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Un Caballero elettrico nel futuro di Fantic Motor?

Pochi giorni fa Fantic Motor è passata nelle mani di Venetwork, ora i nuovi dirigenti illustrano i progetti per il futuro. Il piano industriale sarà indirizzato al vintage e all’ecosostenibilità. L’obbiettivo è arrivare a competere con Beta e KTM

Un caballero elettrico nel futuro di fantic motor?

Fantic Motor è un’azienda fondata nel 1968 a Barzago (LC, ma allora era provincia di Como), il culmine del successo l’ha ottenuto negli anni ’70 e ’80 grazie al suo modello da fuoristrada: il Caballero (trovate un articolo a riguardo su Motociclismo d’epoca di novembre in edicola in questi giorni); proposto in due versioni, 50 cc e 125 cc, fu un simbolo tra i giovani di quel periodo. Negli anni ottanta la Casa lombarda divenne importante anche nel mondo del trial vincendo 3 titoli mondiali con Thierry Michaud. Nel 2003 l’Azienda venne acquisita da Federico Fregnan e trasferita a Dosson di Casier (TV), ma è notizia di qualche giorno fa il nuovo passaggio di proprietà: Fantic Motor viene rilevata da Venetwork, un trust di imprenditori veneti che finanziano nuove attività sul territorio del nord est.

OBBIETTIVI AMBIZIOSI

Oggi Fantic Motor è presente sul mercato con una gamma di moto da cross e motard che vanno dal “cinquantino” fino ai 300 cc, ed è distributore in Italia delle moto vintage Mash. Per il primo anno i nuovi dirigenti aspirano a produrre mille moto che dovrebbero portare nelle casse dell’azienda tre milioni di euro di ricavi. Ma gli obiettivi dichiarati sono molto più ambiziosi: in cinque anni si punta a 40 milioni di euro di ricavi producendo moto enduro e fuoristrada di cilindrata compresa tra i 50 cc e i 350 cc, moto da strada di taglio vintage e moto elettriche. Nel mirino di Venetwork ci sono i grandi rivali Beta e KTM, soprattutto la crescita esponenziale di quest'ultima è un punto di riferimento tenuto ben presente.

VERSO UN FUTURO ECOSOSTENIBILE

Amministratore delegato e socio nell’impresa è l’ingegner Mariano Roman, queste le sue parole: “Ora il piano industriale è quello di concentrare la produzione sul vintage e sull’ecosostenibilità. Per il primo segmento siamo già distributori in Italia del marchio francese Mash, mentre sull’altro fronte intendiamo sviluppare il capitolo della trazione elettrica”. Della stesso parere anche Alberto Baban, presidente di Venetwork: “Il mercato delle due ruote da noi è fermo, nessuno scommetterebbe un euro su un simile progetto. Ma Venetwork è nata per individuare le piccole sane realtà industriali e cercare un re-startup. Si tratta di dare rilievo a un Made in Italy che altrimenti rischierebbe di non crescere”.

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