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“Abbiamo guadagnato leggerezza lavorando su tutti i fronti”

Approfondiamo la conoscenza della nuova Rocket 3 grazie a un’intervista a Stuart Wood, Project Leader di Triumph

1/25 Triumph Rocket III GT e R

La cilindrata è maggiore ma la moto sembra molto più compatta della precedente. Il segreto è il nuovo telaio?

“Il segreto è… tutto! Abbiamo dovuto disegnare il motore, il telaio e l’estetica tutto insieme. Un tre cilindri così imponente è un elemento di stile molto forte, difficile da integrare in una linea elegante. Bisogna procedere con l’ingegnerizzazione e il design di pari passo”.

Quali sono stati gli obiettivi primari, per il nuovo motore?

“Sin dalle prime fasi abbiamo studiato il modo di compattarlo al massimo, recuperando centimetri in lunghezza e in altezza. Doveva anche essere molto più leggero. Abbiamo aumentato l’alesaggio e ridotto la corsa per avere più potenza e più giri, ma anche un ingombro in altezza inferiore”.

L’alesaggio è di 110,2 mm. Come ottenere efficienza termodinamica?

“Questo progetto è nato 15 anni dopo quello della precedente Rocket III. L’ingegneria è andata avanti e siamo stati in grado di fare un motore molto più pulito ed efficiente. Per ciascun cilindro abbiamo due candele e due iniettori che entrano nella testa e lavorano direttamente dietro le valvole di aspirazione”.

Il nuovo telaio pesa 22 kg in meno. Quanto è merito del fatto che è in alluminio?

“Come dicevo prima, tutto è collegato. Grazie al nuovo cambio a ingranaggi elicoidali abbiamo potuto compattare molto il motore in senso longitudinale. Il propulsore è ancora un elemento stressato della ciclistica e le sue misure più compatte ci hanno permesso di realizzare un telaio più leggero del 50%, ovviamente anche grazie all’alluminio al posto dell’acciaio”.

Dichiarate 40 kg in meno, ma alla guida sembra addirittura più leggera. Com’è possibile?

“La moto doveva essere meno pesante, ma soprattutto doveva trasmettere più leggerezza. Per far questo, oltre ai 40 kg risparmiati, abbiamo abbassato il baricentro, posizionando l’albero motore molto vicino al suolo grazie al nuovo sistema di lubrificazione a carter secco con serbatoio dell’olio separato e posizionato sempre internamente”.

Tiene sempre la stessa quantità di olio o ne serve meno?

“Abbiamo ridotto la quantità di olio da 5,9 a 4,4 litri. Ma il nuovo motore ha anche intervalli di manutenzione più dilatati: ora sono ogni 16.000 km”.

Sfrutterete questo motore per una famiglia di moto o rimarrà solo sulla Rocket?

“No comment. Dico solo: pensate alla precedente Rocket III, che è rimasta in produzione dal 2004. Questa è molto moderna e resterà a lungo sul mercato”.

Utilizzerete il sistema di frenata semiattiva assistita anche su altre moto, in futuro?

“Ad oggi lo stesso sistema è già impiegato sulla Tiger 1200. Non si tratta di un freno posteriore elettronico, ma di un freno idraulico con un sistema di controllo che ne regola la pressione. Continental ha sviluppato l’impianto, noi lo abbiamo messo a punto per la nostra moto. È un lavoro impegnativo e lo vedremo solo su modelli di altissimo livello. Amiamo molto questo sistema, è un esempio perfetto di come intendiamo la tecnologia: è nascosta e non si percepisce quando guidi. Non vogliamo che si guidi in modo diverso, ma che i freni lavorino meglio senza modificare nulla nella guida e nel feeling”.

Si possono montare solo pneumatici Avon?

“Al momento sì”.

Forzando un po’ l’ingresso curva, la gomma anteriore mostra qualche limite. Era necessario adottare una spalla così alta?

“Quando guardi al mezzo nel suo insieme devi pensare alle tre cose importanti per noi su questa Rocket 3: estetica, guida e performance. È una muscle bike, il motore è estremo. Le ruote e gli pneumatici, così come l’estetica lunga e bassa, fanno parte del pacchetto. Credo che i nostri ingegneri abbiamo superato i target originari del progetto e il fatto che la si possa guidare così velocemente e che abbiate trovato il limite della gomma significa che vi aspettavate di essere su una Speed Triple. Ma da una moto che è nata come cruiser è già moltissimo”.

IL NOSTRO TEST DELLA ROCKET 3

1/39 La strumentazione della Triumph Rocket III R
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