Rossi: "Abbiamo problemi, ma dobbiamo reagire! Credo nel titolo"

Il Dottore parla della corsa al decimo titolo iridato. Quella del GP d’Olanda è un’ottima occasione per non perdere terreno su Marc Marquez e vincere per la seconda volta di fila al TT di Assen. Le dichiarazioni su campionato, rivali e team satellite Yamaha
Il GP d’Olanda è alle porte e tra qualche ora la classe regina calcherà per la settantesima volta l’asfalto di Assen. Uno dei protagonisti più attesi è sicuramente Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP), vincitore per dieci volte del TT e uomo dell’ultimo successo su M1 tra le curve della Drenthe l’anno scorso. Il Dottore è intervistato dall’emittente spagnola Movistar MotoGP e parla di moltissime cose, come l’inseguimento non solo alla seconda vittoria olandese di fila ma anche al tanto desiderato decimo titolo mondiale, dell’adrenalina della gara e degli avversari, Marc Marquez (Repsol Honda) e Jorge Lorenzo (Ducati Team) su tutti.

“Devo dire che negli ultimi anni, dopo Ducati, non è mai stato facile vincere anche se ci sono riuscito”, commenta Rossi. “Ma bisogna sempre restare davanti, fare dei podi come quelli di questa stagione e pensare che vincere sia sempre possibile”. L’inseguimento della decima corona è l’obiettivo primario, “È normale, dieci è un bel numero. Questi tre arrivi utili di fila ci hanno dato grande motivazione e ci fanno credere al campionato; anche se non siamo molto rapidi siamo lì. Spero che sia una motivazione aggiuntiva per Yamaha visto che c’è molto da lavorare”.

Una M1 non perfetta è forse quello che più di ogni altra cosa trattiene Valentino al secondo posto in classifica generale a meno 27 punti da Marquez. Ne parla: “Io credo che i problemi siano molto chiari, necessitiamo tempo e dobbiamo assolutamente reagire. Honda e Ducati hanno fatto un passo in avanti a metà 2018 per quanto concerne l’elettronica”, non tutto è però senza luce. “Penso che abbiamo migliorato e abbiamo trovato un buon equilibrio in questa stagione nei test dopo Le Mans”.
Per inseguire il sogno iridato però, serve una grandissima spinta che arriva dalla motivazione. Valentino svela un segreto dopo aver scherzato sul futuro compleanno, il 16 febbraio: “Come lo festeggerò? Credo che saremo ad un test. Saranno 40 ma non penso ci sarà molta differenza con i 39 attuali”. Rossi, animale da corsa, parla proprio del suo giorno: “È sempre stato così, la domenica do il massimo. Lavoro molto durante le sessioni e le qualifiche ma la mia virtù è la gara. È dove guardi gli avversari negli occhi, dove puoi lottare. Diciamo che è la motivazione che mi ha portato a firmare per altre due stagioni”.

Gli avversari appunto, un commento sui principali: Lorenzo e Marquez che l’anno prossimo formeranno un dream team sotto i vessilli HRC: “Lorenzo con la Honda ufficiale sarà un problema, soprattutto per lo stesso Marquez. È un compagno di box tosto”. Sul numero 93 ha detto: “Sono contento perché lui ha seguito molto quello che ho fatto io, ho dato l’esempio ma siamo totalmente diversi”.
Dopo un commento sul compagno attuale, Maverick Viñales con il quale la relazione è ottima e indubbiamente meglio di quella con Lorenzo, Rossi parla anche della ipotetica e annunciata scuderia satellite Yamaha che nel 2019 entrerà nella classe regina. Due M1, una per Dani Pedrosa e l’altra per Franco Morbidelli. “Anche questo sarà una grande box. Pedrosa può essere importante per noi, è un pilota forte, d’esperienza e può darci una mano. Se viene lui sono contento”.

Sulla nuova struttura di Iwata il Dottore ha parlato anche durante la conferenza stampa che ha aperto il GP, nello specifico di Morbidelli, suo allievo nella VR46 Academy: “Conosco bene Franco e conosco il suo potenziale che in questa stagione non sta dimostrando per via anche di una situazione di scuderia non facile. Ma ha già dimostrato tanto e sarà forte su una Yamaha”.
1/28 MotoGP 2018, Montmelò: Marc Marquez, Honda

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