17 February 2013

Valentino Rossi: onomastico in tribunale

Il campione di Tavullia ha passato il 14 febbraio, giorno di S. Valentino, al palazzo di giustizia di Pesaro. Due processi in una giornata, entrambi come testimone, per questioni riguardanti persone a lui vicine nei problemi finanziari

Valentino rossi: onomastico in tribunale

È appena passato il giorno del compleanno di Valentino Rossi, una ricorrenza sicuramente lieta che anche noi abbiamo festeggiato con lui. Ma solo pochi giorni fa, il 14 febbraio, è stato anche l’onomastico per il campione della Yamaha. Tra i molti modi disponibili per passare San Valentino, Rossi ha dovuto scegliere uno tra i peggiori. Il Dottore è stato trattenuto per tre ore dai magistrati di Pesaro, per intervenire come testimone in due processi. Il  tema è sempre quello dell'evasione delle tasse, che ha visto “interessati”, con esiti diversi, anche i colleghi Marco Melandri e Max Biaggi.

TUTTO HA INIZIO QUANDO…
Il brutto rapporto tra Valentino e il Fisco italiano risale dal 2000, quando il pilota prende residenza a Londra, costituendo società estere per gestire i contratti di sponsorizzazione. Purtroppo per lui però, gli importi irrisori dichiarati non convincono l'Agenzia delle Entrate. Nell'agosto del 2007 si arriva così ad una pesante ammenda: 120 milioni di euro, il risultato dei 60 milioni di tasse non pagate più multe e sanzioni varie. Rossi se la cava patteggiando per il pagamento (a rate) di circa 35 milioni di euro e riportando la sua residenza in Italia.

VALENTINO E L'EX MANAGER
Tornando ai giorni nostri, il primo processo (penale) che vede Valentino coinvolto a Pesaro come testimone dura solo mezz'ora. Il caso riguarda il suo ex manager, Luigino Badioli detto Gibo. Il Fisco lo accusa di evasione per circa 10 milioni di euro, sostenendo che la maggior parte dei guadagni li ha fatti in Italia tra il 2001 e il 2006, proprio il periodo delle sponsorizzazioni del pilota di Tavullia. Rossi chiarisce subito che i rapporti con il manager si sono incrinati nel 2007, proprio allo scoppio del caso di evasione fiscale. Valentino decide infatti di tornare in Italia per patteggiare mentre, stando alla sua versione, Badioli fa una scelta diversa lasciando la residenza all'estero. “La regola – dichiara Rossi al PM - era che lui prendesse il 20% dei miei guadagni, io mi tenevo l’80. La mia fiducia per lui era assoluta. Io pensavo a correre e basta. È stato Gibo a consigliarmi di andare a Londra”.

VALENTINO E GLI EX COMMERCIALISTI
La seconda causa (civile) della giornata “giudiziaria” di Valentino lo ha visto coinvolto come parte civile contro i suoi ex commercialisti dello studio Mainardi – Tasini. L'ufficio legale aveva chiesto al Dottore 1,8 milioni di euro come parcella per averlo assistito nel contenzioso con l'Agenzia delle Entrate. Rossi, credendo di poter avere uno sconto, pensava di regolare il tutto con un milione. L'interrogatorio, durato 2 ore, ha visto la sua parte proporre come accordo 700mila euro, ma per ora la controparte non si pronuncia

L'UDIENZA È TOLTA
Entrambi i procedimenti sono stati aggiornati a maggio. Il 15 per il caso di Badioli e il 16 per quanto riguarda i commercialisti. In quest'ultima dovrebbero testimoniare anche Carlo Fiorani (direttore sportivo di Honda Motor Europe), Davide Brivio (ex "capo" di Rossi in Yamaha) e Lin Jarvis (attuale boss del tram Yamaha). 

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