di Leo Nardo - 19 dicembre 2014

Beccata la nuova Triumph cafè racer col twin raffreddato a liquido

Sono stati pizzicati in Spagna due prototipi della futura nuova Bonneville "sportiva". Anzi, le moto sono due: una "base" e una più cattiva (chiamiamola "R"). Le foto spia mostrano un bicilindrico in linea tutto nuovo, col radiatore per il raffreddamento. Cresce la cilindrata? Quel che è certo è che entrambe le versioni hanno 3 dischi e ABS

Beccata la nuova triumph cafè racer col twin raffreddato a liquido

La terra iberica è spesso usata dalle Case, soprattutto nei mesi invernali, per testare nuovi modelli e quando arriva il freddo è “terra da scoop”. E infatti arrivano proprio da lì le foto della nuova cafè racer di Triumph, destinata ad affiancare e forse sostituire l’attuale Thruxton. Guardando le foto (sfogliate la gallery e fate un confronto) e spulciando le informazioni circolanti sul web, ad esempio sul sito MCN, abbiamo scovato differenze importanti dall’attuale modello, segno che in Triumph vogliono dare una connotazione decisamente più sportiva alla propria cafè racer, puntando il mirino verso la Baviera, più precisamente verso la BMW R nineT (che recentemente abbiamo provato e messo a confronto con la veterana Moto Guzzi Griso). I prototipi fotografati sono due: uno più sportivo, con una ciclistica racing e un altro più tradizionale, con freni e sospensioni meno estremi. Analizziamoli entrambi.

 

Più cv e più cc?

Cominciamo dal motore: il primo dettaglio che balza all’occhio è la presenza del radiatore (riteniamo non sia ancora quello definitivo). Possiamo confermare che il motore della prossima creazione made in Triumph (la stampa inglese la chiama Street Tracker) sarà raffreddato a liquido e, guardando le foto, sembra che il vaso di espansione sia celato dal fianchetto destro. dato che non si vedono tubazioni e raccordi, deduciamo che il motore dovrebbe avere le canalizzazioni integrate nel basamento (come i tre cilindri MV Agusta 675 e 800 cc), mantenendo in questo modo inalterata l’immagine “classic” della moto. Dovrebbe crescere anche la cilindrata, si dice fino a 1.100 cc (l’attuale gamma Bonneville/Thruxton monta un 865 cc) mentre rimane invariata l’architettura a 2 cilindri in linea frontemarcia. Per la potenza, si ipotizza il raggiungimento della quota dei 90 CV.

Zoomando sulla testa, si nota la diversa posizione della candela, che fa pensare a una nuova conformazione della camera di combustione, e addirittura ad un'inedita distribuzione a 4 valvole per cilindro. Diverso anche l'impianto di scarico, con collettori di maggiori dimensioni (come i terminali) e dall'andamento differente. Le alette di raffreddamento sono in numero minore, e potrebbero avere una semplice funzione estetica dato il raffreddamento a liquido, mentre la parte esterna dei cilindri sembra essere più corta rispetto a prima, segno che i cilindri "affondano" di più nel basamento rispetto ad oggi.
E le novità non sono ancora finite: cambia radicalmente anche il layout  generale, con il braccetto frizione in basso invece che in alto e la cover del corpi farfallati che rimanda ai vecchi carburatori Amal Monobloc. Insomma, l’immagine "old style" viene lasciata immutata, ma tutto porta a pensare a una cafè racer decisamente più cattiva rispetto all’attuale. E infatti guardando la ciclistica questa tesi viene confermata.

 

Due ciclistiche, due moto differenti

La versione più sportiva infatti, che chiameremo Street Tracker R (anche se si vocifera che si chiamerà proprio in questo modo, seguendo l’esempio della Street Triple R e Speed Triple R), monta una forcella a steli rovesciati, freni Brembo con pinze monoblocco ad attacco radiale (uguali a quelle della Speed Triple R) e piastre ricavate dal pieno a cui sono fissati i semimanubri. I dischi sono flottanti e la ruota fonica è bene in vista, segno che l’ABS sarà sicuramente disponibile e certamente di serie, date le normative europee che lo vogliono obbligatorio per i nuovi modelli a partire dal 2016. Passando al posteriore, notiamo ammortizzatori con serbatoio separato e un disco posteriore con profilo a margherita. Un bel salto di qualità rispetto all’attuale Thruxton.

La versione "Base" invece si distingue per la forcella tradizionale con soffietti a protezione degli steli, le pinze assiali e i dischi differenti ma con l’ABS comunque presente. Scompaiono anche i semimanubri, sostituiti da un più tranquillo manubrio ribassato fissato alla piastra superiore tramite riser. Al posteriore gli ammortizzatori perdono il serbatoio separato e cambia anche lievemente l’estetica con un differente parafango anteriore e la sella che diventa biposto.

 

In arrivo una nuova famiglia

Tutto fa pensare quindi che questi due prototipi preannuncino una rivoluzione della gamma Classic di Triumph (con la presentazione che dovrebbe avvenire a EICMA 2015 e precederebbe l'entrata in commecio nel 2016 ), anche se è possibile che la sostituzione avvenga in maniera graduale, con un iniziale affiancamento alla gamma motorizzata con il motore di 865 cc (ma anche questi modelli riceverebbero importanti modifiche estetiche e tecniche).

 

 

 

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