociclisti non crescono.

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