Statistiche web

Turismo: il Ponente ligure tra Savona e Sanremo

Raggiunta Savona con l’autostrada ci dirigiamo verso il centro della città per una passeggiata all’Antica Darsena. Dalla provincia imbocchiamo la SP1, con sosta a Spotorno e Noli, quest’utlima conosciuta come la Quinta Repubblica Marinara. Raggiungiamo Cervo, dove pernottiamo in un B&B, per ripartire l’indomani alla volta di Sanremo. Le foto e le tracce GPS scaricabili.

Savona

Clicca qui per visualizzare la mappa e le foto con i punti GPS dell'itineraio (una volta entrati, cliccate su "Viaggio in Liguria da Savona a Sanremo")


SAVONA Lasciata l’autostrada, in direzione Savona centro, comincia l’esplosione della costa ligure. Raggiunto il centro di Savona, procediamo per il mare, verso l’imponente fortezza del Priamar. Le mura di mattoni rossi sono rose dal vento e colonizzate da piante grasse e agavi in fiore. Il Priamar occupa l’omonima collina al centro della città. Dalle sue mura si domina il mare e l’entroterra. I Genovesi la edificarono nel 1542 dopo aver raso al suolo le antiche vestigia della città di Savona. Poco lontano da qui c’è la Darsena Vecchia. Arriviamo in sella alla Vespa al limitare della zona pedonale e la nostra attenzione viene catturata dalla silhouette di una ragazza che dorme sulla banchina della Darsena. Parcheggiamo e ci avviciniamo. È la Sirena Dormiente, sdraiata su una rete da pesca, creazione in bronzo di Giampaolo Parini. Ci sediamo a uno dei tavolini all’aperto che si trovano nei locali affacciati sul porto, dove si godono il clima temperato, il cupo sole invernale che scalda le ossa, trasmettendo una piacevole sensazione di rilassatezza e invita quasi a sdraiarsi sulla sedia, il tutto contornato dal piacere di un pezzo di focaccia fragrante accompagnata da un goccio di buon vino bianco dei colli liguri, quale è il Pigato.

 

 

Spotorno

SPOTORNO Lasciata Savona puntiamo a ovest, seguendo la provinciale SP1, che, come si addice ad una costiera, disegna curve affacciate sul mare e invita a sfruttare il motore della Vespa 278 cc ai bassi regimi, perché con un’andatura tranquilla si guida sicuri e ci si goda la vista sul panorama, che in alcuni tratti si apre su un territorio immenso, fino a che lo sguardo non si perde all’orizzonte. A una quindicina di chilometri da Savona, passata Punta Predani e il promontorio di fronte all’Isola di Bergeggi, ci fermiamo sul lungomare di Spotorno su un piccolo molo che racconta la classica storia di antico e di vissuto, con il suo cemento da cui affiorano sassi aguzzi per l’effetto corrosivo delle onde e della salsedine. Intorno a noi è tutto blu: è il momento di concedersi la prima vera boccata di iodio. Ai primi del Novecento, lassù, sulle prime alture sopra Spotorno, ispirato dalla quiete della pineta, Lawrence concepì il peccaminoso “L’amante di Lady Chatterley”.

 

 

 

 

Noli

NOLI Qualche chilometro più in giù ci lasciamo tentare da una Noli praticamente deserta. Siamo in quella che è conosciuta come la “Quinta Repubblica Marinara”, per via di una tradizione storica di marineria che ne fece un punto di riferimento fra armatori, cantieri navali e commercianti durante il Medioevo. Proviamo a infilarci in una di quelle stradine che, in estate, sono inaccessibili, poiché sono il luogo di passeggio prediletto dai turisti e dai residenti che ne apprezzano le botteghe rimaste quelle di un tempo e la frescura tipica dei vicoli in cui i vecchi palazzi dirimpettai sono tanto vicini da essere impenetrabili al sole, che vi si infila sola a tratti proiettando veri e propri muri di luce.

 

 

 

 

Cervo

CERVO Riprendiamo la provinciale in uno dei tratti più spettacolari, ovvero dove la montagna arriva al mare e la strada sembra strappata alla scogliera seguendo il profilo della costa, che qui prende il nome di Malpasso. Sicuramente è il tratto di strada che dà più soddisfazione: non grandi velocità, ma divertenti serpentine e grandi affacci. Di pomeriggio ci si trova controluce e l’asfalto diventa un nastro dorato contro l’argento vivo del mare. È pomeriggio inoltrato e una cinquantina di chilometri ci separano da Cervo, dove ci fermeremo per la notte. La Vespa ci porta a flanellare per i borghi di Finale, Pietra Ligure, Ceriale, Alassio, Albenga, Laigueglia e Andora. I piccoli centri sono piuttosto trafficati a quest’ora, ma riusciamo a raggiungere la piazza della Chiesa di San Giovanni Battista, a Cervo Alta, proprio per il tramonto. Gli ultimi raggi del sole accendono la facciata della chiesa, detta anche “dei Corallini”, esaltandone i gialli e i rossi. Cervo offre la bellezza dei palazzi nobiliari, le terrazze piene di fiori e le architetture ardite degli archi di sostegno. Gentilmente la padrona del B&B che ci ospita per la notte ci fa ricoverare la Vespa sotto il porticato di casa. La cena al ristorante Sagiorgino è un classico ligure: pasta al pesto e polpo, bagnati da un vino bianco di uve Vermentino.

 

 

 

 

Sanremo

SANREMO L’indomani ripartiamo verso Sanremo. Tra Cervo e Sanremo ci sono una trentina di chilometri. Sulle colline cresce il numero delle serre dedicate alla coltivazione dei fiori. A Sanremo, il sabato è giorno di mercato, le strade sono animate. Seguiamo le indicazioni che ci portano in alto, verso il Santuario di Nostra Signora della Costa. Poco più sotto, c’è un balcone panoramico vista porto che si sporge sopra i Giardini Regina Elena, corona verde della Pigna, il nucleo medievale della città. La pigna, in moto, è inaccessibile, bisogna camminare. Gambe in spalla, cominciamo a salire. Verticale è la parola d’ordine: il quartiere è strutturato per essere inaccessibile agli attacchi dei pirati. Archi di sostegno tengono unite le case tra loro. La Pigna è un labirinto. Ci aggiriamo per i vicoli, per un tempo indeterminato. Scopriamo Piazza Dell’Oratorio dei Dolori: il porticato ha una scritta dipinta nel 1642; in un angolo c’è l’accesso alle Rivolte di San Sebastiano, con volte a crociera coperte e ripidi gradini.

 

 

Tags

© RIPRODUZIONE RISERVATA