Tutto quello che vorreste sapere sul Monster 1200

Tutto o quasi tutto quello che è stato chiesto da internet, dal sito e dalla pagina di Facebook di Motociclismo. Sono domande interessanti, alcune anche simpatiche, alla quali rispondo al volo: et voilà!

Tutto quello che vorreste sapere sul monster 1200

Il test della nuova Ducati Monster 1200 pubblicata su sito di Motociclismo (eccolo qui) ha suscitato molto interesse, e ci sono stati numerosi interventi. Non sono mancati quelli spiritosi. Siccome è un argomento importante, li ho raccolti in questa pagina, dove cercherò di commentarli. È il bello di internet, permette di rispondere a dei quesiti che in una prova a senso unico potrebbero anche sfuggire, anzi molte di queste domande sarebbero rimaste senza risposta. Quindi vi ringrazio tutti per questo prezioso contributo. E ora via alla discussione, partiamo dalle chiacchiere poi scendiamo nel tecnico.

 

POURPARLER

Valeria. Bella moto da sparata, prezzo in linea con il valore della moto. Di certo difficile andarci a passeggio. Se avessi il capitale da investirci un pensierino ce lo farei.

Fabrizio. Perché dici sia solo da sparata? Nel senso che non resisteresti più di 5 minuti senza la gioia di accelerare in maniera sconsiderata?

Risposta. Fabrizio ha ragione. In genere quando si prova una moto si dovrebbe andare per gradi, cercare di capirla iniziando con le mappe soft, con la guida in relax e poi aumentare un po' il ritmo e infine dare una tiratina. In realtà se sotto il sedere hai una moto come la Monster succede il contrario: si parte a cannone e poi, magari nel pomeriggio, ci si ricorda che il gas si può anche parzializzare e che (toh) c'è anche la mappa Urban. Alla pausa pranzo, parlando con i progettisti, ho detto che mi immaginavo una moto più tranquilla, cioè non me la sarei mai aspettata in grado di battersi con le varie superbike nude. È vero che le tre bombe (Tuono, S 1000 R e 1290 Super Duke R) hanno 15-35 CV in più, ma è anche vero che tutta questa cavalleria su strada diventa un po' difficile da sfruttare, quindi il confronto diventa possibile. E poi c'è la ciclistica della Monster - Öhlins, Brembo, Pirelli, più distribuzione dei pesi ecc - che la rende davvero arrabbiata. Insomma: difficile resisterle, impossibile non spalancare il gas e scaricare tutti i 145 CV in terra ad ogni uscita di curva. Da questo punto di vista Valeria sembrerebbe avere ragione "difficile andarci a passeggio", ma se usi la configurazione Urban, l'erogazione diventa davvero molto dolce, e la guida risulta facile. Anzi, con questa Monster è più facile andare a passeggio che guidare come gli assassini, cosa che abbiamo potuto fare solo perché la polizia di Tenerife ci ha chiuso la strada.

 

Matteo. Scusate, ma cosa dovrebbero centrare le altre moto? È un articolo sulla nuova Monster non una comparativa! Hanno semplicemente detto ciò che hanno provato guidandola! Pregi e difetti verranno fuori nelle comparative anche se sarebbe una cavolata paragonarla a moto da 160 CV (Aprilia e BMW) e 180 CV (KTM) cioè di fascia motoristica ben superiore.

Risposta. Matteo interviene così perché qualcuno ha iniziato i confronti, in particolare con le tre supernaked prima citate. In linea teorica Matteo ha ragione, ma è logico che appena si legge la prova di una moto scattino i paragoni. Pregi e difetti sono già stati descritti nel test - un approfondimento ci sarà nella rivista - e per quanto riguarda la "fascia motociclistica ben superiore" ho risposto prima, quella delle SBK nude lo è ma non così come si potrebbe supporre. Una prova comparativa non serve per trovare i difetti, ma per capire come si piazza una moto rispetto un'altra.

 

Paolo. Mi sembra più equilibrata della Streetfighter 1098 S, e costa pure meno, anche se il prezzo è decisamente elitario. In realtà non sono moto dello stesso segmento, ma in sostanza il Monster 1200 è andato a sostituire la Streetfighter.

Risposta. Ottima osservazione, Paolo. Nel 2008, all'uscita della Monster 1100 S, abbiamo chiesto: e la Monster 1198 quando arriva? Visto che in passato ci avevano viziati con le versioni motorizzate superbike. La risposta fu "Non arriva". Perché dal 2008 la gamma delle nude Ducati si era divisa in due, le Monster (buone) da una parte, e le Streetfighter (cattive) dall'altra. Oggi invece la maxi Streetfighter non c'è più e la Monster si è allargata fino alla soglia delle naked sportive. Quindi è vero: il Monster 1200 è andato a sostituire la Streetfighter (maxi), ma allo stesso tempo si estende verso il "basso", cioè anche alla guida più turistica.

 

I CRITICI

Virgilio. 20 anni fa la 916 di foggi aveva 140 cv dopo 20 anni cuesta che e 1200 ce ne a 145.. ammazza che progresso.

Risposta. Premetto che Virgilio è uno dei miei preferiti, i suoi interventi sono troppo simpatici, scritti in slang romanesco (questo l'ho lasciato così come lui l'ha scritto) e con dei contenuti spesso azzeccati. Dice di se stesso: "... so come er poeta lui si chiamava virlgilio marone io me so evoluto". Virgilio, questa volta però non sono d'accordo con te. La moto di Fogarty era da competizione, e il motore si smontava ad ogni gara. Quello della Monster ha la revisione delle valvole a 30mila chilometri. E comunque la citazione "la moto di Fogarty aveva 140 CV" è solo per ribadire il percorso compiuto dalla Monster. A questa osservazione ribatte Massimiliano...

Massimiliano. Infatti il progresso è stato minimo. Tanta elettronica, a quel punto potevano fare un motore da almeno 160 CV, la sicurezza, ABS e altro, tanto te li fanno pagare.

Risposta. Se è per i CV avevano un motore già pronto da 170, che è quello della 1198. Quindi costava pure meno. La modifica, 11°, corpi farfallati, elettronica, è stata fatta per offrire un bicilindrico capace di viaggiare in città a un filo di gas e tirar fuori 145 CV quando si vuole.

 

Michele. Bella, ovvio. Ma vista di fianco ha un po' troppe contaminazioni Diavel.

Risposta. Ci sono due riferimenti alla Diavel, il giro dei collettori e il portatarga sul mozzo. A mio giudizio sono azzeccati entrambi (volendo il portatarga c'è anche tradizionale) e questa "contaminazione" la immagino come un'evoluzione dello stile Ducati in generale. Ti dirò di più: se ti avvicini e ti siedi scopri che dalla Diavel arriva anche qualche buon concetto ergonomico. La Monster ora è più comoda, il che non guasta.

 

Fabio. Un'altra naked utilissima per far impiastrare un po' di motobaristi.

Risposta. Sì, se si guida a gas spalancato in modalità Sport non è una moto per tutti, come ho scritto nel test. Ma si può andare anche piano. E per far impiastrare un po' di motobaristi a mio parere bastano anche 99 CV.

 

Massimiliano. Praticamente non ha difetti? Ahahahahahah... Ma paragonatela alla KTM, BMW, Aprilia... poi vediamo, dai ragazzi poi vi dicono che siete di parte, vero o no? La moto è sempre perfetta finché non arriva quella nuova, dopo trovate tanti difetti. Comunque l'avete provata ed è senza difetti? Lo direste? Sennò poi dovrete comprare anche la Ducati dal concessionario per provarla.

Risposta. Qualche difetto c'è, alcuni li ho citati nella prova, altri li descriverò nel pezzo sulla rivista Motociclismo. Non si tratta di problemi gravi, ovviamente, ma di dettagli, altrimenti li averi messi nel resoconto rapido del sito. A tempo debito è probabile che la paragoneremo alla KTM, alla BMW, all'Aprilia... Ma prestazioni a parte, come accennato prima, non vedo delle grosse difficoltà per la Ducati. Per quanto riguarda la nostra presunta imparzialità ti faccio rispondere da Marco e Fabrizio. E auguro che tu un giorno riesca a mettere un po' di fantasia nelle tue critiche verso di noi.

Marco. Non erano filobmwisti? Fabrizio. No, erano soprattutto filomvisti.

 

Achille. Considerando il prezzo e il livello della moto, sul quel ben di dio di computer che ha al posto del cruscotto manca l'indicatore della marcia. O sbaglio? Pelo nell'uovo o non se ne sente la mancanza? Ad ogni modo è una moto stupenda.

Risposta. Sì, Achille, manca, su strada non è indispensabile ma farebbe comodo. Immagino anche che sia un'informazione facile da inserire, visto che sicuramente con tutta quell'elettronica quel dato gira già per la rete di bordo.

 

Marco. Ma il cruscotto? Non si vede una cippa!

Risposta. In pieno sole alcuni colori del cruscotto (in particolare il rosso) sono poco visibili, ma quello che si vede nella telecamera, non so spiegare perché non è la realtà. E meno male, infatti non si "vede una cippa" come giustamente dici. Immagino che il problema sia il sole che si riflette sul plexi e la risoluzione del video, limitata dal caricamento sulla rete.

 

GLI ECONOMISTI

Donato. Ci si allontana sempre più dai prezzi che risolleverebbero il mercato. Ok, abbiamo un super Monster ma considerando il listino rinuncio a qualche CV e mi butto su una MT-09.

Giuseppe. Costa tanto, ecco perché preferisco le jap.

Achille. La base costa 13.490 cim, non troppo distante dalla Kawasaki Z1000 che costa 12.040

in compenso non ha il DTC e le mappature di serie. La S in effetti è costosa, la base costa il giusto.

Marco. Per dovere di cronaca: sono "solo" 1.450 euro di differenza...

Risposta. Per tutti: la Ducati ha scelto di offrire un prodotto "premium", quindi moto di fascino con alto contenuto tecnologico e di stile. Visti i volumi produttivi non avrebbe senso mettersi in competizione con i colossi giapponesi o asiatici, che puntano anche su piccole moto di basso prezzo. È per questo motivo per cui dal listino sono sparite le piccole cilindrate. Il minimo oggi è rappresentato dalle Monster 696 (8.490 euro cim) e 796 (9.690 euro cim); le altre sono tutte oltre i diecimila euro. È una scelta commerciale. Addirittura le prime proiezioni di vendita danno una divisione al 50% tra la base e la S, e in futuro si pensa perfino a un sorpasso della più costosa, separata di ben 2.500 euro dalla base. Capisco Marco che dice che i 1.450 euro tra la Monster 1200 e la Z 1000 non sono bruscolini, ma in questo segmento tale differenza non è importante.

 

GLI ENTUSIASTI

Mattia. Molto bella! E che strade stupende a Tenerife. Aldo, la moto in prova monta lo scarico originale o il Termignoni? Nel video ha un suono molto cupo ed è bellissimo quando cambia tonalità a 7.000 giri.

Giovanni. Ho la bava alla bocca! Peccato che per adesso manco con il binocolo. XD

Alessandro. Vabbè... CIAO

Giovanna. Wowow

Michele. Bella e tosta! Aspetto i demo ride.

Cristiano. E 'sti scarichi aperti... Cambia di parecchio l'erogazione? E il suono è più bello ed accattivante? Il DTC lo hai levato per fare le penne? Che bambinone!

Risposta. Anche io, appena avviato il Monster mi sono stupito: finalmente una moto che suona come una moto! Non pare di serie, e in effetti il rombo è da brivido, un bel regalo! Poi diventa pienissimo oltre i 6-7 mila giri, e fa paura anche in rilascio. Questa Monster l'abbiamo avuta in prova con lo scarico di serie, pensate un po' con i Termignoni cosa dev'essere... Michele: dopo il demo ride facci sapere cosa ne pensi. Cristiano: le penne, ovvio, i motociclisti non crescono mai.

 

LA PAROLA AI TECNICI

Emanuela. L'ammortizzatore attaccato alla testata, cioè alla parte più calda del motore, sopra allo scarico, dietro al cilindro posteriore è veramente una genialata: funzionerà sicuramente sempre benissimo.

Risposta. Non credo che una cosa così sarebbe mai sfuggita agli ingegneri Ducati, non hanno fatto una special in cantina ma progettato la nuova Monster. Comunque la domanda è lecita. Interpellati i tecnici, mi hanno detto che il calore trasmesso è trascurabile, e che non è stato necessario adottare alcun accorgimento per limitarlo. Per tutti: capisco il tono caustico di Manuela, ducatista da tempo. Le novità, in questo caso la panigalizzazione e la diavelizzazione della Monster, non si digeriscono subito, perché si vedono come un tradimento della fede ducatista. Col tempo però la ritrosia passerà. Andate ai demo ride, iniziate la cura. Andrea su questo è un po' drastico ma leggete cosa dice....

Andrea. Nei commenti di tanti ducatisti leggo un'infinita nostalgia dei modelli precedenti. Noiose dietrologie. Quasi come se il traliccio fosse una religione. Fatevene una ragione, il mondo si evolve. nel bene o nel male. Se non vi piace fate pure delle osservazioni o più semplicemente comprate altro. Non rendiamo il motociclismo come il calcio.

 

PRO E CONTRO

Giuseppe. Bellissima moto ma a quel prezzo ci viene la BMW R 1200 R. È divertentissima e si sfrutta anche nei lunghi tragitti.

Sergio. Ma che me ne faccio della BMW R 1200 R? È un obbrobrio di fronte a questa.

Risposta.

Paolo. KTM? BMW? Aprilia pure pure, ma il resto... cacca.

Risposta. Giuseppe, Sergio, i gusti sono gusti, e poi queste due moto sono talmente diverse. Insomma, avete ragione tutti due. Paolo: è la tua classifica di merito? In ogni caso, perché parlare di marchi e non di moto?

 

I FILOSOFI

Flavio. Queste naked da 140-160 CV che fanno adesso che senso hanno? Propongo una prova: si va su uno dei classici passi da uscita domenicale con una KTM 690, una Honda Hornet, un Monster 796, una Street Triple e le tre follie KTM 1290 Super Duke, Monster 1200 e BMW S 1000 R. Con l'acquisizione dati verifichiamo quanti CV effettivamente si usano su una strada aperta al traffico ad andatura da smanettone. E chi si diverte di più. Secondo me ci sarebbero molte sorprese.

Risposta. Su quella strada perfetta si arrivava alla zona rossa, quindi i 145 CV in terra ci sono andati tutti. Non è una guida da prendere sottogamba, avevamo la strada chiusa per noi, non tanto per i contromano (evitati, un pizzico di istinto di conservazione resta), quanto per i limiti, stracciati.  Per quanto riguarda misurare "quanti CV effettivamente si usano su strada" questo cosa significa? Non è la quantità di CV che fa piacere la moto, ma la qualità dell'insieme motore e ciclistica. A mio giudizio dai 100 in poi su una buona moto si va alla grande. E comunque questi 145 su questa ciclistica vanno benissimo.

 

CONCLUSIONE

Marisa. Che popolo meraviglioso il nostro... Artisti, eroi, santi, ma anche di commissari tecnici, ingegneri ed esperti di marketing. Per Flavio 140 CV sono troppi, per Massimiliano e Virgilio sono tutti cancelli se non hanno almeno 160 CV...  

Risposta. Sì, Marisa, il nostro è davvero un popolo bellissimo.

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