Turismo: Dalla spagna al Marocco in moto, sulla punta sud dell’Europa si tocca l’Africa

Il punto di congiunzione tra Africa ed Europa è lo stretto di Gibilterra, dove il fischio del vento copre il rumore degli scarichi. Attraversarlo vuol dire passare dall’Andalusia al Marocco, ammirando Tarifa e Tangeri, dove ha inizio un nuovo mondo.

RAFFICHE E MULINI ANNUNCIANO GIBILTERRA

RAFFICHE E MULINI ANNUNCIANO GIBILTERRA Dal colle del Cabrito, qualche chilometro dopo Algesiras, la costa africana appare come un miraggio. Siamo sulla punta sud dell’Europa, nello stretto di Gibilterra. Qui il mare è un’autostrada marittima impressionante dove navi e battelli di ogni tonneggio e di ogni Paese si succedono ad un ritmo incredibile. Tutto il commercio internazionale sembra riassumersi in questo piccolo braccio di mare. Il vento soffia senza pausa, con violenza. “Andare in moto in questi luoghi non è sempre facile, soprattutto quando il vento è a raffiche”, ci dice Alvaro, una guardia forestale del vicino parco, con cui beviamo un caffè al bar del colle. Per catturare quest’energia gli uomini hanno piantato tante turbine nelle montagne che dominano la costa. Si direbbe una foresta di alberi meccanici in un paesaggio lunare. Non sappiamo dire se sia bello o brutto, ma le eliche che girano amplificando il rumore del vento e la sensazione è terrificante. Fra una raffica e un mulino, il rumore dello scarico Harley è quasi innocuo.

TARIFA: PARADISO IMMAGINATO

TARIFA: PARADISO IMMAGINATO Partiamo da Tarifa, una cittadina di 17.000 anime piantata su una penisola rocciosa fra mare e montagna. “Siete nella città più a sud dell’Europa” proclamano i cartelli all’entrata, ma la strada statale non ci passa neanche. In ogni caso, è a Tarifa che la distanza fra Africa ed Europa è più corta: solo qualche chilometro ogni anno varcato da migliaia di clandestini. Che siano marocchini o sub-sahariani, lo stretto è la distanza che li separa dal paradiso immaginato. La possibilità di avere accesso ad un lavoro, alla sanità o all’educazione è legata a questi pochi chilometri d’acqua agitata dal vento. Vittime del miraggio europeo, in tanti arrivano senza vita su queste spiagge. Sul muro della scuola elementare, gli alunni della città hanno disegnato delle scene che rievocano alcune di queste migrazioni drammatiche. Difficile restare insensibili... Così come è difficile restare insensibili all’atmosfera che circonda la città: strade strette, case bianche, le mura, il castello moro, chiese popolate di statue venerate da secoli.

VILLAGGIO ANDALUSO, TERRA DEL FLAMENCO

VILLAGGIO ANDALUSO, TERRA DEL FLAMENCO Tarifa è un tipico villaggio andaluso, ma dotato d’una posizione geografica singolare. Antonio, il guardiano di notte dell’hotel la Mirada, in cui noi e le Harley abbiamo trovato rifugio, spiega i cambiamenti in atto negli ultimi anni: “Non tanto tempo fa, i giovani di Tarifa, stanchi di vivere di pesca miserabile e di contrabbando rischioso, fuggivano da questa terra maledetta da Eolo. Fino al giorno in cui i primi surfer e windsurfer arrivarono e scoprirono le immense possibilità che offrivano le nostre spiagge per il loro sport. Presto questi luoghi divennero mecca per gli atleti del vento, ed è accaduto che i giovani di Tarifa abbiano cominciato a tornare a casa”. È vero che le spiagge di Tarifa sono eccezionali: le raffiche che da secoli “limano” la costa, hanno reso la sabbia finissima. “L’unico problema”, aggiunge Antonio, “è che è sempre più difficile trovare una casa ad un prezzo decente. Le vecchie abitazioni moresche dei pescatori sono state comprate a prezzo d’oro e non si trova più niente da rinnovare. La mia paura è di vedere arrivare un giorno i grossi promotori, gli stessi che trovi a Marbella e su tutta la Costa del Sol”. Per ora Tarifa resiste all’invasione del cemento e ha lo sguardo più rivolto verso le coste africane che alle grandi metropoli europee. La sera, ad esempio, nelle piazzette della vecchia città o nei bar strapieni, la musica che si ascolta non è il rock, ma il flamenco, una musica che da secoli è il simbolo dei contatti e degli scontri fra la cultura araba e quella iberica.

TANGERI: UN MONDO DIFFERENTE

TANGERI: UN MONDO DIFFERENTE Se Tarifa rivolge il suo sguardo verso il Maghreb, Tangeri si può considerare una finestra sull’Europa. Addossata alle montagne del Rif, in una baia protetta dai venti fra il capo Spartel e quello di Malabata, la città appare come un incanto. Vista dal porto, la medina è splendente con le sue case bianche che formano un solo e unico blocco. L’impressione di essere altrove è palpabile: rumori, odori, folla, indicazioni, tutto è differente e caotico. Alla discesa del battello, dopo aver passato una dogana con tanti uffici e riempito una somma incalcolabile di moduli, la prima cosa da fare è fermarsi un attimo per ambientarsi. Non sarà facile trovare un piccolo hotel economico con un garage, ma almeno si possono fare le prime cose senza fretta. Due giorni dopo, il caos è quasi assimilato e le attività, gli orari e i ritmi appaiono più chiari. La destinazione da non mancare è la Medina con i suoi due pittoreschi mercati, il grande e il piccolo Socco (nome spagnolo che è rimasto e che è una derivazione di souk in arabo). La Grande Moschea e la Quasbah sono due altre destinazioni turistiche, ma anche luoghi interessanti dal punto di vista storico e sociale.

TRAMONTO INTERCONTINENTALE

TRAMONTO INTERCONTINENTALE Ma la biù bella cosa da fare, la sera, a Tangeri è quella di bere un tè alla menta sulla terrazza del Caffè Hafa, guardando il crepuscolo che accende le “rive” dell’Europa. È diventato un rito venire con la famiglia ad ammirare la Spagna da lontano. Quelli che non hanno modo di sedersi nella terrazza del caffè lo fanno altrove, sull’erba o sulle panchine. Bisogna veramente venire a Tangeri per realizzare che l’Africa è cosi vicina all’Europa, capire che non è un continente lontano. Fra l’altro il Marocco, da sempre orientato sull’Atlantico con il porto internazionale di Casablanca, guarda con più insistenza all’Europa e al Mediterraneo. Il progetto di creazione di un nuovo grande porto a Tangeri è già in fase avanzata e la messa in opera è iniziata nel luglio del 2007. Quello attuale è completamente saturato, soprattutto dal traffico passeggeri. Sono in effetti più di tre milioni gli emigrati che attraversano ogni anno le griglie della dogana con targhe francesi, belghe, tedesche o olandesi. In fondo, lo sviluppo della città, che ha patito durante tanti anni la colonizzazione degli spagnoli e l’indifferenza del potere centrale marocchino, sarebbe un giusto ritorno al glorioso passato. Quello di Tangeri gestita da uno statuto “internazionale” (1923-1956), una sorta di zona franca, in cui il commercio era molto attivo e i capitali abbondavano. Ancora oggi gli abitanti di Tangeri parlano con nostalgia di quell’epoca di prosperità, tolleranza religiosa e scambio culturale con i differenti paesi del Mediterraneo.

BLOC NOTES

BLOC NOTES

 

DORMIRE

A Tarifa, fra piccoli alberghi, pensioni, agriturismo e camping, la scelta dipende solo dal budget di ognuno. Fuori stagione i prezzi sono generalmente inferiori del 20-30%, ma la scelta diventa limitata se si esce dal centro. Vi consigliamo, per l’accoglienza e la possibilità di disporre di un parcheggio per la moto, l’Hotel La Mirada in città e il Cortijo las Pinas più periferico. Quest’ultimo è una hacienda tradizionale andalusa e ogni camera è dotata di una cucina. I prezzi sono compresi fra i 50 e i 60 euro nel primo e fra i 55 e gli 80 nel secondo. A Tangeri, invece, è abbastanza difficile scovare un albergo economico con box in centro città, ma si trova sempre il modo di arrangiarsi. Negli alberghi quattro stelle, come l’Intercontinental, c’è un garage e la notte costa solo 50 euro!

 

MANGIARE

Sulla costa andalusa e quella marocchina è possibile mangiare molto bene con pochi soldi. A Tarifa, per esempio, nella stessa strada dell’hotel la Mirada, c’è una cantina che serve un menu agli operai per 6 euro, tutto compreso. I ristoranti per turisti invece sono molto più cari e la stangata è assicurata. A Tangeri, invece, c’è di tutto a prezzi sempre abbordabili. Le specialità sono chiaramente quelle di mare. La cucina marocchina, in generale, è molto più gustosa e meno grassa di quella andalusa perché quasi tutto viene arrostito, anziché fritto.

 

TRAGHETTI

Il porto di Tarifa è dedicato sopratutto alla pesca, ma da qualche tempo ormai un traghetto rapido fa due traversate giornaliere fino a Tangeri. C’è molta meno folla che ad Algesiras e il prezzo per un conduttore con la moto è più o meno di 50 euro. Con un biglietto andata e ritorno si risparmia il 10%. Sul traghetto, durante il viaggio, si è in zona franca, quindi parecchi acquisti si fanno senza pagare le tasse...

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