Turismo in Corsica: il Capo Corso in senso antiorario

Abbiamo percorso in senso antiorario il Capo Corso o Cap Corse, tratto della Corsica noto anche come dito. Siamo partiti da Bastia, per arrivare alla spiaggia di Saleccia, passando per le sabbie nere della spiaggia di Nonza.

LA CORSICA

LA CORSICA“Guarda che strada, lì, in mezzo alla montagna!”.“Scherzi? Quello è il dito, CapoCorso, lì le strade sono tutte così,senza protezioni, strettissime e pericolosissime!”.Il traghetto sta per attraccare nelporto di Bastia e, non sappiamo perché, ciritornano alla mente le parole didue giovani livornesi ascoltate nel1993, in una situazione analoga.1993, quanti anni! Ma i preconcetti della gente nonsono cambiati. Soprattutto sucose di cui si ha spesso un’ideaassai approssimativa. Soprattuttosu questa Corsica.“Chi ha fatto molti viaggi in Corsicain automobile porta con séun particolare pezzo di ricambio:i finestrini laterali (!). La rottura diuno di essi è, infatti, una praticamolto diffusa. I luoghi più pericolosisono i grandi parcheggi, soprattuttoquelli nelle città. Non sideve lasciare nulla di valore nelleautomobili. Alcuni esperti turistisono soliti lasciare la macchinaaperta (!). I motociclisti si devono munire di pesanti catene”. Certo che se anche le guide si impegnano in questo terrorismo psicologico, si può ben capire l’apprensione di un Lionello alla sua prima esperienza sull’isola. Negli ultimi 10 giorni abbiamo visto le sue tensioni, i suoi dubbi, le sue perplessità, crescere a dismisura. Consigli di amici sull’utilizzo di mega antifurti, di amici di amici a cui hanno rubato la moto, di amici di amici di amici che consigliano la stipula di assicurazioni antifurto, di amic... Basta! “Il sole ha fatto l’amore con il mare con tale intensità da generare la Corsica”. Naturalmente non è nostra, bensì di un certo Antoine de Saint-Exupery. Si fregano la moto? Bene le rubano a Milano, a Roma, anche a Pescara ultimamente. Niente paranoie.

CAP CORSE O CAPO CORSO

CAP CORSE O CAPO CORSO Inforchiamo le moto e partiamo alla scoperta di Cap Corse in senso antiorario, che sarà anche più pericoloso ma è sicuramente quello che permette di godere appieno il paesaggio marino di questo mondo pieno di tanti luoghi e che solo la curiosità, non alcuni banali preconcetti, può permetterci di scoprire. Capo Corso, un anticipo della vera Corsica, con la sua costa orientale relativamente dolce e costellata di pittoresche località e quella occidentale, alta e frastagliata, con villaggi e strade arroccati a mezza costa. I Romani lo battezzarono “Il promontorio sacro” ed i corsi lo chiamano comunemente “L’isula de l’isula”; difatti può essere considerata un’isola nell’isola, una specie di Corsica in miniatura. Un mondo a parte, chiuso, che si è ricollegato al resto dell’isola solo nel XIX secolo: infatti la strada panoramica, con un asfalto a tratti realmente entusiasmante, è stata voluta da Napoleone III, che ha fatto decisamente di più per l’isola rispetto a suo zio.

I BANDITI CORSI

I BANDITI CORSINella precedente esperienza ci ricordiamo di aver ingoiato l’asfalto del dito in mezza giornata, arrivando a sera nel campeggio di Saleccia nel deserto degli Agriates. Non sarà così: buona luce, partono i primi scatti fotografici, le soste si dilatano e soprattutto dopo Macinaggio, quando la strada comincia a salire solitaria verso il Col de St Nicolas, dietro ogni curva il pensiero che possa nascondersi qualche bandito o predone corso ci offre lo spunto sistematico, ad ogni sosta, per prendere in giro un Lionello rassegnato. Già, i banditi corsi. Appartengono alla mitologia dell’isola, chiamati anche “banditi d’onore”, spesso accomunarono la loro storia alla vendetta. Era tradizione, infatti, che sull’isola ci si facesse giustizia da soli. Il codice d’onore tradizionale imponeva di vendicarsi dei torti subiti, anche con la morte, per poi darsi alla macchia. Per i corsi, il bandito rappresenta spesso una sorta d’ideale.

IL VERSANTE OCCINDETALE

IL VERSANTE OCCINDETALEDopo l’ennesimo stop, nel porto in miniatura di Barcaggio, sulla punta estrema del capo, dove approfittiamo per fare conoscenza con la birra “Pietra”, locale, di castagne e con una gradazione da Octoberfest, il primo tramonto spettacolare ci attende dall’alto del Col de Serra e poi a Centuri Port. Il deserto degli Agriates sarà raggiunto solo la sera dopo e non per cattiva volontà, bensì per la straordinarietà del versante occidentale di questo dito che, puntato verso l’azzurro del mare, dà il massimo nella zona di Nonza, con le sue spiagge nere; sì, avete capito bene, abbiamo detto nere. L’amianto, le cui miniere sono state sfruttate fino al 1966, ha dato questo colore alle spiagge, un amianto persino benevolo: alcune analisi fatte sembrerebbero dimostrare che questa cromatica presenza non è pericolosa. In effetti, non ci sono particelle così fini da penetrare nelle vie respiratorie.

LA SPIAGGIA DI SALECCIA

 

LA SPIAGGIA DISALECCIA Si trova nel deserto degli Agriates, era probabilmente una delle poche certezze che avevamo nel nostro percorso, come al solito, fatto di tante idee e dall’attesa di qualche spunto in loco. Comincia a pagare il prezzo della sua bellezza, nonostante l’accesso poco agevole, 12 km di sterrato in pessimo stato, non difficile, ma sicuramente impegnativo per via della pressoché nulla manutenzione: 2 ore e mezza a piedi, circa un’ora in auto, lo stesso, più o meno, in bici, mezz’ora o poco più con moto, bagagli e passeggero. Fatiche a parte, la sua fama è ormai nota, ma, fortunatamente, con l’istituzione a parco, pare scongiurato l’intervento dell’uomo, che aveva tentato progetti davvero aberranti (si era addirittura parlato di un centro per esperimenti nucleari). La spiaggia? Un paradiso che vale la mezz’oretta di sterrato e qualche giorno di relax: una lingua di sabbia bianca, vestita di pini, divide la palude dal mare di una trasparenza cristallina. Un campeggio assai spartano con qualche rudimentale bungalow vi permetterà il vettovagliamento in quest’angolo di Corsica allo stato primordiale.

BLOC NOTES

 

BLOC NOTES

 

Traversata

Per i traghetti consultare i siti: www.corsicaferries.com e www.sardiniaferries.com. Si può anche contattare la centrale prenotazioni al numero di telefono 019/215511. Le partenze sono da Livorno, Genova, Vado dall’Italia e Nizza e Tolone dalla Francia.

 

Uffici informazioni

Bastia, ufficio del turismo in Place San Nicolas, fra l’altro vicinissimo alla stazione marittima (tel. 0033/49/5559696 oppure 0033/49/5318134).

Per il Capo Corso: Maison du Cap Corse, 20200 Ville de Pietrabugno. Ufficio del Turismo, tel. 0033/49/5320100; Comunità dei Comuni di Capo Corso, tel. 0033/49/5310232. L’ufficio si trova a circa 1 km dal centro di Bastia, naturalmente sulla strada per il Capo, all’altezza di Porto Toga. Il personale fornisce tutta la documentazione necessaria sul “dito” fra cui opuscoli chiari e pratici, che descrivono tutte le possibili passeggiate da effettuare in zona. Per informazioni in rete: www.internetcom.fr/capcorse.

 

Escursioni

Macinaggio è il punto d’arrivo del sentiero del doganiere, che segue il litorale fino a Centuri, seguendo la costa in una zona priva di strade. Indicato bene ed accessibile a tutti. L’ufficio del turismo (al primo

piano del grande edificio sul porto, tel. 049/5354034) pubblica un depliant che include una cartina e l’indicazione delle diverse tappe dell’escursione. Circa 8 ore, sconsigliabile in estate per il caldo davvero terribile. Può essere fatta anche solo per tratti più brevi.

 

Da fare

Guidare in senso antiorario: si è sul ciglio della strada e si gode della migliore vista.

Andare a Saleccia: da sola vale il viaggio in Corsica.

 

Cucina

I vini migliori del Capo: il clos Nicrosi, probabilmente uno dei migliori del Capo, bianco e moscato sempre a Macinaggio, di fronte all’Hotel “U Ricordu”, tel. 0033/49/5354202 oppure 0033/ 49/5354117; tra i moscati i clos Gioielli e Marfi si non sono niente male. A Centuri Port, se potete, provate l’aragosta in uno dei posticini lungo la strada, dicono che sia la migliore del Mediterraneo.

 

Dormire

Noi siamo sempre stati in campeggio: a Centuri Port e a Saleccia.

Road-book

Bastia, San Martino di Lota, Macinaggio, Barcaggio, Centuri Port, Nonza, Saleccia.

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