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Triumph Bonneville 2016: un video spiega il legame con le radici dell’icona

Con il lancio della gamma Bonneville 2016, Triumph perpetua la leggenda di uno dei suoi modelli più iconici. Una storia si muove a ritmo di rock e parla di gare, record, sfide ufficiali o improvvisate, su strada o sulla terra. Un mito alimentato anche dalla passione di personaggi che hanno posseduto e amato la Bonnie

Leggenda rinata

La Triumph Bonneville è una vera e propria icona britannica. Probabilmente negli anni ne è cambiata la percezione, con una moto che nasce come una vera superbike per trasformarsi in strumento di ribellione, fino a ritornare, dopo qualche decennio di oblio, come leggenda rinnovata che dà origine ad un filone (quello delle moto vintage) che va oggi per la maggiore.
Con la presentazione della gamma Bonneville 2016, la storia continua, si fa ancor più sfaccettata e si attualizza, senza perdere però il legame con le radici. Delle moto vi abbiamo già parlato, ve le abbiamo descritte e ve le abbiamo mostrate in una mega gallery. Non resta che guardare il video ufficiale che, con le sue immagini storiche, spiega al meglio quale sia il legame di cui si diceva. 

Mai dimenticare le radici

1/99 Triumph Bonneville: gamma 2016. Da sinistra: Thruxton (1.200 cc), Thruxton R (1.200 cc), Street Twin (900 cc), T120 Black (1.200 cc), T120 (1.200 cc)
Ci sono le immagini delle gare, dei record; ci sono quelle dei miti del cinema che hanno posseduto e amato la Bonnie, con i mitici Steve McQueen e Clint Eastwood affiancati dal moderno mito sportivo di David Beckham; ci sono le immagini della stagione dei Rocker, quando avere certe moto era uno stile di vita, un modo per essere “contro” muovendosi al suono del rock dei juke box ma anche a quello degli scarichi aperti di un bicilindrico inglese elaborato, lanciato a gas spalancato per superare di slancio il traguardo delle 100 miglia orarie e vincere una delle sfide che hanno dato origine all’epopea delle café racer. Triumph non era l’unica Marca di moto britannica coinvolta, ma certamente una delle più… gettonate.
Oggi, lo dicevamo, è cambiata la percezione, ma la storia è storia e moto come le Bonneville ce l’hanno nel Dna: il nome deriva dal record di velocità su terra stabilito nel 1956 dallo streamliner Triumph 650 Twin, pilotato dal texano Johnny Allen; il design e la filosofia tecnica hanno le proprie origini in moto mitiche come la Speed Twin 5T 500 cc del 1937, la Thunderbird 650 del 1949 (quella guidata da Marlon Brando nel film “Il Selvaggio”); la Tiger T110 e alla Bonneville originale del 1959. Quest’ultima moto fu vincente sin dagli esordi, nel Flat Track e al TT dell’Isola di Man, in offroad all’International Six Day Trials, tra i cordoli alla Thruxton 500, dove fu coniato il leggendario nome della sua variante racing.

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